Lezione di diritto tavolare – 05.11.2007 – Dott. Margonari
La caratteristica peculiare del sistema tavolare rispetto a quello di diritto comune è la costitutività del diritto, al compimento della trascrizione. Particolarissimo è il suo assetto che prende riferimento dalla base dati organizzata su base reale. Si vuole in questo modo riconoscere un’importanza preminente all’immobile, dove il cespite è al centro del ruolo giuridico nel quale viene a chiamato essere soggetto principe. Difatti, le iscrizioni che riguardano il bene all’interno del Libro Fondiario rendono i diritti scaturenti dopo l’iscrizione, base costitutiva dei diritti stessi.
Criteri di costituzione della base dati
- Aspetto soggettivo su base personale del trasferimento.
- Aspetto oggettivo su base della natura del cespite (reale).
Le pecche che riguardano il sistema comune (nel resto d’Italia) sono da imputarsi alla ragione di riferimento della classificazione: la trascrizione che avverrà in Conservatoria sarà meramente riconducibile alla persona che ha contratto con un terzo la compravendita e solo di rimbalzo si dedurrà la natura reale dell’immobile. Dando come assioma il fatto che la proprietà non è per sempre in capo ad un soggetto, non potremo in questo modo ricostruire la storia reale dell’immobile. Volendo ricondurre sempre il dato alla sola persona con l’istruzione ad esempio, di un indice alfabetico, avremo in questo elenco solo nominativi di proprietari reali, escludendo così al contempo, altri che non lo sono (è forte il connotato di mutevolezza, mentre il diritto ha necessità della certezza).
Ponendo invece l’immobile al centro della base dati avremo la costituzione di dati certi efferenti l’immobile, nella sua interezza cronologica. La somma dei dati su base reali, attinenti al territorio, costituiscono la mappatura veritiera del territorio. È indubbio che pubblicità a base personale dei trasferimenti reali, è la cosa più facile e meno costosa, rispetto all’altra soluzione, la quale altresì fornisce risposte millimetriche a qualsivoglia domanda ed interrogazione sia su base personale che reale.
I costi sociali da sostenersi sono però più alti nel sistema Tavolare. Difatti la sola redazione del Libro Fondiario e il fatto di riconoscere l’immobile al centro della catalogazione dei diritti e delle persone aventi, non è sufficiente. È precedentemente necessaria una valida soluzione individuativa catastale. Solo codificando il territorio creiamo una base dati aperta sulla quale poter incastonare in maniera completa oggetti e soggetti di diritto tavolare.
Il vantaggio di una scelta di questo tipo è l’opposto degli svantaggi visti nel sistema comune: si potrà risalire all’individuazione certa del titolare dei diritti di una certa proprietà e individuare quante altre proprietà (e che tipo) fanno capo allo stesso soggetto. Nel sistema comune, tutto ciò è impossibile.
Il sistema tavolare, implementato dal sistema catastale, è un censimento particolarmente dovizioso di precisione efferente il territorio. La trascrizione nel Libro Fondiario di soggetti titolari ed oggetti del diritto su quel particolare territorio (stato patrimoniale), ne costituiscono un dato inconfutabile e sempre aggiornato, qualunque riferimento si voglia prendere (oggettivo-soggettivo).
Nel sistema comune la descrizione dell’immobile era sempre ricondotta a documenti traslativi della proprietà tipici delle azioni successorie dove il territorio veniva descritto all’interno di riferimenti non duraturi nel tempo (dal bastione est fino alla quercia e dal confine nord del ruscello fino al pioppo od al muretto). I riferimenti erano così mutabili da non dare certezza della consistenza del terreno e non ne descrivevano fedelmente i particolari ed i diritti sovrastanti.
Il catasto asburgico e l'identificativo immobiliare
Il catasto asburgico invece, fornisce storicamente la soluzione a questi problemi ossia: l’identificativo dell’immobiliare. Un dato certo, affidabile e sicuro ed inequivocabile. Il catasto mette assieme un cospicuo sistema di identificazione del numero degli immobili mosso essenzialmente da motivazioni e spinte di natura fiscale.
Fu Carlo VI padre di Maria Teresa d’Austria, che regna nella prima metà del settecento e persegue in modo rivoluzionario e moderno, un sistema di catasto. Nell’imposizione fiscale doveva prescindere dalla natura proprietaria del terreno (nobile o meno nobile che fosse), ma si doveva solamente preoccupare di accertare cosa e quanto esistesse sul territorio dell’Impero e quanto producesse in termini di reddito.
Assioma portante è che le tasse vanno pagate per ciò che si ha e non per chi si è! Carlo VI persegue la perequazione dell’imposta fondiaria: vuole che si paghi per ciò che effettivamente l’appezzamento può dare e produrre (a parità di grandezza, un appezzamento di montagna non può valere quanto quello di collina o di pianura). Le implicazione di carattere politico e storico sono quelle che andarono a minare il favore della nobiltà nei confronti di un regnante che voleva escutere tasse in modo assolutamente giusto, rispetto al valore del reddito della terra posseduta, indipendentemente dal fatto a chi appartenesse.
Ma Carlo VI non vedrà mai la nascita di quella che sarà la necessaria creazione dell’anagrafe dei beni di tutto l’Impero Asburgico. Inizialmente furono i beni capaci di produrre reddito, il riferimento era alla cosiddetta imposta fondiaria infatti dalla terra ed all’agricoltura, derivava il reddito da considerare impositivo (non esisteva ancora la pressione fiscale esistente oggi sugli immobili: la casa).
Storicamente erano stati i proprietari ad autodenunciarsi quali soggetti debitori d’imposta ma il criterio verrà sostituito con un sistema oggettivo basato sul presupposto di una corretta identificazione dei vari immobili che concorrevano a costituire il territorio dell’Impero. La soluzione tecnica verrà da un italiano: Marinoni da Udine che operava come matematico, fisico, topografo e quant’altro che operava presso la Corte di Vienna che realizzò per Carlo VI il “Censo Milanese”. Fu quindi in Lombardia il primo esempio di anagrafe di beni immobili a fine fiscale. La soluzione tecnica adottata fu quella della riproduzione in scala del territorio disegnandolo fisicamente con scala ridotta in modo da poterci successivamente lavorare in modo agevole.
Prendendo spunto dal sistema tedesco che si avvaleva della “Tavoletta Pretoriana” (origine non dai Romani ma da Johann Richter (goniografo) detto il Pretorius che l’aveva inventata). Si trattava di una tavoletta di legno poggiata su un tripiede che la reggeva, e sopra le venivano appoggiati gli strumenti di rilevazione.
Dati di riferimento per il singolo immobile
- L'Ubicazione dell’immobile.
- La sua configurazione.
- La possibilità di misurarne l’estensione.
Ubicazione, configurazione ed estensione. All’inizio del 1800 può finalmente partire l’opera di rilevazione del territorio su scala industriale: il sogno di Carlo VI incomincia a realizzarsi anche se nel frattempo ci è passato in mezzo il Regno di Maria Teresa d’Austria (riferimento alle resistenze delle classi nobiliari feudali che vedevano la realizzazione del catasto con queste finalità come fumo negli occhi). Sarà infatti Francesco I (der Erste) ai primi dell’800 a dare l’avvio al rilevamento del territorio basato sul prototipo eseguito dal Marinoni. Alla fine si saranno rilevati ben 300.000 chilometri quadrati di territorio (equivalente all’intero territorio dell’attuale Stato Italiano).
L’Impero venne diviso in 7 grandi zone, per ognuna delle quali venne individuato un vertice da cui partiva un asse di piani cartesiani. I vertici erano costituiti da montagne (se le stesse si trovavano in posizione ottimale) o da cime di campanili. La zona di Vienna aveva come vertice il campanile del duomo di Santo Stefano. La nostra zona, la 7a relativa alla Regione del Tirolo Vorarlberg conosceva come vertice il campanile sud della Chiesa Parrocchiale di St. Jakob di Innsbruck.
Tracciati dal vertice l’ascisse e l’ordinaria sul territorio, operavano i geodeti che erano dei topografi che operavano sopra le distanze di 30 chilometri. Dovettero tener conto della rotondità della terra ed operare per approssimazione (anche se la terra non è perfettamente rotonda ma ha la forma geoide, cioè di un mandarino). Il problema nasceva dal dover riportare su un foglio piano questo tipo di realtà morfologica. Ne scaturirà un giusto compromesso fra la realtà approssimata ed il costo sostenuto per questa rilevazione.
I geodeti osserveranno la realtà del territorio e appoggeranno una rete virtuale sul territorio rappresentato costituita inizialmente da punti (rete di 1o grado) che fanno riferimento al vertice del punto di osservazione. Nella roccia saranno incisi con il ferro, i punti geodetici rappresentati da steli in pietra. La rete testé realizzata verrò poi infittita da un’ulteriore rete cd. di 2o grado che prenderanno sempre a rifermento il campanile e così avanti (reti di 3o-4o-5o-6o grado) fino a che sarà possibile appoggiare la rete di rilevazione sul territorio.
Il territorio viene così divisa in grandi quadrati che si chiamano “Fogli di Triangolazione”. Ogni quadrato ha un lato di 4.000 Wienerklafter (quindi 4.000 x 4.000). Wienerklafter era l’unità di misura asburgica sulla quale si è basata tutta l’opera di rilevazione del territorio dell’Impero; corrispondeva a mt. 1,89648 – in buona sostanza i ns. attuali 8 chilometri per 8 chilometri di estensione.
Il foglio di mappa di questo genere era però ingestibile e quindi si risuddivide il foglio di Triangolazione in sottosezioni rettangolari di 1000 Wienerklafter per 800: questo diventerà l’attuale Foglio di Mappa. Dal Foglio di Mappa si percorrerà la realtà del territorio rappresentato e si giungerà all’individuazione dei Comuni Catastali. Non è un’invenzione degli Asburgo, difatti c’è coincidenza con il vecchio Distretto d’Estimo (ambito territoriale individuato a soli fini fiscali ai tempi in cui il Catasto si conformava alle dichiarazioni dei sudditi dell’Impero. Possiamo definire nel Comune Catastale il paesello con il suo ambito territoriale. Oggi può coincidere con l’ambito amministrativo del Comune (esempio di Trento che coincide ma esistono anche i Comuni Catastali di Villazzano e Povo che però non hanno il Sindaco quindi non sono comuni nel vero senso della parola).
La mappa verrà fatta per Comuni Catastali. Il sindaco (der Burgermeister) verrà convocato ed i “Catastali” inviteranno a loro volta il Sindaco ad invitare i suoi concittadini a delimitare e marcare le proprie proprietà personali (invero non sarà la proprietà ma il possesso a dominare). Verranno quindi determinati gli ambiti di possesso ergo, i soggetti che dovevano le tasse. L’invito a delimitare le proprietà od il possesso sarà in attesa dei rilevatori, i quali entro un anno, provvederanno a codificare nomi e confini appartenenti. I criteri saranno duplici: l’incontro fra il criterio soggettivo del possesso con il criterio oggettivo del tipo di coltura che veniva praticato nell’ambito territoriale. Se lo stesso fondo è trattato in due diversi ambiti mercantili, dovrà essere recintato due volte. In caso di diatribe sullo stesso fondo, il sistema assegnerà il terreno ad entrambi così come ad entrambi toccheranno le tasse da pagare, sino a quando non giungerà l’accordo fra le parti.
Come detto entro un anno dalla segnatura arrivarono i catastali che presero buona nota di ciò che era stato marcato dai privati ed anche dal Sindaco: difatti anche il Burgermeister aveva dovuto marcare i beni demaniali. A rilevazioni finali si giungerà al Foglio di Mappa come quello allegato. È una mappa unica che riguarda tutto il Comune Catastale. Dalla mappa possiamo rilevare innanzitutto ciò che si trova in natura ossia il terreno e questa particella venne chiamata Grund Partizelle = Particella Fondiaria quindi terreni, campi, pascoli, boschi, laghi ed anche montagne, ghiacciai. Dall’altra parte la serie della Particelle Artificiali, quelle create dall’Uomo: edifici, fabbricati, manufatti, cortili (oggi si potrebbe dire parcheggi, campi di calcio, tennis, grattacieli). Queste si chiameranno Bau Partizelle = Particelle Edificiali.
La summa divisio degli immobili così come ai sensi dell’art. 812 C.C. che descrive analiticamente cosa è bene immobile e di conseguenza cosa è bene mobile. Tecnicamente le particelle sia fondiarie che edifici ali vengono raffigurate con una linea chiusa che delimita e definisce l’ambito territoriale relativo (ubicazione e configurazione) potendo così calcolare anche l’estensione quindi la superficie. All’interno dei numeri arabi da 1 all’infinito sia per le particelle fondiarie che per quelle edifici ali in due serie distinte per ogni Comune Catastale. La codificazione doveva essere la più facile possibile nell’interpretazione e nella lettura. Ma il Foglio Mappale rappresentava un problema pratico per la sua consultazione: venne così ritagliato e si crearono i Fogli di Mappa vere e proprie sottodistinzioni interne al Comune Catastale, delle dimensioni poco più di 52 cm. per 65 cm. raffigureranno circa 250 ettari di terreno. Nel Fogli di Mappa austriaco succede che un fondo rappresentato nella particella, venga tagliato fra un foglio e l’altro od addirittura fra quattro fogli diversi.
A Venezia invece il sistema comune incontrando questo problema, ha preferito adottare un criterio di unicità per ogni isola ed ha proceduta alla relativa numerazione, facendone venir meno i criteri geodetici. È facile intuire a questo punto la difficoltà della ricerca di un immobile nella situazione di Venezia dove si dovrà ricorre alla conoscenza dell’esatta ubicazione dell’immobile e di conseguenza all’esatta collocazione del qualsivoglia foglio di mappa. Le mappe del nostro tavolare si chiamano mappe a perimetro aperto (perché tagliate dalle forbici) e mappa a perimetro chiuso quel del sistema comune italiano.
Il foglio di Amblar rappresentato (vedi allegato) presenta interesse per il fatto di offrire innanzitutto la vista del cd. quadro di unione. È il quadro dei fogli che concorrono a costituire il Comune Catastale di Amblar prima del taglio, con il vantaggio di vedere dove è intervenuto il taglio. Dove la mappa riporta la dicitura Romeno, a forma di becco in alto a sinistra, possiamo rivederla in tutta la sua estensione nella parte alta del disegno. È l’evidenza della mappa a perimetro aperto. Figure geometriche tendenzialmente irregolari sono le particelle le loro irregolarità sono la storia del possesso reiterato nel tempo. Nulla a che vedere con l’accampamento romano perfettamente squadrato fra il cardo ed il decumano (o ai giorni odierni New York con le Avenue tagliate dalle Street).
All’interno di ogni ambito territoriale c’è il numero arabo talvolta riportato con il fratto (seguirà spiegazione della barra). Distinzione fra le particelle fondiarie da quelle edificiali si potrà desumere nelle mappe dalla presenza di un puntino sulla sinistra del numero arabo presente nella particella che sarà perciò edificiale. Nelle mappe antiche le distinzioni venivano fatte da colori ad acquerello: rosa pallido=edifici; rosso purpureo=edifici pubblici; varie gradazioni di verde e grigio=tutte le altre particelle fondiarie. La scala asburgica riportata è di 1:2880 ovvero ad un centimetro corrispondono mt. 28,80 della realtà, questo nella mappa intera. Ma questo tipo di mappatura andava bene per raffigurare il terreno normale, e poneva delle difficoltà per i centri abitati. Allora si procedeva all’abbassamento della scala e si passava ai valori 1:1440 ossia un centimetro corrispondeva a mt. 14,40 questo perché nel centro abitato si trovavano tante particelle di valore e che dovevano essere ben identificate con una scala più rappresentativa.
L’opera iniziata nei primi del 1800 a partire dalle terre ad Oriente dell’Impero: Boemia, Slesia, Moravia si giunge alla settima ed ultima regione detta del Tirolo-Vorarlberg grazie all’instancabile opera dei cartografi boemi e portano l’esperienza raccolta in tutto il resto dell’Impero e il termine toccò il 1861. Sono stati codificati e catalogati ben 300.000 chilometri quadrati con una precisione incredibile. Le particelle rilevate saranno 50 milioni. Così concepita, e cioè per gli scopi fiscali, ben presto sarà investita di ben altre importanze fra cui quella strategico-militare. Proprio per questo anche i militari saranno soggetti attivi nelle rilevazioni del territorio: militari e civili assieme, anzi i civili saranno assimilati ai militari. Il Dirigente del Genio civile porterà i gradi di generale e sarà armato di spada.
Sistema di pubblicità immobiliare a base reale
Da un punto di vista giuridico, si potrà finalmente organizzare un sistema di pubblicità immobiliare a base reale: è il sistemo dell’individuativo immobiliare. Giuridicamente, si prescinde dalla redditività dell’immobile o del fondo: ci si riferisce partendo dal dato immobiliare, al soggetto proprietario non solo del fondo ma anche di ciò che ci è costruito sopra (solo oggi le case costituiscono rendita catastale, all’epoca invece no).
Ab ovo la rilevazione fu compiuta senza una precisa distinzione fra proprietari e possessori.
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