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Lo scontro tra Egizi ed Ittiti

La stessa connessione tra regalità e potere militare si può individuare nel regno egizio, una società profondamente gerarchizzata le cui conquiste in Nubia, Palestina e Fenicia testimoniano un’efficiente organizzazione militare. I rilievi e gli affreschi di templi e tombe documentano il tipo di armi utilizzate (lance, spade corte e, soprattutto, frecce) e ci danno un’idea della disciplinata struttura degli eserciti. Un celebre rilievo funerario di Ramses II raffigura il faraone in battaglia che tende l’arco, mentre si lancia coraggiosamente col suo carro contro i nemici.
Ittiti
Gli ittiti, un popolo guerriero che dagli altopiani anatolici tentò di impadronirsi della regione siriaca, furono tra i principali nemici degli egizi. Agli ittiti si attribuiscono generalmente due importanti innovazioni tecniche, che contribuirono al consolidamento della loro forza militare: l’uso in battaglia del carro e di armi in ferro, piú efficaci e resistenti di quelle in bronzo. Gli ittiti utilizzavano un carro leggero e veloce sul quale prendevano posto tre guerrieri: uno guidava e gli altri due combattevano. Le due ruote erano rinforzate da cerchioni metallici. I cavalli da guerra erano sottoposti a un attento addestramento. Come armatura i guerrieri indossavano delle tuniche rinforzate da placche di bronzo. Dei numerosi scontri che opposero ittiti ed egizi noi conosciamo bene la battaglia di Qadesh, avvenuta nel 1299 a.C.: un poema epico, un resoconto ufficiale e alcuni bassorilievi di Tebe e Luxor presentano la versione egizia dello scontro. I rilievi, che ci mostrano le varie fasi e le tecniche adottate dai due eserciti, celebrano la strategia militare del faraone Ramses II, che in realtà nella battaglia venne probabilmente ingannato da una manovra elusiva dell’esercito nemico.

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