Storia della costituzione italiana
Cosa c'era prima della costituzione
L'unità della Nazione italiana ha una data di nascita: il nuovo Stato sorge con la denominazione Regno d'Italia il 18 marzo 1861. Alla base della nuova realtà statale, viene posto lo statuto fondamentale del regno, detto anche Statuto Albertino dal nome di Carlo Alberto che lo aveva concesso al Regno di Sardegna nel 1848. Esso resterà in vigore con modifiche fino al 1944. Lo statuto esprimeva un punto di equilibrio fra l'assolutismo monarchico che stava perdendo forza e la spinta democratica, che invece acquistava vigore.
Già con i governi guidati da Cavour venne a stabilirsi un rapporto di fiducia fra Governo e Parlamento. La figura del Presidente del Consiglio si affermò gradualmente a spese delle prerogative del re. Dopo la I guerra mondiale si verificò uno sconvolgimento del sistema politico favorito dal passaggio di sistema elettorale dal collegio uninominale a doppio turno, alla proporzionale con scrutinio di lista, sostenuta dai nascenti partiti di massa. La debolezza del carattere flessibile dello Statuto del Regno fu evidente quando il fascismo poté presentarsi in un’aura di legalità.
Mussolini, pur realizzando di fatto un colpo di Stato, riuscì a farsi dare l’incarico dal re e la fiducia dal Parlamento. Da allora apparve chiara tutta la debolezza del carattere flessibile dello Statuto. Le garanzie statutarie vennero stravolte e, dopo l’assassinio di Matteotti, le opposizioni abbandonarono il Parlamento dando luogo all’Aventino; cominciò così il ventennio della dittatura fascista.
Il regime fascista cadde il 25 luglio 1943 con un vero e proprio colpo di stato. Il gran Consiglio del fascismo sfiduciando Mussolini richiamò in gioco il re che varò senza indugio il governo Badoglio facendo arrestare il duce.
Dopo la liberazione di Roma, il 4 giugno 1944, si aprì la cosiddetta “tregua istituzionale”. I poteri del Quirinale passarono al principe ereditario Umberto di Savoia, nominato luogotenente generale del regno. Il 25 giugno 1944, veniva emanato il decreto luogotenenziale numero 151 che annunciava la futura convocazione dell’Assemblea costituente, da eleggere, a suffragio universale diretto e segreto. La via era aperta verso il 2 giugno, verso la Repubblica.
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