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Diritto del lavoro - malattia del lavoratore

Appunti sulla malattia del lavoratore, parte integrante dell'esame di diritto del lavoro, contenenti nozioni su: legislazione sociale, definizione dello stato di salute e di incapacità di lavorare, la tuteladel lavoratore, i termini e le modalità dello svolgimento dell'attività lavorativa, l'indennità a carico inpse datore di lavoro.

  • Per l'esame di Diritto del lavoro del Prof. G. Loy
  • Università: Cagliari - Unica
  • CdL: Corso di laurea in economia e finanza
  • SSD:
Compra 2.99 €

Voto: 5 verificato da Skuola.net

  • 22-11-2012
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Diritto del lavoro - malattia del lavoratore
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LEGISLAZIONE SOCIALE
MALATTIA DEL LAVORATORE
NOZIONE Nell’ambito del rapporto di lavoro si intende per malattia ogni alterazione dello stato di salute che comporti un’incapacità al lavoro, salvo i casi che rientrano nella normativa sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. La tutela opera rispetto ad eventi che rendano il lavoratore concretamente inidoneo a svolgere le proprie mansioni, avuto riguardo al tipo di prestazione contrattualmente dovuta: la stessa malattia infatti può incidere diversamente sulla capacità lavorativa del soggetto, in considerazione sia dell'attività che è chiamato a svolgere, sia dell'ambiente di lavoro nel quale opera. TUTELA DEL LAVORATORE La malattia determina la sospensione del rapporto di lavoro e legittima l'assenza del dipendente (art. 2110 cod. civ.). Durante l'assenza decorre normalmente l'anzianità di servizio e al lavoratore spetta un trattamento economico, nella misura stabilita dalla legge, dai contratti collettivi, dagli usi o secondo equità (art. 2110 cod. civ.). Il lavoratore ammalato ha diritto alla conservazione del posto per il tempo previsto dalla legge o dai contratti collettivi. MALATTIA E ALTRI ISTITUTI Il sopravvenire della malattia incide su altri istituti tipici del rapporto di lavoro. In particolare la malattia interrompe il decorso di:  Ferie, quando non consenta il recupero delle energie psico-fisiche del lavoratore;  Periodo di prova. SVOLGIMENTO DI ALTRA ATTIVITA’ LAVORATIVA Lo svolgimento di altra attività lavorativa durante la malattia in linea di principio non è consentito, stante l’interesse del datore di lavoro alla guarigione, e quindi in servizio, del lavoratore. Secondo la giurisprudenza, lo svolgimento di altra attività lavorativa da parte del dipendente assente per malattia può giustificare il recesso del datore di lavoro, in relazione alla violazione dei doveri generali di correttezza e buona fede e degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà. Inoltre, lo svolgimento di altra attività è di per se sufficiente a far presumere l’inesistenza della malattia e può pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio. Può ritenersi compatibile con lo stato di malattia lo svolgimento di altra attività lavorativa che non sia idonea a pregiudicare o ritardare il recupero della piena idoneità fisica. L'onere di provare tale compatibilità incombe sul lavoratore. In ogni caso il lavoratore che svolge altra attività lavorativa retribuita presso terzi durante la malattia perde il diritto all’indennità previdenziale.
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LEGISLAZIONE SOCIALE
TERMINI E MODALITA’ Il lavoratore assente per malattia deve comunicare tempestivamente al datore di lavoro il suo stato, nei termini e con le modalità stabilite nei contratti collettivi, e sottoporsi a visita del proprio medico curante, che rilascia un certificato. Entro due giorni dal rilascio del certificato medico, il lavoratore è tenuto a trasmetterne copia al datore di lavoro indicando il proprio domicilio durante la malattia. Se il lavoratore ha diritto all'indennità di malattia a carico dell'INPS, deve trasmettere copia del certificato anche alla sede dell'Istituto del luogo in cui risiede abitualmente. Vanno comunicati altresì l'eventuale prosecuzione della malattia oltre il termine originariamente pronosticato e l'eventuale cambiamento di indirizzo per le visite di controllo. La certificazione medica di prosecuzione della malattia deve essere richiesta possibilmente entro il primo giorno successivo alla scadenza della prognosi precedente. La comunicazione deve avvenire mediante recapito o trasmissione per posta. Se il lavoratore omette di inviare il certificato al datore di lavoro ovvero lo invia in ritardo, l'assenza si considera ingiustificata. Lo stesso comportamento nei confronti dell'INPS ha per conseguenza la perdita dell’indennità economica. Il lavoratore si considera guarito e, quindi, idoneo a riprendere servizio, il giorno successivo alla scadenza della prognosi non seguita da altra certificazione di malattia. MODALITA’ DI COMUNICAZIONE DAL 1° GIUGNO 2005 A decorrere dal 1° giugno 2005 il medico curante trasmette all’INPS il certificato contenente i dati relativi all’inizio e alla durata presunta della malattia per via telematica. Il lavoratore è invece tenuto, entro due giorni dal relativo rilascio, a trasmettere al datore di lavoro, con mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, l’attestazione della malattia rilasciata dal medico curante. OBBLIGO DI REPERIBILITA’ Il datore di lavoro e l’INPS possono far controllare lo stato di malattia attraverso i servizi medico-legali delle ASL e il personale inserito nelle liste speciali istituite presso le sedi INPS. Sono vietati accertamenti diretti da parte del datore di lavoro sullo stato di malattia del dipendente. Il lavoratore ha l’obbligo di rendersi reperibile al proprio domicilio tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 12 e dalle 17 alle 19, comprese le domeniche e i giorni festivi, a meno che non sussist...
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