Indoeuropei - Ittiti


II primo vero esempio di vasta invasione indoeuropea in Europa si ebbe con gli Ittiti. Di essi si sapeva ben poco fino a cento anni fa: ora, grazie anche agli scavi effettuati in Asia Minore, presso il villaggio di Bogazkoy (pron. Buogascioi), possiamo ricostruirne la storia.
Essi vennero in Asia Minore circa 2000 anni prima di Cristo, occupando il territorio abitato dai Chatti, una popolazione neolitica di cui si parla nella Bibbia.
I nuovi venuti (che avevano armi di ferro, cavalli e carri a due ruote raggiate) si fusero con i Chatti originando il popolo Ittita. La capitale dei Chatti, Hattusas, divenne la capitale del regno ittita.
Gli Ittiti, come quasi tutti gli Indoeuropei, erano organizzati con una specie di sistema feudale: vi erano cioè dei capi che possedevano intere regioni, compresi gli abitanti, ed erano indipendenti fra loro. Per imprese comuni eleggevano un re.
Il re Labarnas riuscì ad unificare i feudatari ittiti, il che permise lo sviluppo della agricoltura, del commercio, delle industrie, specialmente di quella del ferro. Ciò favorì anche la formazione di un esercito bene armato, con carri da guerra perfetti, che intraprese varie conquiste: lo stato Mitanni degli Urriti, la Siria, parte della regione di Babilonia e parte del Libano. Poi gli Ittiti si proiettarono verso il Sinai, territorio egiziano: si combatté nel 1296 a.C., a Kadesh, una terribile battaglia, nel corso della quale il faraone Ramesse II fu sconfitto e si salvò solo con la fuga. Venne poi stipulato un trattato di pace fra le due grandi potenze.
Verso la fine del primo millennio a.C. l’impero ittita cominciò a sfaldarsi, per varie cause: l’incapacità dei feudatari a restare uniti, la ribellione dei popoli soggetti, l’arrivo di altre, e più potenti, ondate di Indoeuropei.

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