Letteratura inglese
Storia della letteratura: Avanguardie, Modernismo, poesia
Con la morte della regina Vittoria, nel 1901, si chiuse l’era Vittoriana, durata 60 anni. La Gran Bretagna era diventata, grazie a lei, una grande potenza mondiale e un impero. Con la morte della regina si conclude un’epoca culturale, e il mondo stava cambiando: ci sono state grandi scoperte scientifiche e tecnologiche, che furono utilizzate durante la Prima Guerra Mondiale per annientare il nemico. Questa guerra fu uno spartiacque: prima della guerra c’era continuità col passato; dopo invece c’è uno sguardo verso la modernità, il cambiamento, l’innovazione, in molti aspetti.
Nel 1900 Freud pubblicò il saggio sull’interpretazione dei sogni, che influenzò non poco la letteratura europea. La rivolta del primo Novecento non fu solo sociale, ma anche artistica: si svilupparono vari movimenti e avanguardie. Il Futurismo italiano portò all’Imagismo e al Vorticismo in Inghilterra. L’esigenza di molti era quella di distaccarsi dal passato e di reinterpretare la modernità. Il movimento e lo spostamento delle persone aveva portato al cosmopolitismo: la letteratura inglese era prodotta anche da artisti non inglesi. Basti pensare a Eliot e Pound, che erano americani. Inoltre, molti autori si spostarono a Parigi, come Joyce che cercò di pubblicare i suoi primi testi proprio in Francia. Il contesto e la cultura erano quindi cosmopolite, internazionali, e non più legati a una sola nazione. La tendenza generale di inizio secolo era la sperimentazione: venne abbandonato il romanzo vittoriano e vennero ricercate nuove forme. Nel romanzo vittoriano prevaleva il contenuto e la forma, ovvero la scrittura e la comunicazione; era legato alla tradizione. Le avanguardie si svilupparono e presero spunto dall’arte e dal disegno: gli autori quindi manipolarono la struttura del vecchio romanzo. Nel primo decennio del secolo ci furono varie mostre, impressioniste e post-impressioniste. Per fare un esempio, il pittore Cézanne era più interessato alla forma rispetto al contenuto dei suoi dipinti. Questo ideale si diffuse tra gli intellettuali, che cominciarono la ricerca di nuove forme per scrivere: Virginia Woolf e James Joyce cercarono di applicare nella letteratura quello che Cézanne aveva fatto nell’arte. Dalle avanguardie si diffuse quindi il concetto di sperimentazione, e avvenne una sorta di rivoluzione. Le forme del passato vennero totalmente messe in discussione: è impossibile rappresentare la realtà per come la si conosce, per come la si vede. Sono necessarie dunque nuove tecniche, con le quali possa prevalere l’aspetto psicologico (stream of conciousness). Le avanguardie però ebbero vita breve: nel 1914 si bloccarono a causa della guerra, e si bloccò la loro forza eversiva. Nel dopoguerra mutano varie caratteristiche, muta l’approccio degli stessi autori innovativi, molti dei quali erano morti in guerra: gli avanguardisti erano spesso bellicosi ed è anche questo il motivo per il quale si fermarono i movimenti. Invece non mutarono nelle caratteristiche coloro che non parteciparono fisicamente alla guerra, ovvero autori tra cui Joyce, Woolf ed Eliot. Vissero comunque la guerra da civili, e i loro capolavori nacquero proprio subito dopo il conflitto. La guerra fa maturare i loro valori e ciò che avevano acquisito dalle avanguardie, e la lotta contro le arti e la letteratura precedente dava i suoi frutti. Gli avanguardisti erano bellicosi proprio perché rifiutavano la Belle Époque, i suoi concetti, le sue ricchezze: per loro la guerra era la sola igiene del mondo. Mentre quindi nel primo dopoguerra le avanguardie sfumano, le tecniche sperimentali e rivoluzionarie che descrivono la psiche sorgono. I piccoli gruppi di avanguardia scrissero dei manifesti. Esistevano anche numerose riviste, che promuovevano gli stili di determinati autori e provavano a diffonderli. C’era la consapevolezza di quello che si voleva fare. Le riviste furono fondamentali perché permisero la pubblicazione di varie opere sperimentali.
In pochi si aspettavano una guerra così vasta e lunga: era ritenuta impossibile in Europa, avrebbe distrutto il sistema politico ed economico, non conveniva e avrebbe comportato troppi disagi. Nonostante il carattere antieconomico, gli scontri tra le varie politiche estere si realizzarono davvero in un’impresa disastrosa, che per molti fu l’occasione per provare a ripulire i problemi sociali e
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Con la morte della regina Vittoria, nel 1901, si chiuse l’era Vittoriana, durata 60 anni. La Gran Bretagna era diventata, grazie a lei, una grande potenza mondiale e un impero. Con la morte della regina si concluse un’epoca culturale, e il mondo stava cambiando: ci sono state grandi scoperte scientifiche e tecnologiche, che furono utilizzate durante la Prima Guerra Mondiale per annientare il nemico. Questa guerra fu uno spartiacque: prima della guerra c’era continuità col passato; dopo invece c’è uno sguardo verso la modernità, il cambiamento, l’innovazione, in molti aspetti. Nel 1900 Freud pubblicò il saggio sull’interpretazione dei sogni, che influenzò non
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