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La seconda rivoluzione industriale

Appunto sulla seconda rivoluzione industriale che parla dell'importanza dell'elettricità, del petrolio, dell'acciaio e dello sviluppo della chimica e della medicina

E io lo dico a Skuola.net
La Seconda rivoluzione industriale
La Seconda rivoluzione industriale:
• Ebbe inizio intorno al 1870 e proseguì fino al 1945.
• Vide la fine del primato dell’Inghilterra
• Segnò l’ascesa della Germania e degli Stati Uniti
• segnò l’ascesa della Germania e degli Stati Uniti.
• Creò una quantità d’oggetti che trasformarono la vita quotidiana.

Elettricità:
Il perno della Seconda rivoluzione industriale fu l’elettricità.
L’elettricità era stata scoperta da Alessandro Volta alla fine del settecento, quando inventò una pila che produceva corrente, che fu poi applicata all’industria solo nel 1860, quando Antonio Pacinotti inventò la dinamo (Macchina che trasformava il movimento in energia).
Quando poi negli anni ottanta i paesi europei soprattutto in Italia ( in Piemonte, in Lombardia, e nell’Italia centrale) e negli Stati Uniti costruirono le prime centrali idroelettriche, l’energia elettrica fu ancora più richiesta.
Thomas Alva Edison fu l’inventore delle centrali idroelettriche e della lampadina (1800); la contemporaneità delle due invenzioni permettè l’illuminazione di interi quartieri urbani, fornire energia a macchine industriali e rivoluzionare i mezzi di trasporto.
L’elettricità venne però anche usata da altri ideatori che brevettarono nuove Tecnologie: come nel 1871, quando Antonio Meucci, inventò il telefono, poi perfezionato in America da Graham Bell, nel 1876, e del fonografo, inventato da Edison nel 1876.
Alcuni inventori continuando ricerche sull’elettricità, nella seconda metà dell’ottocento, scoprirono che oltre alla corrente incanalata nei fili per produrre luce ed energia, esistono anche onde elettriche invisibili che trasportano l’elettricità nello spazio: le onde elettromagnetiche.
Uno dei primi italiani a utilizzare queste onde fu Guglielmo Marconi, che riuscì a utilizzarle come veicolo per trasportare un segnale: infatti riuscì a trasportare la lettera S per un chilometro e mezzo, così aprendo l’era del telegrafo senza fili. In base allo stesso principio fu poi inventata la radio e, nel 1895, Wilhelm Conrad Röntgen scoprì o raggi X.

Petrolio:
Intorno al 1800 negli Stati Uniti e in Russia si iniziò l’estrazione del petrolio, destinato a sostituire il carbone.
Grazie ad un suo derivato, la benzina (chiamata così da Karl Benz),fu inventato il motore a scoppio, che nel 1885, permise la nascita della prima automobile, costruita dal Kerl Benz e da Gottlieb Daimler. Intanto Rudolf Diesel metteva a punto il motore a nafta.
Grazie al motore a scoppio, negli Stati Uniti i fratelli Wright riuscirono nel 1903 a far volare il primo aeroplano.

L'acciaio
Nella seconda metà dell’ottocento compaiono le prime industrie dell’acciaio. L’acciaio era la nuova lega di ferro e carbonio, con doti di leggerezza, elasticità e robustezza; era molto economico e divenne così il simbolo della seconda rivoluzione industriale, che fu definita l’età dell’acciaio. L’acciaio veniva usato per le rotaie delle ferrovie, per le fiancate carrozzate delle navi, per gli utensili domestici e per le macchine industriali. Inoltre esso permise un nuovo poderoso sviluppo dell’edilizia civile.

La chimica applicata all'industria:
Un altro capitolo della storia della rivoluzione industriale può essere rappresentato dalla chimica, una scienza che segnò la fortuna della Germania, nel quale primeggiò poi anche l’Italia.
Un nuovo procedimento chimico diede corso alla produzione dell’alluminio, un metallo leggerissimo con infinite applicazioni, soprattutto in campo aeronautico.
Nel settore degli esplosivi, il chimico svedese Alferd Nobel inventò la dinamite, un’arma terrificante, ma utilissima nel settore delle costruzioni edili.
L’industria dei coloranti progredì grazie all’anilina, un derivato del catrame che poteva essere prodotto velocemente e costava molto meno di qualunque colorante naturale. Fu creato per la prima volta nel 1856, quando una polverina di colore malva tinse magnificamente un pezzo di seta.
I coloranti chimici rivoluzionarono l’industria tessile contribuendo a mutare profondamente la moda.
Questi coloranti cominciarono ad essere usanti anche per le vernici, dove si passò a colorare tutto: carte, stoffe, tappeti, vetri ecc.
La rivoluzione continuò anche con i colori artificiali, derivati dalla cellulosa.

La chimica, dalla fotografia al cinematografo:
Un procedimento chimico aveva permesso già nel 1826 di fare la prima fotografia della storia fissando un’immagine su una pellicola trattata con cloruro d’argento dopo una posa di otto ore. Da allora si erano già fatti grandi processi come la riduzione del tempo di posa e nel 1867 era stata realizzata una fotografia a colori.
Nella seconda metà dell’ottocento, le fotografie erano diventate una mania, tanto che solo a Parigi esistevano già 150 studi fotografici. In Italia era stato aperto lo studio Alinari.
Dalla fotografia non fu facile passare alla pellicola cinematografica. Il principio fu scoperto da Edison che, facendo scorrere su uno schermo 16 immagini al secondo di uno stesso soggetto in movimento, constatò che l’occhio non coglieva la discontinuità tra un’immagine e l’altra. Questo bastò ai fratelli Lumière per costruire un meccanismo simile a quello della macchina da cucire, capace di fare scorrere la pellicola e per produrre nel 1895 il loro primo film.

La medicina Moderna:
Durante la seconda rivoluzione industriale ci furono strabilianti progressi nel campo della ricerca biologica e della medicina.
Da tempo per isolare i microrganismi portatori di malattie, allo scopo di vederli meglio, i biologi usavano coloranti naturali. Con l’invenzione dell’anilina, tra il 1882 e il 1884, il tedesco Robert Koch individuò i bacilli della tubercolosi e del colera.
Nel 1885 Louis Pasteur scoprì a sua volta il vaccino contro la rabbia, malattia provocata da morsi di cani e di volpi.
Il successo delle vaccinazioni di Pasteur ebbe il merito di diffondere anche il vaccino contro il vaiolo, scoperto nel 1794 da Edward Jenner.
Alla fine dell’ottocento, la scoperta degli effetti calmanti dell’etere sul sistema nervoso, fu applicata all’anestesia chirurgica.
Nel 1875 si cominciò ad utilizzare l’aspirina i funzione antifebbre.
Nello stesso anno, ci fu la scoperta del Ddt, un potente insetticida; ma solo verso la metà del Novecento si scoprì che esso era a sua volta altamente tossico per l’uomo e ne fu proibita la produzione.

La chimica dell'industria alimentare:
I progressi della chimica permisero di sviluppare anche l’industria alimentare.
Pasteur dimostrò che la fermentazione di molte sostanze avviene a causa di alcuni germi e mise a punto un procedimento per conservare prodotti alimentari, che dal suo nome venne chiamato pastorizzazione.
Altre ricerche furono estese al processo di congelamento, che furono applicate alle carni di bovino e successivamente alle verdure.
Da ultimo seguì l’inscatolamento dei prodotti alimentari in scatole di latta a chiusura ermetica, utilissime per la cerne, per la verdura e per la frutta.
La pastorizzazione, la diffusione degli alimentari in scatola, l’so di vagoni frigoriferi per la carne congelata e verdura, abbinati all’enorme estensione raggiunta dalla rete ferroviaria nei paesi più avanzati , rappresentarono una grande svolta nell’alimentazione. Con questo sistema anche i cibi più deperibili potevano essere trasportati a grande distanza. Ciò significò:
- L’apertura di nuovi mercati con conseguenti grandi guadagni per i produttori;
- La salvezza per le popolazioni colpite da carestie;
- Maggiori possibilità di vita per i bambini, spesso intossicati da latte infetto o denutriti perchè nella loro zona scarseggiava;
- Una maggiore varietà di alimentazione .

L'importanza dell'igiene:
Si affermarono le teorie degli igienisti che studiavano le condizioni ambientali in cui si diffondevano più frequentemente le malattie e applicarono ai loro sistemi di ricerca la statistica.
Essi dimostrarono che i numeri di malati di colera e di tubercolosi aumentavano dove le acque di scarico scorrevano a cielo aperto e che le malattie si concentravano nei quartieri operai, sovraffollati e privi di igiene. Ottennero così che si costruissero fogne e che si portasse l’acqua corrente anche nelle abitazioni più povere.
La prima cattedrale universitaria di igiene fu istituita in Italia, grazie agli studi e alla tenacia di un grande igienista italiano, Luigi Pagliani.
Nello stesso periodo un medico ungherese sconfisse la febbre puerperale, un’infezione che causava la morte di un’altissima percentuale di partorienti. Egli si era accorto che gli ostetrici si recavano direttamente dalla sala di anatomia, dove ispezionavano i cadaveri, alla sala parto, dove assistevano alle puerpere, e quindi trasmettevano loro tutti i germi della putrefazione. Si limitò a collocare una bacinella contenente acqua clorata nel corridoio che collegava le due sale e a obbligare i medici a lavarsi le mani.
Un contributo alla diminuzione della mortalità infantile fu fornito dall’invenzione dell’incubatrice, la culla riscaldata per i bambini nati prematuri.
Nel frattempo vengono istituiti i primi corsi per infermiere e i policlinici, dove squadre di medici specializzato potevano seguire l’intero ciclo di una malattia complessa.

Capitalisti e socialisti, Marxisti e socialisti
La fiducia nel progresso anima sia la classe borghese sia il movimento socialista. Quest’ultimo si organizza in due schieramenti: i marxisti e gli anarchici. I due gruppi si scontrano nella prima internazionale : Bakunin propende per azioni individuali e spontanee, Marx propugna la lotta di classe organizzata. Prevale Marx e si formano i primi Partiti Socialisti.
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