Sofia Cattelan
Matricola 810445
Anno Accademico 20142015
I semestre Laboratorio di scrittura italiana
Tesina sul Femminicidio:
“Saggio breve sulle vittime invisibili del
femminicidio”
Indice dei paragrafi:
1) Introduzione
….............................................................................................. pagina 3
2) E' sempre giusto colpevolizzare le madri?
….............................................................................................. pagina 3
3) Cosa accade quando la violenza sfocia in femminicidio?
….............................................................................................. pagina 4
4) Come ci si potrebbe occupare dei minori?
….............................................................................................. pagina 5
5) Conclusione
….............................................................................................. pagina 6
Bibliografia e linkografia
….............................................................................................. pagina 7
1) Introduzione
Quasi 3 milioni di donne in Italia hanno subito violenza domestica, il 90% di
queste violenze avviene davanti ai figli.
I bambini in Italia che hanno perso la madre a causa del marito o
compagno sopravvissuti, tra 2000 e 2013, sono oltre 1500 secondo una
ricerca di Anna Costanza Baldry, docente di Psicologia all’Università di
Napoli, consulente di Onu, Nato e Ocse in materia di violenza contro le
donne e i bambini.
I tribunali li affidano, nella maggior parte dei casi, ai parenti più stretti,
solitamente ai nonni materni; le decisioni in merito vengono prese a
discrezione del singolo giudice in quanto solo Lazio e Basilicata hanno
cercato di porre rimedio alla noncuranza che dimostra l'apparato
amministrativo statale.
Molti di questi bambini hanno vissuto l'epilogo finale della tragedia in prima
persona e questo ovviamente li espone a disturbi cronici da stress post
traumatico come abuso d'alcool e droga, devianza sociale, depressione e
suicidio (tra i più consueti).
Mi propongo quindi di approfondire la mia conoscenza in questo
argomento così insidioso, spesso non considerato, delle vittime invisibili dei
casi di femminicidio.
2) Colpevolizzare la madre è sempre giusto?
I bambini che vivono in famiglie violente spesso manifestano un
atteggiamento schivo e molto spesso di irrequietezza continua.
Vivono nella perenne sensazione di una tragedia imminente in quanto a
casa è facile che per un non nulla scoppi un dramma, vivono in un mondo
di solitudine e ciò li porta a chiudersi sempre più in sé stessi.
Spesso essi stessi diventano violenti, un esempio sono i così detti “bulli”,
avendo solo modelli comportamentali sbagliati che al minimo sentore di
frustrazione si sfogano verbalmente e più spesso fisicamente.
Tra le varie manifestazioni del loro disagio compaiono spesso incubi notturni,
pipì a letto, tristezza, scarso rendimento scolastico, difficoltà di
concentrazione, disturbi dell'alimentazione, bassa autostima, sensi di
inferiorità.
Non essendo amati non si amano, hanno un livello di autostima molto basso
non ricevendo la cura e l'amore che viene riservato ai coetanei; sentendosi
rifiutati perdono completamene la fiducia nel prossimo, ma chi potrebbe
biasimarli dato che non gli è concesso fidarsi neanche dei propri genitori?
Ciò però non è sempre vero, in alcuni casi esiste una figura genitoriale di
attaccamento, che ci auguriamo essere la madre, che attraverso l'amore e
il senso di protezione che riesce ad infondere al bambino lo salva da una
serie interminabile di problemi e sintomatologie difficilmente curabili o
superabili.
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