A
NALIZZARE I MEDIA
P - L
RIMA PARTE EGGERE E COMPRENDERE I TESTI DEI MEDIA
1° C – L :
AP O STUDIO DEI TESTI MEDIALI UNA MAPPA
Nell’etimologia della parola testo sono insieme due radici: textum (tessuto) e
testis (testimonianza, prova). Il testo è infatti un insieme coerente di
componenti intrecciate tra loro a formare un tutto, al tempo stesso esso
rappresenta la dimostrazione di qualcosa. Per ciò che concerne il mondo degli
P ? audiovisivi è a partire dagli anni ’70 che è possibile considerare la semiotica
1.1 ERCHÉ IL TESTO come metodo di studio dei testi; in quel periodo, gli studi passano in modo
sempre più considerevole dal tentativo di classificare il sistema segnino alla
volontà di indagare i processi comunicativi di produzione e ci si concentra sul
testo come principale oggetto teorico.
Alcuni metodi di indagine sui testi mediali.
G :
1.2 LI APPROCCI AL TESTO ALCUNI NODI TEORICI
L’ADC traduce l’esigenza di una maggiore oggettività con la proposta di
metodologie di analisi che tentano di limitare al massimo l’intervento
soggettivo, infatti, fa spesso ricorso a software. In realtà, però, nel momento in
cui l’ADC si svincola da fini meramente quantitativi, l’intervento della
soggettività riemerge per sottolineare l’importanza della dimensione
L
A RICERCA interpretativa. La stessa delimitazione del corpus dei testi da analizzare e la
1.2.1 ’
DELL OGGETTIVITÀ scelta della tipologia delle unità d’analisi implicano un’operazione di tipo
soggettivo. Nel 1973 P F criticando questo approccio, ha proposto
AOLO ABBRI
un approccio semiotico, proprio sulla base dell’irriducibilità del testo alla
somma delle sue unità componenti. In cui la content analysis lo scompone.
Occorre considerare il problema della complessità del testo.
L
1.2.2. A COMPLESSITÀ DEL TESTO
L’approccio semiotico tenta di rispondere alla domanda circa la possibilità di cogliere nel testo una pluralità di
istanze che contribuiscono al processo di significazione. Si punta ad individuare le logiche di funzionamento.
Questo approccio prevede una tappa concentrata sull’analisi del contenuto, come momento di raccolta dei dati ,
prima di una fase interpretativa. Anche al di là della semiotica, nell’indagine sui media si afferma l’esigenza di
rintracciare ad esempio le modalità di rappresentazione di un tema. Ciascun testo mette in gioco una propria
identità, infatti l’autore(che può anche essere un gruppo) nel rappresenta un tema, un concetto o un fatto,
condensa anche le sue esperienze che gli derivano dalle proprie appartenenze politiche, sociali etc….
Un altro elemento di complessità è determinato dal fatto che è l’insieme di programmi, telegiornali, fiction e ,
internet etc nei quali l’individuo si trova immerso, a costruire, nel loro intreccio le rappresentazioni sociali.
U E 1979 a partire dal concetto di testo come macchina pigra, che per funzionare necessita del
MBERTO CO
lettore, postula l’esistenza di un lettore modello che guidi l’autore nella progettazione del testo e per il quale
l’Autore predispone una serie di tracce per aiutarlo nell’interpretazione.
L
1.2.3 A DIMENSIONE DINAMICA DEL TESTO
B 1996 ha sottolineato che il testo è da un lato un prodotto frutto di un lavoro di composizione e
ETTETINI
dall’altro, è un processo. Egli individua 2 istanze simboliche e astratte l’enunciatore e l’enunciatario, che
insieme costruiscono il senso alternandosi nei ruoli di fonte e di punto di destinazione delle informazioni e dei
contenuti. Lo sviluppo di ogni programma tv è paragonabile allo svolgersi di una interazione face to face.
B sottolinea la struttura dinamica del testo, in cui la conversazione continua che avviene tra
ETTETINI
enunciatore e enunciatario àncora il testo alla dimensione della temporalità. Questo punto di vista consente di
superare la monodirezionalità del testo audiovisivo. A questo proposito, C , parla di “patto comunicativo”
ASETTI
che indicare il tipo di accordo che il testo mette in atto tra emittente e fruitore e in una prospettiva più vicina
alla semiotica, applica al cinema l’ieda di uno sguardo che orienta il testo filmico.
Nell’ambito delle teorie narratologiche a partire da P 1966 e il suo lavoro sulle fiabe russe nelle quali
ROPP
individua una struttura comune, viene evidenziato anche da G (che rilegge il lavoro di P ), il fatto
REIMAS ROPP
che ogni storia può essere ricondotta ad uno schema. Vicina alla dimensione narratologica è la dimensione
discorsiva ossia sulla trasformazione di una storia in un atto di produzione testuale (ben rappresentata nel
cinema). E’ chiaro come la prospettiva narrativa metta in luce la dimensione dinamica del testo.
1
Graziav
La dimensione sociosemiotica testimonia il superamento dei tradizionali confini
del concetto di testo. Si fa sempre più pressante l’esigenza di considerare i testi
I nella loro dimensione di rimando al contesto sociale in cui sono inseriti. A tal
NTORNO AL
1.3 … proposito C B 1994 parlano di situazione comunicativa per
TESTO CONCLUSIONE ASETTI E ATOCCHIO
individuare i territori in comune tra il testo in sé e i diversi tipi di contesto in cui
esso si situa.
2° C – I : ’
AP PROGRAMMI RADIOFONICI L ANALISI DEL CONTENUTO
2.1 I
L METODO
L’ADC indica un insieme di metodi di ricerca con tecnica di analisi quantitativa, addotta per la prima volta da
sociologi USA per lo studio delle comunicazioni di massa nei primi anni del ‘900. Il nucleo fondamentale del
metodo consiste nella scomposizione dell’unità comunicativa in elementi semplici con procedure standardizzate
e successivamente nella ricollocazione di tali elementi all’interno di categorie d’analisi predefinite e non
equivoche. B la definisce come una tecnica di ricerca per la descrizione obiettiva e quantitativa del
ERELSON
contenuto manifesto della comunicazione. Questa versione rigidamente quantitativa è stata superata
recentemente da un approccio che tende a integrare la dimensione quantitativa con quella qualitativa. La
definizione di R di ADC è un insieme di metodi orientati al controllo di determinate ipotesi su fatti di
OSITI
comunicazione e che a tale scopo utilizzano procedure di scomposizione analitica e di classificazione,
normalmente a destinazione statistica, di testi. I due approcci sono distanti, infatti, R , parla di una pluralità
OSITI
di metodi, anziché di una procedura monolitica. Inoltre, all’inizio le ricerche erano sul contenuto manifesto,
adesso, lo stesso R , pone l’enfasi sulle ipotesi interpretative. Il processo di ricerca si articola in fasi:
OSITI
D ;
EFINIZIONE DEL PROBLEMA E DELLE IPOTESI
S ;
CELTA DEI TESTI SU CUI LAVORARE
D ;
EFINIZIONE DELLE UNITÀ DI CLASSIFICAZIONE
M ’ ;
ESSA A PUNTO DELLA SCHEDA DI RILEVAZIONE E L APPLICAZIONE DEL TESTO
R ;
ICLASSIFICAZIONE O CODIFICAZIONE IN CATEGORIE PREDEFINITE
C .
OMPUTO DEI DATI
D
2.1.1 EFINIZIONE DEL PROBLEMA E DELLE IPOTESI
Il Problema rappresenta la domanda principale che si intende esplorare, mentre le ipotesi di lavoro
rappresentano affermazioni provvisorie e inerenti aspetti specifici dell’oggetto di studio, espresse sotto forma di
relazione tra 2 o più concetti, derivate dalla specificazione di una teoria e da sottoporre a controllo empirico.
Nel caso di una ricerca su una campagna elettorale, il focus potrebbe essere le tematiche affrontate dalle varie
liste e le ipotesi, dovrebbero riguardare i possibili temi e la probabilità che questi siano presenti nei testi in
analisi. H 1969 individua 7 obiettivi ulteriori dell’ADC oltre al controllo scientifico delle ipotesi:
OLSTI
1. descrivere le tendenze che caratterizzano i contenuti della comunicazione
2. mettere in relazione le caratteristiche delle fonti con i messaggi che producono
3. esaminare il contenuto della comunicazione in riferimento agli standard
4. analizzare le tecniche di persuasione
5. analizzare lo stile
6. mettere in relazione le caratteristiche del pubblico con i messaggi a lui destinati
7. descrivere le forme di comunicazione.
8. Una volta focalizzato lo scopo della ricerca si procede all’individuazione del campione.
La definizione dell’obiettivo e delle ipotesi, serve a selezionare il corpus ,
ossia la collezione dei testi da cui si intende estrarre i contenuti da sottoporre
L ad analisi. Quando i documenti sono troppi occorre fare una cernita e si pone il
2.1.2 A SCELTA DEI TESTI problema della rappresentatività. Per costruire il campione, spesso si ricorre al
metodo della scelta casuale (che presuppone la lista completa dei testi).
L
2.1.3 E UNITÀ DI CLASSIFICAZIONE
Una volta selezionato il corpus vanno scelte le unità e il contesto di classificazione.
Le unità di classificazione sono gli elementi del testo cui verranno poi attribuite delle categorie predefinite.
Il contesto di classificazione è la parte di testo cui è necessario riferirsi per attribuire un significato corretto
all’unità di classificazione. Il testo può essere suddiviso in differenti tipi di unità a seconda le problema e
individua 3 tipi:
delle ipotesi. R OSITI 2
Graziav
Le unità di classificazione coincidono con gli elementi significanti del linguaggio: è il metodo usato nelle
prime ricerche USA. L’utilizzo della singola parola come unità di analisi pone meno problemi nnelle
procedure di scomposizione.
Le unità di classificazione non coincidono con gli elementi significanti del linguaggio, pur possedendo nella
comunicazione un’evidenza elevata: in questo caso l’attenzione non è posta su singoli elementi significanti,
mma su elementi che attraversano il senso globale del messaggio (es. personaggi, temi etc.)
L’intero messaggio viene analizzato secondo gruppi pre-costituiti di problemi o risposte possibili: Il
messaggio non viene scomposto, ma esaminato nel suo complesso. Il piano è qualitativo.
Le categorie sono formulate sulla base degli scopi della ricerca. Ad es. le
D categorie riferite al comportamento criminale, potrebbero essere: traffico di
EFINIZIONE DELLE
’ droga, rapina, omicidio etc. L’elenco delle categorie, suddivise per ambito
2.1.4 CATEGORIE D ANALISI
. tematico, è poi impiegato per costruire una scheda di analisi che sarà utilizzata
E APPLICAZIONE per codificare ogni singola unità testuale.
E’ l’operazione conclusiva e per quantificare i dati esistono varie tecniche:
Analisi della presenza/assenza delle categorie:
Analisi delle frequenze:
I Analisi delle contingenze: misura la presenza di 2 o più unità d’analisi in
2.1.5 L COMPUTO DEI DATI uno steso testo.
Analisi dello spazio occupato da un dato contenuto:
Analisi delle valutazioni: positivo-negativo…
A
2.2 LCUNI ESEMPI DI RICERCHE
L
2.2.1 E SOAPS IN RADIO
R : The world of daytime serial (soap operas) uno dei primi tentativi di ADC.
ICERCA
A : R A – New York 1941
UTORE E LUOGO UDOLPH RNHEIM
O : approfondire il tipo di valori veicolati dalle soap, l’immagine che offrivano della vita privata e
BIETTIVO
sociale, gli atteggiamenti che suggerivano o che condannavano
S : furono scelte con campionamento casuale 43 serial fra quelli fruibili dagli ascoltatori di
CELTA DEI TESTI
NYC dalle ore 8 alle ore 18, nei giorni 17/03-07/04 1941.
U : singola puntata
NITÀ DI ANALISI
: 597 puntate, con una media di 12,7 puntate a programma.
CORPUS
D ’ : ogni puntata fu analizzata attraverso la
EFINIZIONE DELLE CATEGORIE D ANALISI E APPLICAZIONE
compilazione di una scheda di rilevazione suddivisa in diverse aree di analisi(ambienti, leader presenti,
valutazioni morali dei partecipanti).
Per ogni area di analisi furono calcolate le distribuzioni di frequenze attraverso le quali emerse: le soap operas
sono ambientate spesso in piccole e medie città, i personaggi appartengono soprattutto alla classe media, i
problemi evidenziati sono relativi alla sfera dei rapporti personali e l’88% dei casi è a lieto fine. L’autore
concluse che: Le soap non stimolavano l’ascoltatore all’autocoscienza e all’autocritica, ma enfatizzavano la
funzione dei valori privati e offrivano gratificazioni sostitutive alla loro insoddisfazione quotidiana.
2.2.2 L
E RICERCHE SULLA PROPAGANDA RADIOFONICA
R : propaganda elettorale di Gerald Smith per la nomination repubblicana dell’anno 1942
ICERCA
A : 1941-42 - D
UTORE E LUOGO ETROIT
O : descrivere il contenuto di tale campagna, anche al fine di scoprirne le ragioni del suo successo.
BIETTIVO
: 63 trasmissioni della sua stazione radio.
CORPUS
U : singolo tema
NITÀ DI ANALISI
L’analisi delle frequenze consentì di far emergere 14 temi ricorrenti: G.S. è un leader cristiano, vuole un
rinnovamento sociale, bisogna che il senso religioso torni a svilupparsi etc…. Per ogni tema, fu annotata la
ricorrenza nelle varie trasmissioni; l’analisi comparativa della frequenza di gruppi di tempi portò
all’individuazione dei tratti salienti della sua propaganda. L’80% era relativo alle sue doti personali e politiche
e il secondo tema per importanza era relativo al richiamo al nazionalismo e alla reviviscenza religiosa.
***
R : studio della propaganda radiofonica comunista in Italia.
ICERCA
A : Harold Menelsohm e Werner Cahnman 1952
UTORE E LUOGO
O : comprendere se le varie emeittenti svolgevano differenti funzioni, ricostruire quali fossero le linee
BIETTIVO 3
Graziav
di condotta suggerite agli italiani e se vi fosse un’interferenza negli affari interni italiani.
C : 106 programmi captati dalla RAI 16/24 aprile e 2/13 maggio 1952 (..anche radio semi
AMPIONE
clandestine…)
U : singolo messaggio inteso come espressione completa di un’idea.
NITÀ DI ANALISI
I messaggi vennero codificati sulla base di una griglia di rilevazione suddivisa per aree tematiche. L’analisi
combinata degli argomenti portò a concludere che i ¾ delle trasmissioni sovietiche e semiclandestine erano
rivolte alle classi medie e lavoratrici e gli obiettivi della propaganda erano: screditare il blocco anticomunista
italiano e il governo (sc), seminare odio verso gli USA, promuovere simpativa per l’URSS.
L’
2.3 UTILIZZO DELLA TECNICA
In ITA l’ADC è stata utilizzata soprattutto dalla RAI.
R : La radio in diretta
ICERCA
A : L 1980
UTORE E LUOGO AMBERTI
O :
BIETTIVO
: 3 programmi Radio anch’io ’80, Radiodue 3131, Noi, voi, loro donna trasmessi la mattina da Radio
CORPUS
RAI1-RAI2 RAI3.
L’ : era che il pubblico (75%donne, di cui il 59% con licenza elementare) fosse maggiormente
IPOTESI
predisposto ad assorbire in modo passivo i contenuti e i modelli valoriali veicolati e che sarebbero stati
influenzati nei modelli di comportamento.
I : 4 settimane non consecutive di messa in onda 21/04- 6/06 1980 per un totale di 125 ore
L CAMPIONAMENTO
di trasmissione.
U : trattazione di un argomento.
NITÀ DI ANALISI
Ogni argomento fu analizzato attraverso un questionario suddiviso in varie aree: la parte anagarafica di
classificazione,. fisionomia del programma, modalità dell’intreccio, modalità linguistiche e retoriche, funzione
eticizzante, informazioni sui brani musicali, informazioni sgli spot pubblicitari. Il commento dei dati fu
eseguito: Fu ricostruito il profilo di ognuno dei 3 programmi attraverso l’analisi disaggregata della
distribuzione delle frequenze delle varie risposte.
Furono esaminati i dati aggregati degli spot pubblicitari
Fu svolta un’analisi comparativa delle differenze esistenti tra le 3 programmazioni.
***
R : Evoluzione e struttura della notizia
ICERCA
A : B 1980
UTORE E LUOGO OIARDI
O : fornire elementi di giudizio circa il pluralismo, l’obiettività e la completezza dell’informazione
BIETTIVO
RAI attraverso l’analisi comparativa del contributo del ruolo specifico dei diversi mezzi di com 8radio, tv,
stampa), all’interno del flusso informativo.
: L’ :
CORPUS IPOTESI
I : furono prese un certo n. di giornate campione e analizzate alcune testate, radio e reti
L CAMPIONAMENTO
RAI. Furono poi suddivise in categorie (politica interna – estera – etc.).
U : notizia
NITÀ DI ANALISI
Per ogni giornata furono costruiti gli universi, intesi come somma di tutte le notizie afferenti a una data
categoria principale. Il raffronto tra l’universo delle notizie giornaliere e il sotto-insieme di notizie trasmesse da
ogni testata permise di costruire 2 indici:
1. Grado di copertura relativa da parte delle singole emittenti degli universi determinati in corrispondenza
di ciascuna categoria principale presente.
2. Grado medio di copertura relativa da parte delle medesime testate rispetto agli aggregati delle categorie
complessive.
Le notizie con il maggior grado di copertura erano quelle relative al terrorismo.
3° C – L
AP E RAPPRESENTAZIONI SOCIALI NELLA STAMPA
2 filoni:
R APPRESENTAZIONI Teoria psicosociale delle rappresentazioni sociali (M 1989);
SOCIALI E STAMPA OSCOVICI
3.1 Riflessione sociologica in merito all’influenza dei media nei processi di
LE COORDINATE costruzione della realtà ( 1985 – O 2002).
WOLF TTAVIANO
TEORICHE
I Il concetto di rappresentazione sociale nasce a cavallo tra sociologia e
3.1.1. L CONCETTO 4
Graziav
psicosociale e a partire dagli anni ’60, si rivela un utile strumento metodologico
per l’osservazione e lo studio del pensiero sociale,
-
Analizzare la comunicazione
-
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-
Riassunto esame ricerca sociale contemporanea, prof. Ciampi, libro consigliato La sociologia visuale in Italia. Ved…
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