Nel seguente file ci sono errori di digitazione delle lettere: siate clementi e siate aperti a
comprendere il significato delle parole scritte male, grazie.
1. Si illustrino le considerazioni che conducono all’individuazione del circuito equivalente del
trasformatore reale.
Nel considerare un trasformatore reale la prima cosa da fare venendo dalla caratterizzazione per quello
ideale è rimuovere dapprima l’ipotesi di permeabilità magnetica infinita e tener conto quindi della corrente
I
necessaria per sostenere il flusso a vuoto. Chiamiamo la corrente (corrente magnetizzante) l’unica
10
circolante negli avvolgimenti del primario quando il secondario è a vuoto e può essere tenuta in conto nel
circuito equivalente tramite un induttore trasversale. Altro effetto della rimozione dell’ipotesi di permeabilità
magnetica è la presenza di “flussi dispersi”: ovvero quella parte di flusso che presentandosi in parte in aria si
concatena con uno solo degli avvolgimenti ed in modo
parziale. Teniamo conto di questo flusso disperso mediante
due induttanze in serie. Perveniamo così ad una prima
approssimazione del circuito.
Teniamo conto ora di altre situzioni di perdita di potenza
attiva come:
- Effetto Joule nei conduttori che costituiscono gli avvolgimenti;
- Ciclo di isteresi magnetica;
- Correnti parassite nel materiale ferromagnetico.
Le perdite per effetto Joule possiamo modellizzare tramite due resistori, uno per lato, attraversati l’uno dalla
I I
corrente e l’altro dalla corrente . Per il ciclo di isteresi possiamo tenere conto, in versione semplificata,
1 2
con un resistore trasversale parallelo all’induttore, che insieme a quello introdotto per le correnti parassite
può essere sintetizzato in un . Inoltre per le correnti
0
parassite diciamo che esistono due metodi per ridurle:
il primo è aumentare la resistività del materiale
ferromagnetico mantenendone la permeabilità e l’altro
consiste nella laminazione del materiale
ferromagnetico al fine di incanalare meglio le correnti parassite (diminuendone la loro intensità). In definitiva
abbiamo il seguente circuito equivalente.
2. Si mostri come è possibile determinare sperimentalmente il valore dei componenti che compaiono nel
circuito equivalente del trasformatore reale.
Per determinare i valori dei componenti nel circuito equivalente effettuiamo due prove: una a vuoto e una
in corto circuito. Con la prima determiniamo i valori trasversali, mentre con la seconda i valori longitudinali.
Nella prova a vuoto lasciamo aperti i morsetti del secondario, così da non farvi fluire corrente, perciò
I I I
consideriamo la sola corrente fluente nel primario , piccola percentuale della (solitamente è tra
10 1 10
0.5% 5% I V
e di ), alimentando inoltre il trasformatore alla tensione nominale . La potenza attiva
1 1
2 2 2
P = R I + G E I P ≅ G V
assorbita , poichè è molto piccola, possiamo approssimare (non
10 1Cu 10 0 1 10 10 0 1n
P 10
R I = 0. G = R L
sono presenti le perdite poichè Immediata è la valutazione di poichè ed
2Cu 2 0 1Cu 1d
2
V
1n
2 2
√
I ≅ Y V Y = +
sono molto piccoli e si ha , dove dal quale ricaviamo .
10 0 1n 0 0 1 1
Nella prova in corto circuito poniamo un conduttore di sezione adeguata al secondario, ed alimentiamo il
V V
primario con una tensione ridotta (tra il 4% e il 10% della ) tale che circolino le correnti nominali su
cc 1n
entrambi i lati. Come conseguenza il flusso sul materiale ferromagnetico sarà così ridotto, come anche la
2 2
P = R I + G E +
corrente nel ramo trasversale, avendo che la potenza assorbita attiva cc 1Cu 1n 0 1cc
I 1
2 2 2 2
2
1 (R )I
R I ≅ R I + R I = I = I P ≅ + R
. Poichè allora avendo così
2Cu 2n 1Cu 1n 2Cu 2n 2 1 cc 1Cu 2Cu 1n
I
2 2
R P /I
dove il termine tra parentesi viene considerato come un’unica resistenza calcolabile come (per
1cc cc 1n
stimarle separatamente devo stimare in corrente continua). Analogamente consideriamo un’unica
2 2 2
= ( + ) √ − = /
reattanza pari a dove . I componenti trasversali
1 1 2 1 1
1 1
sono stati trascurati in quanto la corrente che vi passa è piccola rispetto a quelle nominali.
3. Si descrivano e si motivino le modalità di un corretto collegamento in parallelo di trasformatori
monofase.
Due o più trasformatori funzionano in parallelo quando sono alimentati
dalla stessa rete primaria ed erogano potenza sullo stesso carico. ⟹
Lo schema di due trasformatori in questa disposizione è:
Senza perdite di generalità consideremo quindi due trasformatori in
parallelo.
Affinchè questa configurazione funzioni correttamente è necessario che
vengano soddisfatte alcune condizioni:
1. In assenza di carico collegato (condizione a vuoto) è necessario che
non si abbia circolazione di corrente nel percorso chiuso che si
verrebbe a formare tra i secondari dei trasformatori (ovviamente, in queste condizioni, una
corrente di circolazione tra i diversi trasformatori provoca un'inutile dissipazione di energia);
2. Le due correnti secondarie devono avere la stessa fase della corrente di carico (in questo caso si
riesce a minimizzare le perdite elettriche). ′ ′′
( ),
=
3. Le tensioni di corto circuito dei secondari devono essere uguali ossia che i due
2 2
trasformatori eroghino potenza in modo proporzionale alla loro potenza nominale per evitare
sovraccarichi di uno dei due trasformatori.
̅
( = 0),
Per il funzionamento in parallelo a vuoto il primo punto, si deve soddisfare i seguenti requisiti:
20
Poichè i trasformatori devono essere alimentati dalla stessa rete primaria, occorre che abbiano lo
stesso valore di tensione nominale primaria;
Poichè, a vuoto, non deve circolare corrente nel secondario dei trasformatori, è necessario che le
tensioni secondarie a vuoto siano uguali in modulo e fase.
Ossia: ̅ ̅
′ ′′
−
20 20
̅ ̅ ̅
′ ′′
= = 0 ⇒ =
20 20 20
̅ ̅
′ ′′
+
2 2
Siccome queste tensioni non sono misurabili si usano direttamente i rapporti di trasformazione:
′ ′′
= ̅
Per il funzionamento in parallelo a carico, il secondo punto, invece si ha che , la corrente di carico deve
2
essere: ̅ ̅ ̅
2′ 2′′
= +
2 ̅ ̅
′ ′′
E inoltre tutte e tre devono essere in fase tra loro. Questa situazione si verifica quando e hanno lo
2 2
stesso coseno: ′ ′′
) )
cos( = cos(
2 2
Si illustrino il principio di funzionamento e le caratteristiche principali dei trasformatori trifase [...]
Il trasformatore é una macchina statica, ossia priva di elementi rotanti, che trasforma una potenza elettrica
in una corrente alternata, con valori di potenziale e corrente diversi da quelli in entrata. Il suo principio di
funzionamento é legato alla legge di induzione elettromagnetica