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Economia politica - il monopolio

Appunti di Economia politica per l'esame della professoressa Castellucci sul monopolio. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la concorrenza perfetta, le barriere all’entrata sul mercato, il costo del monopolio, il monopolista, la discriminazione di prezzo.

  • Esame di Economia politica docente Prof. L. Castellucci
  • Università: La Sapienza - Uniroma1
  • CdL: Corso di laurea in sociologia
  • SSD:
I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Castellucci Lucilla.
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Voto: 5 votato da valeria0186

  • 10-05-2013
Pagine totali: 9
 
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Economia politica - il monopolio
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MANKIW – CAPITOLO 15 IL MONOPOLIO Abbiamo visto come l’impresa in concorrenza perfetta subisce il prezzo: esso è uguale al costo marginale di produzione e, nel lungo periodo, l’entrata e l’uscita nel e dal mercato di nuove imprese fa tendere il profitto economico allo zero, in modo che il prezzo eguagli il costo medio totale. Un’impresa in concorrenza perfetta considera il prezzo del proprio prodotto come dato e sceglie di produrne la quantità che ne garantisce l’uguaglianza con il costo marginale, il prezzo applicato dal monopolista, invece, è maggiore del costo marginale generando così un profitto positivo per se stessa e una perdita secca per la società nel suo complesso. Un’impresa è un monopoli quando è l’unico venditore di un prodotto per il quale non esistono buoni sostituti. La causa fondamentale del monopolio sono le barriere all’entrata sul mercato di altre imprese e tali barriere sono riconducibile essenzialmente a tre fattori: 1) monopolio delle risorse – cioè una risorsa chiave è detenuta da una unica impresa. Ovviamente il monopolista ha un potere di mercato più grande di quello di ogni singola azienda in un mercato concorrenziale e, in questo caso, potrà far pagare un prezzo abbastanza elevato anche a fronte di un costo marginale irrisorio. I casi di monopolio riconducibili a questa causa sono comunque pochi. 2) monopoli di Stato – in questo caso, è lo Stato che offre a un solo operatore il diritto esclusivo di vendere un determinato bene o servizio al fine di garantire il pubblico interesse. Infatti, garantendo il monopolio (con prezzi e profitti più elevati) a questi produttori, si vuole incoraggiare comportamenti virtuosi. Alle case farmaceutiche, ad esempio, viene garantito il monopolio sulle proprie scoperte in modo da incentivare la ricerca farmacologica. 3) Monopolio naturale – si ha quando una singola impresa può fornire il bene o il servizio all’intero mercato a costi inferiori rispetto a quelli di una molteplicità di imprese. Il monopolio naturale generalmente si crea quando si registrano economie di scala rilevanti per uno spettro esteso di produzione. Infatti, la curva di costo medio totale di un’impresa con economie di scala, è decrescente in maniera continua: se la produzione venisse divisa tra più imprese, ognuna potrebbe produrre meno e dovrebbe affrontare costi medi totali più elevati. 15.1 - LE DECISIONI DI PRODUZIONE E DI PREZZO IN REGIME DI MONOPOLIO La differenza fondamentale tra l’impresa in concorrenza perfetta e quella in regime di monopolio è la capacità di quest’ultima di influenzare il prezzo di mercato del proprio prodotto. Un’impresa in concorrenza perfetta, infatti, ha dimensioni modeste rispetto al mercato in cui opera e quindi prende il prezzo di ciò che produce come un dato di fatto determinato dalle condizioni del mercato. Il monopolista, invece, è l’unico produttore 1
del mercato e può far variare il prezzo di ciò che produce adeguando la quantità che offre sul mercato. Questa differenza sta nel
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