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L’ARCHITETTURA MONASTICA

La renovatio di Carlo trovò nell’architettura uno degli strumenti di affermazione più efficaci: la costruzione di palazzi, chiese e monasteri richiese un impiego di risorse e una capacità di pianificazione da tempo assenti in Occidente.
L’istituzione monastica conobbe una grande espansione tra l'VIII e il IX secolo.
I monasteri più ricchi si trasformano in vere e proprie città monastiche; ebbero un ruolo decisivo nella rinascita culturale del tempo grazie al loro scriptoria e divennero anche centri economici e spesso politici.
I sovrani li arricchivano con le loro donazioni e spesso intervenivano direttamente nella loro fondazione, mostrando nelle scelte dei tipi di edifici la volontà di restaurare l’antico.
È il caso dell’abbazia di Lorsch, in Germania, dove fu eretta la Torhalle, una porta a due piani inquadrata da due basse torri e dotata di tre fornici d’accesso, inquadrati da colonne addossate ai piloni degli archi. La ripresa del modello dell’arco trionfale e in particolare di quello di Costantino è evidente.

Furono elaborate anche nuove tipologie architettoniche, come il Westwerk, corpo di fabbrica a piani addossato come una sorte di atrio all’ingresso delle chiese maggiori e che era destinato a ospitare l’imperatore e il suo seguito durante le principali feste religiose. Di solito comprendeva un cortile porticato e una grande sala del trono circondata da gallerie.
Se ne conserva un esempio nella chiesa maggiore dell'abbazia di Corvey, in Germania.

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