Achei - Leggenda e guerra di Troia


La leggenda e i poemi omerici dicono che Paride, figlio del re di Troia Priamo, trovandosi in Grecia, a Sparta, in visita diplomatica al re Menelao, si innamorò di Elena, la bellissima consorte dei re acheo, la rapì e la portò con sé a Troia. Per vendicare l'onta e ripigliarsi la moglie, Menelao, aiutato da tutti gli altri re Achei, iniziò la guerra.
A parte il leggendario rapimento di Elena, la guerra ci fu davvero, causata dai motivi economici e politici, e scoppiò probabilmente nel 1194 a.C.
I principi e sovrani achei delle isole e dell’Asia Minore, chiesero aiuto ai re della penisola: si creò un grosso esercito che, imbarcato su più di mille navi, si diresse verso l’Asia Minore.
A loro volta i Frigi chiesero aiuto ad altri popoli asiatici (i Licii, i Carii, i Meoni). La guerra durò molto a lungo: dieci anni, dicono i poemi omerici. Noi non possiamo dire se davvero sia durata tanto, né possiamo stabilire se veramente a capo della spedizione fossero stati gli Atridi (Agamennone e Menelao, figli di Atreo) e che Ulisse, Diomede, Aiace siano figure storiche, cioè esistite realmente.
Gli scavi effettuati a Troia da Enrico Schliemann ci confermano, tuttavia, che la guerra fu lunga e durissima.
Dopo la distruzione di Troia cessò ogni influenza dei Frigi in Asia Minore, ma gli Achei non seppero profittare della vittoria. I vari re non furono capaci di superare i loro interessi personali per unirsi in un solo Stato. Tornarono nei propri territori, più o meno arricchiti dalla guerra, e non realizzarono altro.
Questa incapacità ad unirsi degli Achei fu la causa principale della decadenza della civiltà da essi costruita, la civiltà micenea. Nel mare Egeo si affermarono sempre più i Fenici, nella penisola ellenica arrivarono nuove tribù indoeuropee, fra le quali quella ellenica dei Dori, che in breve tempo sottomise tutte le città degli Achei, non esclusa Micene.

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