Diritto del lavoro - malattia del lavoratore

Appunti sulla malattia del lavoratore, parte integrante dell'esame di diritto del lavoro, contenenti nozioni su: legislazione sociale, definizione dello stato di salute e di incapacità di lavorare, la tutela del lavoratore, i termini e le modalità dello svolgimento dell'attività lavorativa, l'indennità a carico inps e datore di lavoro.

  • Esame di Diritto del lavoro docente Prof. G. Loy
  • Università: Cagliari - Unica
  • CdL: Corso di laurea in economia e finanza
  • SSD:
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LEGISLAZIONE SOCIALE
MALATTIA DEL LAVORATORE
NOZIONE Nell’ambito del rapporto di lavoro si intende per malattia ogni alterazione dello stato di salute che comporti un’incapacità al lavoro, salvo i casi che rientrano nella normativa sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. La tutela opera rispetto ad eventi che rendano il lavoratore concretamente inidoneo a svolgere le proprie mansioni, avuto riguardo al tipo di prestazione contrattualmente dovuta: la stessa malattia infatti può incidere diversamente sulla capacità lavorativa del soggetto, in considerazione sia dell'attività che è chiamato a svolgere, sia dell'ambiente di lavoro nel quale opera. TUTELA DEL LAVORATORE La malattia determina la sospensione del rapporto di lavoro e legittima l'assenza del dipendente (art. 2110 cod. civ.). Durante l'assenza decorre normalmente l'anzianità di servizio e al lavoratore spetta un trattamento economico, nella misura stabilita dalla legge, dai contratti collettivi, dagli usi o secondo equità (art. 2110 cod. civ.). Il lavoratore ammalato ha diritto alla conservazione del posto per il tempo previsto dalla legge o dai contratti collettivi. MALATTIA E ALTRI ISTITUTI Il sopravvenire della malattia incide su altri istituti tipici del rapporto di lavoro. In particolare la malattia interrompe il decorso di:  Ferie, quando non consenta il recupero delle energie psico-fisiche del lavoratore;  Periodo di prova. SVOLGIMENTO DI ALTRA ATTIVITA’ LAVORATIVA Lo svolgimento di altra attività lavorativa durante la malattia in linea di principio non è consentito, stante l’interesse del datore di lavoro alla guarigione, e quindi in servizio, del lavoratore. Secondo la giurisprudenza, lo svolgimento di altra attività lavorativa da parte del dipendente assente per malattia può giustificare il recesso del datore di lavoro, in relazione alla violazione dei doveri generali di correttezza e buona fede e degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà. Inoltre, lo svolgimento di altra attività è di per se sufficiente a far presumere l’inesistenza della malattia e può pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio. Può ritenersi compatibile con lo stato di malattia lo svolgimento di altra attività lavorativa che non sia idonea a pregiudicare o ritardare il recupero della piena idoneità fisica. L'onere di provare tale compatibilità incombe sul lavoratore. In ogni caso il lavoratore che svolge altra attività lavorativa retribuita presso terzi durante la malattia perde il diritto all’indennità previdenziale.
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LEGISLAZIONE SOCIALE
TERMINI E MODALITA’ Il lavoratore assente per malattia deve comunicare tempestivamente al datore di lavoro il suo stato, nei termini e con le modalità stabilite nei contratti collettivi, e sottoporsi a visita del proprio medico curante, che rilascia un certificato. Entro due giorni dal rilascio del certificato medico, il lavoratore è tenuto a trasmetterne copia al datore di lavoro indicando il proprio domicilio
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