A lezione con la coperta: a scuola i riscaldamenti proprio non vanno

Marcello G.
Di Marcello G.

freddo a scuola termosifoni rotti riscaldamento non funziona

“Ma che freddo fa”, recitava il titolo di una vecchia canzone. Il significato di quel testo ben poco c’entrava con il clima ma non potrebbe esserci frase più azzeccata per descrivere la situazione che stanno vivendo gli studenti italiani in queste settimane. L’inverno è ormai arrivato ma le scuole sono fredde, talvolta freddissime: molto dipende dalla zona. Se, quindi, i ragazzi del Sud in qualche modo possono arrangiarsi, quelli del Nord e di alcune aree del Centro battono i denti mentre sono interrogati o svolgono i compiti in classe. Ma ci sono anche gli studenti per i quali il riscaldamento funziona fin troppo, e la temperatura sale eccessivamente. A confermarcelo i 4500 studenti – di medie e superiori - che hanno risposto alla web survey di Skuola.net.

I riscaldamenti a scuola funzionano a singhiozzo

L’impianto di riscaldamento fa le bizze in classe. Per il 17% degli studenti funziona ma la temperatura è troppo bassa, quasi impercettibile. Mentre in un altro 10% non funziona proprio, anche se non sempre per lo stesso motivo: in alcuni istituti è rotto, in altri semplicemente non ci sono i soldi per tenerlo accesso per tante ore al giorno. Solo il 63% sembra avere la giusta temperatura in classe (secondo la legge, intorno ai 20 gradi). Una situazione che va avanti da troppi anni, con delle situazioni talvolta paradossali. Perché, se da un lato il freddo è protagonista delle giornate di lezione, ci sono scuole dove i riscaldamenti funzionano sin troppo: un 10% degli studenti interpellati, infatti, ci dice che nella propria aula per quanto fa caldo sembra di stare in primavera inoltrata.

Il freddo delle aule scatena le proteste

Ma come si organizzano i ragazzi per combattere il freddo? Negli ultimi tempi stanno circolando sui social network le foto di studenti nelle condizioni più disparate (e forse anche disperate). E le pagine dei giornali locali si stanno riempiendo di notizie bizzarre che testimoniano scene di quotidiana lotta al freddo. A Torino, ad esempio, gli alunni di un liceo hanno messo in scena una singolare protesta: arrivati a scuola con plaid, coperte, sciarpe e cappelli si sono rifiutati di entrare in classe rimanendo nei corridoi. Una ‘rivolta silenziosa’ per far accendere i caloriferi più ore al giorno. A Termoli (Molise) e Brescia, invece, gli alunni di due istituti hanno deciso di scioperare contro le temperature polari delle aule, rimanendo fuori dagli edifici finché non verrà ripristinato il riscaldamento.

Col cappotto in classe: il gelo si combatte anche così

E chi sceglie la strada della rassegnazione, andando regolarmente a scuola? Nel 29% dei casi (tra chi denuncia temperature basse) si veste come se dovesse andare in montagna, mettendo strati su strati di vestiti per poi regolarsi in base alla temperatura che troverà una volta arrivato. Più della metà, però, passa alla soluzione radicale: restare con giacconi, sciarpe e cappelli anche in classe. Un altro 10% porta con sé una coperta per riscaldarsi mentre è costretto a stare seduto fermo sulla sedia. Solo un 5% ha invece il coraggio di attaccare una stufa che faccia da ‘supplente’ al riscaldamento centralizzato. Se sapessero che, altrove, qualcuno deve tenere le finestre aperte (il 72% di chi ha in classe termosifoni “bollenti”) o indossare le maniche corte (19%) per sopportare le temperature troppo elevate…

Le segnalazioni degli studenti

Abbiamo chiesto agli studenti di raccontarci il disagio che vivono ogni giorno a causa del riscaldamento. Ne abbiamo selezionate alcune:

"In alcune aule, il riscaldamento è acceso dalla mattina fino al pomeriggio: la temperatura è troppo alta! Nei laboratori invece il riscaldamento è acceso per alcuni minuti al giorno, creando così notevole disagio, complice anche la dispersione di calore e le dimensioni delle zone da riscaldare".

"In classe noi usiamo i cappotti oppure le coperte perché la temperatura è molto bassa anche se sono accessi i caloriferi"

"Il mio istituto ha un ottimo riscaldamento e quando dico ottimo intendo esagerato infatti facciamo di tutto per non sentire il calore ma anche con le finestre spalancate non si respira".

"I riscaldamenti sono fuori dalle classi, e servono a ben poco, chi si riscalda, la "collaboratrice scolastica"? In classe non c'è neanche il termosifone funzionante o meno!"

"Siamo sempre ammalati: passiamo da -2 gradi a 30. Se poi ci viene solo una broncopolmonite siamo fortunati."

"O il riscaldamento è al massimo ed è troppo caldo o è spento ed è troppo freddo."

"Frequento l'istituto tecnico a Piacenza e nella mia classe, come in molte altre, il riscaldamento non funziona. Spesso e volentieri siamo costretti a cambiare aula ogni ora per poter svolgere una lezione normale."

"Si muore di freddo e i termosifoni li accendono solo nei mesi caldi... ed è abbastanza strano."

"Frequento un istituto alberghiero di Molfetta (BA), dove il riscaldamento c'è, ma non funziona correttamente. Come se non bastasse nella mia classe c'è un vetro rotto, per il quale io ed i miei compagni abbiamo sempre chiesto di fare qualcosa, ma abbiamo ottenuto un "non so che farvi, non è di mia competenza" dal vice preside. Arrivato l'inverno in classe non si poteva stare e abbiamo scioperato, ottenendo così dal preside le classi dei ragazzi che al momento sono in stage... così ora siamo vaganti nella scuola senza una classe fissa."

Tempo fa abbiamo protestato perché avevamo troppo freddo. Dopo aver protestato i caloriferi sono stati accessi ma con temperature troppo elevate. Nella nostra classe ci sono le finestre che vengono sempre aperte o spalancate e questo non va bene, tutto questo porta poi a stare male di salute.”

Classe a nord, umidissima, 1 solo calorifero! Considerando che la zona della scuola è "montana" e le temperature sono già piuttosto rigide, è inammissibile che in classe, luogo dove dobbiamo stare fermi cinque ore, ci siano solo 17 gradi! Ogni giorno misuriamo la temperatura, il picco massimo è stato 19 gradi, assurdo! abbiamo portato a scuola una stufetta elettrica, ci è stato proibito l'utilizzo della medesima in quanto illegale... ora andiamo avanti a coperte e termos di te bollenti.”

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