Home Invia e guadagna
Registrati
 

Password dimenticata?

Registrati ora.

Sunti di Diritto Commerciale, libro adottato Diritto Commerciale, Campobasso

Riassunto per l'esame di Diritto Commerciale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Diritto Commerciale: Diritto dell'Impresa, Campobasso (Vol 1). Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l'imprenditore, Statuto generale dell’imprenditore, nozione economica, i requisiti giuridici, l’impresa come attività produttiva.

  • Per l'esame di Diritto Commerciale del Prof. M. De Mari
  • Università: Verona - Univr
  • CdL: Corso di laurea in economia aziendale (VERONA, VICENZA)
  • SSD:
Compra 4.99 €

Voto: 5 verificato da Skuola.net

  • 128
  • 17-01-2013
Scrivi la tua recensione »

Recensioni di chi ha scaricato il contenuto

Anteprima Testo:
CAP. 1
L’IMPRENDITORE 1.
IL SISTEMA LEGISLATIVO. IMPRENDITORE E IMPRENDITORE COMMERCIALE
Nel nostro sistema giuridico la disciplina delle attività economiche ruota intorno allaTipi di imprese figura dell’imprenditore. Ma la disciplina non è identica per tutti gli imprenditori. Il c.c. distingue diversi tipi di imprese e di imprenditori in base a tre criteri:  in base all’oggetto dell’impresa, si distingue fra imprenditore agricolo e imprenditore commerciale;  in base alla dimensione dell’impresa, si distingue fra piccolo imprenditore e imprenditore medio-grande;  in base alla natura del soggetto che esercita l’impresa, si distingue fra impresa individuale, società e impresa pubblica. Tipi di Il c.c. detta innanzitutto un corpo di norme applicabile a tutti gli imprenditori, detto statuti statuto generale dell’imprenditore. Comprende la disciplina dell’azienda, dei segni distintivi, della concorrenza e dei consorzi e di alcuni contratti. Poi, detta lo statuto dell’imprenditore commerciale che disciplina l’iscrizione nel registro delle imprese con effetti di pubblicità legale, la rappresentanza commerciale, le scritture contabili, il fallimento e le procedure concorsuali. Nel sistema del c.c. la qualifica di imprenditore agricolo e piccolo imprenditore ha rilievo solo al fine di delimitare l’ambito di applicazione dello statuto dell’imprenditore commerciale. Infatti, imprenditore agricolo e piccolo imprenditore (anche commerciale) sono esonerati dalla tenute delle scritture contabili, dall’assoggettamento alle procedure concorsuali, mentre è stato esteso ad essi l’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese. Anche la distinzione fra impresa individuale, società e impresa pubblica rileva essenzialmente al fine di definire l’ambito di applicazione dello statuto dell’imprenditore commerciale. Infatti, le società commerciali ( diverse dalla s.s.) sono tenute all’iscrizione nel registro delle imprese con effetti di pubblicità legale, anche se l’attività esercitata non è commerciale. (art. 2200)1 Con la riforma delle società del 2006 è stata soppressa la regola per cui le società non potevano essere mai considerate piccoli imprenditori; regola per cui le società erano sempre espose al fallimento se esercitavano attività commerciale. Gli enti pubblici che esercitano impresa commerciale sono sempre sottratti alla disciplina dell’imprenditore commerciale. In ogni caso non sono mai esposti al fallimento.
1
Art. 2200 Società Sono soggette all'obbligo dell'iscrizione nel registro delle imprese le società costituite secondo uno dei tipi regolati nei Capi III e seguenti del Titolo V e le società cooperative (2511 e seguenti), anche se non esercitano un'attività commerciale. L'iscrizione delle società nel registro delle imprese (att. 100) è regolata dalle disposizioni dei Titoli V e VI.
1
In conclusione : lo statuto dell’imprenditore commerciale è statuto proprio dell’imprenditore privato commerciale non piccolo.
2. NOZIONE DI IMPRENDITORE
Secondo l’ art. 2082 è imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. Tale concetto si richiama alla nozione economica di imprenditore, ma che non coincide con la nozione giuridica di imprenditore. La nozione economica descrive l’imprenditore come il soggetto che nel processoNozione economico svolge una funzione intermediaria fra chi dispone di fattori produttivi eeconomica chi domanda prodotti e servizi. Nello svolgimento di tale funzione l’imprenditore coordina, organizza e dirige, secondo scelte tecniche ed economiche, il processo produttivo ( funzione organizzativa ) assumendo su di sé il rischio di impresa, cioè il rischio che i costi non siano coperti da ricavi sufficienti. Il rischio di impresa giustifica il potere dell’imprenditore di dirigere il processo produttivo e legittima l’acquisizione da parte dello stesso dell’eventuale eccedenza dei ricavi sui costi ( profitto ). E proprio nell’intento di conseguire il massimo profitto si ravvisa il tipico movente dell’attività imprenditoriale. I requisiti giuridici minimi necessari e sufficienti che devono sussistere perché un Requisiti dato soggetto sia qualificato come imprenditore e sia esposto alla disciplina giuridici dell’imprenditore sono stati fissati dal legislatore nell’ art. 2082. Dall’art. 2082 si ricava che : - l’impresa è attività, cioè una serie coordinata di atti unificati da una funzione unitaria, - tale attività ha uno specifico scopo, cioè la produzione o scambio di beni o servizi, - tale attività ha specifiche modalità di svolgimento, cioè con organizzazione, economicità e professionalità. Si discute se siano altresì indispensabili: - che l’intento dell’imprenditore sia quello di ricavare dei profitti, scopo di lucro, - che i beni o servizi prodotti o scambiati siano destinati al mercato, - che l’attività svolta sia lecita. Espandi »Questi requisiti sono rilevanti ai fini dell’applicazione delle norme di diritto privato,Relatività della nozione di ma altri requisiti sono richiesti da altri settori dell’ordinamento nazionale ( es. dirittoimprenditore tributario ) o dall’ordinamento comunitario. Non esiste, quindi, una sola nozione di impresa, ma vi sono più nozioni di impresa. 3. L’ATTIVITA’ PRODUTTIVA
2
L’impresa è attività ( serie di atti coordinati ) finalizzata alla produzione o allo scambio di beni 2 o servizi. Quindi l’impresa è attività produttiva. Per qualificare un’attività come produttiva è irrilevante la natura dei beni o servizi prodotti o scambiati ed il tipo di bisogno che essi vanno a soddisfare. È impresa anche la produzione di servizi di natura assistenziale, culturale o ricreativa. Attività di Inoltre è irrilevante che l’attività produttiva possa qualificarsi nel contempo comegodimento e attività di godimento o di amministrazione di determinati beni o del patrimonio delimpresa soggetto agente. Non è impresa l’attività di mero godimento, cioè l’attività che non dà luogo alla produzione di nuovi beni o servizi. Es. il proprietario di immobili che ne gode dei frutti dandoli in locazione. È attività di godimento e produttiva quella di un proprietario di un fondo agricolo che destini lo stesso a coltivazione, oppure di un proprietario di un immobile che adibisca lo stesso ad albergo. In questi casi, la locazione è accompagnata dall’erogazione di servizi collaterali che eccedono il mero godimento del bene. È attività di godimento o amministrazione del proprio patrimonio e attività diAttività di produzione l’impiego di proprie disponibilità finanziarie nella compravendita diinvestimento e finanziamento strumenti finanziari con intenti di investimento, speculazione o concessione di finanziamento. Quindi, sono imprese commerciali le società di investimento e le società finanziarie. Sono imprese commerciali anche le holding, cioè le società che hanno per oggetto Holding esclusivo l’acquisto e la gestione di partecipazioni di controllo in altre società, con funzione di direzione, di coordinamento e di finanziamento della loro attività. 4. L’ORGANIZZAZIONE
Non è concepibile un’attività senza programmazione e coordinamento della serie di atti in cui essa si sviluppa, ossia priva di organizzazione. Non è concepibile attività di impresa senza l’impiego coordinato di fattori produttivi (capitale e lavoro) propri e/o altrui. La funzione organizzativa dell’imprenditore si concretizza nella creazione di unOrganizzazione imprenditoriale apparato produttivo stabile e complesso, formato da persone e da beni strumentali, ossia di un’ attività organizzata. Affinché un’attività produttiva possa dirsi organizzata in forma di impresa non è necessario : - che la funzione organizzativa dell’imprenditore abbia per oggetto anche altrui prestazioni lavorative autonome o subordinate. È imprenditore anche chi opera utilizzando solo il fattore capitale e il proprio lavoro, senza avvalersi del lavoro altrui.
2
Art. 810 Nozione - Sono beni le cose che possono formare oggetto di diritti.
3
-
che l’attività organizzativa dell’imprenditore si concretizzi nella creazione di un apparato strumentale fisicamente percepibile ( beni strumentali). È vero che non vi può essere impresa senza impiego e organizzazione di mezzi materiali, ma questi possono ridursi al solo impiego di mezzi finanziari. Ciò che qualifica l’impresa è l’utilizzazione di fattori produttivi ed il loro coordinamento da parte dell’imprenditore per un fine produttivo. In conclusione : la qualità di imprenditore non può essere negata sia quando l’attività è esercitata senza l’ausilio di collaboratori, sia quando il coordinamento degli altri fattori produttivi non si concretizzi nella creazione di un complesso aziendale materialmente percepibile. 5. IMPRESA E LAVORO AUTONOMO
Si è posto il problema se si possa parlare di impresa anche quando il processo Autoorgaproduttivo si fonda esclusivamente sul lavoro personale del soggetto agente, cioè nizzazione quando non vengono utilizzati né lavoro altrui né capitale proprio o altrui, quindi manca la c.d. eteroorganizzazione . Il problema si pone, quindi, per i prestatori autonomi d’opera manuale (elettricisti, idraulici, ecc.) o di servizi personalizzati ( mediatori, agenti di commercio). La semplice organizzazione a fini produttivi del proprio lavoro non può essere considerata organizzazione imprenditoriale e in mancanza di un minimo di eteroorganizzazione deve negarsi l’esistenza di un’impresa, anche se piccola. Una parte della dottrina, invece, basandosi sull’art. 20833, ritiene imprenditore ancheLavoro e autonomo chi si limita ad organizzare il proprio lavoro, senza impiegare né lavoro altrui népiccola impresa capitali. Ma tale tesi non è condivisibile, in quanto la nozione di piccolo imprenditore non vuol indicare la superfluità di ogni forma di eteroorgani « Comprimi
Contenuti correlati