Prima guerra persiana


In Asia Minore, alle spalle della Jonia, si estendeva la Lidia (capitale Sardi), una ricchissima regione, allora governata dal re Creso. Ciro il Grande, nella costruzione dell’Impero persiano, si estese anche verso l’Asia Minore e rapidamente conquistò la Lidia, venendo così a diretto contatto con la Jonia, che venne da lui assoggettata.
Fin quando governò Ciro, la tolleranza del grande sovrano rese meno dura, ai Greci della Jonia, la denominazione persiana; coi successori di Ciro le cose cambiarono e l’oppressione diventò intollerabile. Nel 498 a.C. si ebbe un tentativo di rivolta, guidato dalla più importante città della Jonia, Mileto. Disperati messaggi partirono per Sparta, Atene, le altre «poleis» elleniche, con richieste di aiuto: purtroppo Sparta (alla quale interessava solo ciò che avveniva nel Peloponneso) si rifiutò di intervenire, gli Ateniesi mandarono un migliaio di uomini e così la piccola «polis» di Eretria.
Il re persiano, Dario, sconfisse duramente il piccolo ed improvvisato esercito greco e, per punire Mileto che aveva capeggiato la rivolta, la rase al suolo. Otto anni dopo decise di muovere verso Occidente ed assalire Atene, con un immenso esercito ed una grande flotta.
Nel settembre del 490 a.C. le navi persiane approdarono nella Baia di Maratona, nell’Attica, a circa 40 chilometri da Atene.

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