Appunti sbobinati
M.D.A. Diritto internazionale 16.02.2015
Legenda:
Carta delle Nazioni Unite
Convenzioni
Costituzione italiana
Tue e Tfue
Statuto delle corti e dei tribunali
Altro
Convenzione europea dei diritti dell’uomo e Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo
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Crisi ucraina c’è stato l’intervento della Russia, intervento che ha portato prima
all’annessione con la forza della Crimea e poi alla ribellione (fomentata dalla Russia) delle
regioni russofone dell’Ucraina orientale. Tutto ciò che le parti hanno raggiunto ad ora è
stato un cessate il fuoco (con il controllo da parte dell’Osce sul cessate il fuoco), con la
restituzione reciproca dei prigionieri, ma non si è raggiunto un accordo sullo status
dell’Ucraina: rimarrà uno Stato unitario indipendente (come pare essere negli interessi di
tutti)? Quale forma di Stato? Uno Stato fortemente decentrato, con una larga autonomia a
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favore delle regioni orientali? Verrà scritta una nuova costituzione? case study di
➝
quest’anno La crisi ucraina: problemi di sicurezza in Europa
➝
Terrorismo internazionale fenomeno sottovalutato dai governi e che nasce come
diverso all’origine dalla guerra dell’Isis ma che finirà per fondersi con la guerra dell’Isis.
Non è uno scontro di religioni né di civiltà, ma uno scontro tra la civiltà e la non-civiltà, la
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negazione della civiltà ad oggi non sono state assunte misure comuni all’interno dell’Ue
➝ ➝
necessità di varare misure che restringano certi diritti diritto all’informazione, diritto a
professare il proprio credo, misure antiterrorismo
24 febbraio (406): 15-18.30 tavola rotonda sulla cooperazione internazionale per il
contrasto al le nuove forme di terrorismo internazionale.
Diritto internazionale
Il diritto internazionale è un insieme di regole destinato a disciplinare i rapporti tra Stati, ma
oggi il diritto internazionale non è fatto solo dagli Stati; organizzazioni intergovernative,
insorti, Chiesa cattolica (è sempre stata un soggetto del diritto internazionale, già dal 1870,
anche se fino a 1929 non aveva un territorio).
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Organizzazioni internazionali distinzione tra:
• organizzazioni intergovernative, ossia le organizzazioni internazionali fatte da Stati:
Onu, Ue, Fao, Osce, Oms;
• organizzazioni internazionali non governative (Ong): non sono soggetti
dell’ordinamento giuridico internazionale, bensì associazioni tra privati appartenenti a
vari Stati che hanno, sì, una personalità giuridica, ma una personalità giuridica di diritto
interno, ossia sono costituite secondo le leggi di un determinato Stato, che regola la vita
esterna di queste Ong: World Economic Forum di Davos (Davòs) (Svizzera). ➝
Il diritto internazionale è un diritto di enti sovrani superiorem non recognoscentes
➝
non devono essere dipendenti da nessun altro ente questa è la prima differenza
significativa rispetto alla comunità statale, la quale è contrassegnata da rapporti di tipo
➝
verticistico (cittadini — Stato) la sovranità la apprezzeremo in maniera diversa a
seconda della natura dei diversi soggetti (la sovranità dello Stato è a base territoriale; la
sovranità delle organizzazioni internazionali è a base funzionale; la sovranità della Santa
Sede risiede nel fatto che essa è espressione della religione cattolica — la sovranità
➝
territoriale invece spetta allo Stato Città del Vaticano esso stipula i trattati per i quali è
richiesto il requisito della territorialità).
Il diritto internazionale consiste in un insieme di regole e di principi che si sviluppa nel
corso degli anni. È un fenomeno in progress. Gli istituti di diritto internazionale si
modificano per rispondere in maniera adeguata alle esigenze della comunità
internazionale che cambia. Il diritto internazionale delle origini. Il diritto internazionale delle
origini (’600-800) era un diritto internazionale fatto dagli Stati per gli Stati, un complesso di
regole che interveniva a disciplinare la libertà di fare di ciascuno Stato perché l’esercizio
della libertà individuale di uno Stato non confliggesse con l’esercizio della libertà
individuale di un altro Stato. Questo diritto progressivamente cambia e oggi il diritto
internazionale è un diritto al servizio non tanto dei governi quanto delle comunità sociali
dei vari Stati. Oggi non c’è quasi nulla della vita quotidiana che non sia influenzato in
maniera più o meno diretta da regole e principi che si affermano sul piano del diritto
internazionale. Questo è il riflesso del processo di sostanziale integrazione verificatosi
soprattutto a partire dalla seconda metà del ’900.
Le funzioni fondamentali dell’ordinamento giuridico sono:
• funzione di produzione normativa (fare le leggi)➝ affidata al Parlamento; ➝
• funzione di garanzia del diritto: bisogna garantire l’effettività delle leggi interne organi
di polizia. Nel diritto internazionale il sistema di difesa dei propri diritti è l’autotutela (a
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differenza del diritto interno, dove questa è l’eccezione) funzione arbitrale: nessun
tribunale internazionale può decidere nulla a meno che i soggetti interessati non
abbiano deciso di assoggettarsi al tribunale internazionale. Inoltre, i tribunali
internazionali hanno una competenza limitata, stabilita dal trattato internazionale che
istituisce tali tribunali (statuti); ➝ ➝
• funzione di accertamento del diritto sistema giuridico l’ordinamento giuridico
interno stabilisce il giudice competente avendo riguardo alla natura e al luogo
dell’illecito. Nel diritto internazionale spetta agli stessi soggetti dell’ordinamento giuridico
➝
internazionale accertare l’esistenza di una regola non esistono tribunali/giudici
➝
precostituiti i vari tribunali internazionali nascono tutti sulla base dei trattati
internazionali, i quali sono espressione della volontà degli Stati.
In questa comunità internazionale, molto diversa dalle comunità statali, non esistono
organi sovraordinati rispetto agli Stati che esercitano le tre funzioni di cui sopra. Tutte
queste funzioni sono esercitate in modo diffuso (o decentrato) dai soggetti di diritto
internazionale.
Procedimenti di produzione normativa (regolati dallo stesso diritto internazionale):
➝
• consuetudine regole non scritte che nascono sulla base di un comportamento
generalizzato ripetuto nel tempo. È fonte di diritto generale: vincola tutti i soggetti
dell’ordinamento giuridico internazionale;
➝
• accordo/trattato internazionale (molto simile al contratto di diritto interno) è
espressione diretta della volontà degli Stati. Vincola soltanto gli Stati che lo hanno posto
in essere e accettato.
Sono gli Stati stessi (e tutti gli altri soggetti dell’ordinamento giuridico internazionale) che
provvedono a tutelare i propri diritti attraverso l’autotutela, la quale può essere perseguita
➝
attraverso tutti i mezzi (anche, nel diritto internazionale classico, della forza armata)
oggi vi è il divieto della minaccia e dell’uso della forza nei rapporti fra Stati. Chi può
accertare se c’è stata violazione di una regola di diritto internazionale? Gli stessi soggetti
dell’ordinamento giuridico internazionale, a meno che questi soggetti non si mettano
d’accordo e istituiscano (con la stipulazione di un trattato) un organo giudiziario a cui
demandare questa funzione di accertamento del diritto che all’origine spetta agli stessi
soggetti dell’ordinamento giuridico internazionale.
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Storia del diritto internazionale
Nell’Antica Grecia, i rapporti fra le Città-Stato erano simili a quelli degli Stati sovrani
odierni.
All’epoca dell’Impero romano vi era l’unità della comunità internazionale allora
conosciuta, tutta governata da Roma secondo il metodo di riconoscere, preservare e
garantire tradizioni, usi e costumi e un certo sostrato giuridico (se non in contrasto con
quello dell’Impero romano) delle varie popolazioni che venivano via via assoggettate al
controllo di Roma. Era il diritto privato di Roma che governava le varie comunità locali
riunite sotto il controllo di Roma. Dopo il crollo dell’Impero romano si mantiene un certo
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controllo sui territori che facevano parte dell’Impero romano il Sacro Romano Impero,
a cui capo vi era un imperatore, il quale governava tutta una serie di territori che avevano
➝ ➝
una più o meno piccola autonomia struttura tipica dell’epoca feudale la comunità
internazionale allora conosciuta era dominata da queste due grandi autorità: una di natura
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temporale (l’imperatore), una di natura spirituale (il papato) vi era anche una certa
gerarchia tra i due, in quanto era il papa che doveva incoronare l’imperatore. La comunità
internazionale dell’epoca feudale è diversa da quella odierna.
Nella seconda metà del ’500 interviene un evento che mina l’unità di questa comunità
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internazionale e soprattutto l’autorità spirituale la riforma protestante: una serie di
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accuse (simonia) contro la curia romana conseguenze sul piano politico: il re
d’Inghilterra, Enrico VIII (che amava molto le donne) decide di cambiare moglie (Anna
Bolena) — non poteva divorziare — e, prendendo in considerazione la riforma di Martin
Lutero, fonda una nuova chiesa, la Chiesa d’Inghilterra, alla quale si mette a capo. A
partire dalla riforma protestante, che crea un cuneo sulla comunità internazionale, si
avranno ripercussioni a catena che mineranno questa unità della comunità internazionale.
Esistevano rapporti di tipo feudale: il sovrano d’Inghilterra era vassallo del re di Francia, in
quanto duca di Normandia.
Tutta questa realtà viene superata progressivamente e i risultati effettivi si hanno dopo la
guerra dei trent’anni (guerra di religione: Stati europei protestanti contro Stati europei
cattolici), che si chiude con la pace di Vestfalia (1648), la quale è all’origine del mondo
vestafliano: consolidamento dei regni precedenti (Francia, Spagna, Inghilterra), la nascita
di nuovi Stati sovrani (Olanda, Belgio) e il consolidamento di quella struttura di tipo
➝ ➝
feudalistico enti sovrani superiorem non recognoscentes la comunità internazionale
come la conosciamo oggi nasce nel 1648.
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M.D.A. Diritto internazionale
Il trattato di Vestfalia conteneva i prodromi di un meccanismo di sicurezza collettiva (fin
dall’antichità, i vari Stati hanno sempre perseguito la possibilità di mettere paletti alla
propria facoltà originariamente sovrana di usare la forza armata per risolvere qualunque
questione): nel caso in cui sorgesse un contrasto di interessi tra gli Stati, questi dovevano
impegnarsi a non ricorrere alle armi per almeno sei mesi, valendosi per esempio di una
mediazione internazionale. Nell’ipotesi in cui uno di questi Stati venisse attaccato da un
altro Stato aderente al trattato di Vestfalia, era richiesto allo Stato attaccato di cercare di
risolvere pacificamente la questione e, solo nel caso in cui ci fosse riuscito, esso aveva il
diritto di essere aiutato da tutti gli altri Stati aderenti al trattato di Vestfalia.
Ancor prima della pace di Vestfalia, alcuni istituti del diritto internazionale si erano già
formati, anche se non operavano in un contesto internazionale che è quello odierno:
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• rappresentanti veneziani consoli: hanno la funzione di tutelare la sicurezza e gli
interessi dei cittadini italiani presenti in loco. L’istituto consolare, che si consoliderà solo
nell’800, si sviluppa già all’epoca delle Repubbliche marinare;
• missione diplomatica specifica (o speciale): Agamennone e Ulisse, rappresentanti della
propria città (che vengono perciò accolti con tutti gli onori), si recano presso Priamo, re
di Troia, per risolvere la questione del rapimento di Elena..Anche nell’Antica Roma la
➝
missione diplomatica era considerata “sacra” oggi vi è l’inviolabilità (nonché
l’immunità dalla giurisdizione interna) della persona dell’agente diplomatico.
La comunità internazionale che nasce dalla pace di Vestfalia ha una struttura orizzontale:
esclusivamente gli Stati. Il fatto che questa comunità internazionale fosse strutturalmente
orizzontale non ha impedito che nel corso dei secoli si verificassero dei fenomeni di
sostanziale verticalità della comunità internazionale. Il principio dell’uguaglianza sovrana
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degli Stati è un principio formale. Esso ha conosciuto delle fasi di verticalizzazione
rapida ascesa di Napoleone Bonaparte (controllo della Francia su buona parte dei territori
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europei) momento verticistico nel diritto internazionale perlomeno europeo. Dopo le due
successive sconfitte di Napoleone, le potenze europee si riuniscono nel congresso di
Vienna del 1815, con il quale si dà una nuova configurazione ai rapporti politico-territoriali
europei: vengono consolidati alcuni regni, vengono distribuiti alcuni piccoli territori ai
membri delle famiglie regnanti dei principali Stati, si viene a creare una sorta di direttorio,
in Europa, delle grandi potenze dell’epoca partecipanti al congresso di Vienna (Impero
zarista, Francia, Inghilterra, Prussia), che stabiliscono alcuni principi che si impegnano a
rispettare e a far rispettare anche con la forza: impegno a reprimere fin dal nascere
eventuali movimenti interni nei vari territori tesi a sconvolgere l’assetto raggiunto
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(suddivisioni territoriali politiche) con il congresso di Vienna (intervengono contro i moti di
indipendenza di Spagna e Italia). ➝
Per molti secoli la comunità internazionale ha avuto una natura europea Respublica
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Christiana (era, nel Medioevo, il modo di definire l’Europa) rapporti costanti c’erano solo
tra Stati europei e il diritto internazionale dell’epoca era fatto da Stati europei per Stati
europei. Quando, alla fine dell’800. questi Stati europei stipulano un trattato con l’Impero
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ottomano, vi era un’idea di supremazia della civiltà europea sulle altre civiltà nel trattato
si concedeva all’Impero ottomano la possibilità di assoggettarsi al diritto pubblico europeo.
Il diritto internazionale classico è stato fatto solo da Stati ed era un diritto fatto da Stati che
condividevano praticamente la stessa origine, la stessa storia, le stesse tradizioni e le
stesse tradizioni giuridiche, per cui era costituito sostanzialmente da consuetudini. Vi
erano pochi trattati. Con la scoperta delle Americhe e di altri territori, avviene una grande
colonizzazione e un sostanziale assoggettamento all’omogeneità europea. La
consuetudine è idonea ad assoggettare un piccolo insieme di soggetti omogenei fra loro. A
questa sostanziale omogeneità della comunità internazionale si verificherà una prima
frattura con l’emergere degli Stati Uniti (nel ’700), i quali reclamano la loro indipendenza
sulla base del fatto che pagano le tasse, per cui hanno diritto a pretendere l’indipendenza
e ad utilizzare le tasse che vengono pagate per i bisogni della popolazione del territorio.
La proclamazione d’indipendenza delle colonie inglesi dell’America viene riconosciuta
dalla Francia. La Francia conoscerà la Rivoluzione francese pochi anni dopo (1789) e uno
dei prodotti della Rivoluzione francese è la Dichiarazione dei diritti fondamentali dell’uomo.
Dunque, la Francia riconosce per prima gli Stati Uniti d’America (che nascono come
confederazione e che dopo una guerra tra gli Stati del Sud e quelli del Nord si riuniscono
nell’odierna federazione). La nascita degli Stati Uniti non comporta una vera frattura, in
quanto nascono come ex colonia dell’Inghilterra, per cui la civiltà che rappresentano è una
continuità della civiltà europea. La prima vera frattura alla comunità internazionale si avrà
con la nascita dell’Unione Sovietica (primo Stato di socialismo reale sul territorio che era
stato culla dell’Impero zarista, che si ispirava a strutture istituzionali e giuridiche simili a
quelle dell’Europa). Viene messa al bando la religione: ogni forma di credo religiosa viene
perseguita dallo Stato. L’Unione Sovietica si dota di una sua dottrina del diritto
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internazionale: l’unico modo di creare diritto internazionale è il trattato non riconosce la
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consuetudine come fonte di diritto internazionale il diritto internazionale può nascere
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solo previa volontà dello Stato trattati. L’Unione Sovietica accetta alcune regole
consuetudinarie solo perché le accetta esplicitamente. In un mondo che progressivamente
andava, con il Covenant, verso un abbandono del principio classico dell’utilizzo della forza,
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M.D.A. Diritto internazionale
l’Unione Sovietica legittimava l’intervento anche armato per sostenere le insurrezioni/
rivoluzioni socialiste che avessero il fine di instaurare governi socialisti. La nascita
dell’Unione Sovietica determina una frattura nella comunità internazionale, che verrà
acuita dopo la seconda guerra mondiale con lo svilupparsi del modello dello Stato di
socialismo reale anche altrove, la vittoria della rivoluzione di Mao Tse-tung e della
rivoluzione castri
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