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Diritto processuale civile

Appunti contenenti la rielaborazione del libro di Diritto processuale civile in cui gli argomenti trattati sono: la disciplina del processo di cognizione, fase introduttiva del processo, fase istruttiva, vari tipi di istruzione, impugnazioni, la fase di decisione, vicende anormali del processo.

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  • 23-10-2012
di 27 pagine totali
 
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Diritto processuale civile
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CAPITOLO I: LA DISCIPLINA DEL PROCESSO DI COGNIZIONE E SUOI ASPETTI GENERALI 1. Orientamenti generali e schema della disciplina del processo di cognizione. Il 2° libro del codice di procedura civile disciplina e descrive la serie degli atti del processo di cognizione assumendo come paradigma il processo di primo grado davanti al tribunale per integrare poi tale disciplina con gli adattamenti relativi sia ai processi innanzi al giudice di pace e sia al processo di appello disciplinando poi autonomamente i giudizi innanzi alla corte di cassazione nonchè il processo del lavoro e, in certa misura, i procedimenti speciali trai quali alcuni disciplinati in leggi speciali. Tra gli argomenti che ispirano le modifiche degli anni ‘90: disciplina più rigorosa delle preclusioni, scelta di fondo per il sistema imperniato sul giudice unico anche innanzi al tribunale, provvedimenti anticipatori di condanna, l'efficacia esecutiva le sentenze di primo grado, attribuzione alla corte di cassazione del potere di giudicare anche sul rescissorio.
CAPITOLO II: LA FASE INTRODUTTIVA DEL PROCESSO 2. Schema della disciplina del processo di cognizione di primo grado davanti al tribunale. Il processo di cognizione viene di solito ripartito convenzionalmente in tre fasi: 1. Introduzione 2. Istruzione in senso ampio, comprensiva della trattazione e della istruzione in senso stretto 3. Decisione. L’introduzione della causa consiste in una serie di atti qualificati, con la funzione di introdurre la causa ossia di instaurare il processo. Nella fase di introduzione predomina l'iniziativa di parte. 3. L’atto di citazione e i suoi requisiti. L'atto di citazione: è un atto scritto doppiamente recettizio (sia nei confronti del giudice sia del convenuto) con la duplice funzione della vocatio in ius (chiamata della controparte in giudizio), e dell'editio actionis (domanda al giudice con la conseguente determinazione dell’oggetto del processo). Per assolvere a queste due funzioni l’articolo 163, 3° comma c.p.c. individua i requisiti dell’atto di citazione, ossia con riguardo all’editio actionis: 1) indicazione del tribunale davanti al quale la causa proposta 2) indicazione delle parti (il nome, il cognome e la residenza dell'attore e del convenuto e delle persone che rispettivamente li rappresentano o li assistono) 3) indicazione del petitum (mediato: oggetto della domanda, immediato: provvedimento) 4) causa petendi (l'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda, con le relative conclusioni) 5) indicazione dei mezzi di prova (dei quali l’attore intende valersi) e dei documenti. 6) indicazione del procuratore e della procura. I numeri 4 e 5 rappresentano la prima barriera preclusiva per l’attore. Requisiti della vocatio in ius: 7) indicazione del giorno dell'udienza, citazione per quel giorno con i relativi inviti e gli avvertimenti circa le conseguenze della loro mancata osservanza. La legge 80/2005 prevede la possibilità che l'atto di citazione contenga un invito al convenuto che, se accolto da tutti convenuti, dà luogo all’opzione di prosecuzione della causa con le forme del rito societario. 4. Termini per comparire Nell'indicazione del giorno dell'udienza, l'attore deve rispettare i termini a comparire: 90 (o 150 se all’estero) giorni liberi tra la data della notificazione della citazione e quella dell'udienza (art.163bis c.p.c.) che costituiscono il limite minimo. Se il termine è troppo lungo, il convenuto può chiedere al presidente l'anticipazione della prima udienza, con ricorso in calce al quale il presidente provvede con decreto che va comunicato alle parti costituite e notificato personalmente alle altre parti in un congruo termine. Per ragioni di urgenza il presidente del tribunale può disporre l'abbreviazione dei termini fino
alla metà. 5. Notificazione dell'atto di citazione. L' atto di citazione non produce effetti se non è sottoscritto dal difensore e notificato dall'ufficiale giudiziario su richiesta della parte o del suo procuratore. La notificazione della citazione dà vita al processo realizzando la proposizione della domanda con tutti i suoi specifici effetti: sia processuali (litispendentia, perpetuatio jurisdictionis e relative conseguenze) e sia sostanziali come l’interruzione della prescrizione e l’impedimento della decadenza ed altri effetti. 6. Nullità della citazione. Come per ogni atto processuale la nullità va pronunciata quando l'atto manca dei requisiti indispensabili per il raggiungimento del suo scopo obiettivo (art.156, 2° comma c.p.c.). L'articolo 164 distingue i vizi che investono la vocatio in ius e i vizi che investono l'editio actionis. I vizi della vocatio in ius, elencati nel 1° comma, producono le conseguenze di cui al 2° e al 3° comma. - Dedicato l'uno (2°comma) all'ipotesi della mancata costituzione del convenuto (nel qual caso il giudice ordina d'ufficio la rinnovazione della citazione che, se avvienEspandi »e, opera ex tunc, e se non avviene, il processo si estingue ) - L'altro (3°comma) all'ipotesi della costituzione del convenuto, che sana il vizio (salva l'eventuale fissazione di altra udienza). I vizi che investono l'editio actionis sono specificati nel 4°comma e producono le conseguenze di cui al 5° comma, ossia: a) nel caso di mancata costituzione del convenuto, l'ordine d'ufficio di rinnovazione della citazione (che se avviene, lascia ferme le decadenze eventualmente maturate, e se non avviene dà luogo all'estinzione); b) nel caso di costituzione del convenuto, l'ordine d'ufficio di integrazione della citazione, che, se avviene, opera ex nunc e lascia ferme le eventuali decadenze e, se non avviene fonda una dichiarazione di nullità della citazione. Nel caso di vizi di inesistenza (è inesistente l’atto che manchi di quel minimo di elementi necessari perché possa essere riconosciuto come tale) non è possibile alcuna sanatoria. 7. La costituzione dell'attore. La portata recettizia della citazione nei confronti del giudice si concreta nella costituzione dell'attore (art.165 c.p.c.) che in pratica consiste nel deposito in cancelleria -entro 10 gg. dalla notificazione della citazione- di un fascicolo di parte contenente l'originale della citazione con la relazione di notifica, la procura e i documenti offerti in comunicazione. Il significato giuridico è l'auto-presentazione della parte al giudice a mezzo di difensore. La costituzione attribuisce la presenza formale nel processo per tutto il grado introdotto con la citazione, mentre la sua mancanza fonda una dichiarazione di contumacia. Fenomeno diverso è l'effettiva comparizione -a mezzo di difensore- della parte costituita alle singole udienza e la cui mancanza da luogo all'assenza.
8. La costituzione del convenuto e comparsa di risposta. La costituzione del convenuto (art.166 c.p.c.) è l'atto col quale questo assumerà partecipazione attiva processo depositando in cancelleria il proprio fascicolo con la copia notificata dell'atto di citazione, la procura, i documenti che produce e la comparsa di risposta, e così effettuando a sua volta l'autopresentazione al giudice a mezzo del difensore almeno 20 giorni (10 in caso di abbreviazione dei termini) prima dell'udienza, salva l'ipotesi del differimento. La comparsa di risposta (art.167 c.p.c.) è l'atto difensivo del convenuto, omologo e contrapposto all’atto di citazione, con la domanda riferita alla domanda dell'attore e con tutti gli elementi della citazione (tranne la vocatio in ius) nell'ambito dell'oggetto del giudizio già determinato dell'attore,e salvo l'allargamento dell'eventuale domanda riconvenzionale. Con la comparsa di risposta, il convenuto è pure onerato a prendere posizione sulle domande dell'attore; ciò che va posto in relazione alla possibilità di pronuncia
di ordinanza di condanna anticipatoria sulle somme non contestate (art.186bis c.p.c.). La barriera preclusiva a carico del convenuto con riguardo alla comparsa di risposta, riguarda non solo le eventuali domande riconvenzionali e la dichiarazione di voler chiamare in causa un terzo, ma nuovamente anche le eccezioni non rilevabili d'ufficio, mentre per le modificazioni, le allegazioni e le istanze istruttorie la preclusione scatta, come per l'attore, alla prima udienza e successivi eventuali termini. 9. L'iscrizione della causa a ruolo (art. 168 c.p.c.). All'atto della costituzione della parte che si costituisce per prima, il cancelliere iscrive la causa a ruolo su istanza, cosiddetta nota di iscrizione a ruolo, della parte stessa. L'iscrizione a ruolo è l’atto con cui il cancelliere iscrive la causa nel “ruolo generale degli affari contenziosi civili”, con una specificazione degli elementi individuatori della causa. La nota va inserita nel nel fascicolo d'ufficio, predisposto dal cancelliere, e che include le copie degli atti delle parti, il verbale dell'udienza, degli atti istruttori e dei provvedimenti del giudice. Poiché, con la costituzione, le parti hanno assunto la presenza ufficiale nel processo, tutte le notificazioni e le comunicazioni si fanno presso il difensoreprocuratore costituito, mentre se le parti si sono costituite personalmente -ove possibile- si fanno nella residenza o domicilio dichiarato. 10. Designazione e immutabilità del giudice istruttore. Differimento d'ufficio della prima udienza. Il presidente del tribunale, o della sezione, al quale il cancelliere ha presentato il fascicolo d'ufficio, designa il giudice istruttore con decreto in calce alla nota di iscrizione a ruolo (art.168bis c.p.c.). La designazione del giudice istruttore avviene prescindendo dai giorni in cui il giudice prescelto tiene udienza: sicchè se esso non tiene udienza nel giorno indicato dall'attore nell'atto di citazione,la prima comparizione è differita all'udienza immediatamente successiva (art.168bis 4°comma). Diverso è il differimento della prima udienza previsto dal 5° comma e che può e « Comprimi
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