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"L’avventura di un povero cristiano"
di Duby

Il libro "L’avventura di un povero cristiano" è un testo teatrale e, in quanto tale, è prevalente il discorso diretto, costituente i dialoghi tra i personaggi. Essendo un testo teatrale, non si può identificare alcun narratore, data l’assoluta predominanza del discorso diretto. Il registro linguistico, pur essendo colto e preciso, non appesantisce mai la lettura del testo. La storia inizia a Sulmona, un paese abruzzese ai piedi del monte Morrone. In questo paese si viene a creare una situazione di contrasto tra forze dell’ordine e monaci morronesi con l’arrivo di alcuni fraticelli spirituali, chiamati dai monaci morronesi stessi per questioni religiose. Il motore della vicenda è l’elezione a papa di Fra Piero Angelerio, capo del monastero morronese, che prende il nome di Celestino V. Subito dopo l’elezione, Celestino V si trasferisce a Roma dove viene seguito dai suoi più fedeli compagni. Lo scopo del papa oltre a quello di dare più prestigio all’ordine francescano, era soprattutto di risanare la chiesa, che ormai era governata da cardinali corrotti che pensavano solo alla loro posizione e al prestigio familiare. Durante la prima parte del suo breve pontificato Celestino V cerca di seguire la propria fede, anche nelle questioni amministrative, e questo crea molto scontento soprattutto tra le più alte cariche ecclesiastiche, che vedono ormai il papa come un pericolo. Questa situazione, a lungo andare, crea dubbi e insicurezze in Fra Pietro, semplice per natura, che si trova costretto ad abdicare. La situazione si avvia allo scioglimento nel momento in cui Fra Pietro viene ricercato dai vescovi francesi e dal papato, che vogliono usarlo come arma politica. Dopo vari mesi di fuga, Pietro Angelerio viene preso e portato davanti al nuovo papa, Bonifacio VIII che, dopo aver capito che in nessun modo è possibile usare l’ex papa per i propri scopi, decide di farlo imprigionare, pur di non farlo cadere in mano avversarie. Possiamo ricostruire l’aspetto fisico e il carattere di Fra Pietro da come ci viene descritto dai discorsi dei vari personaggi. Pietro Angelerio è anziano e magro, ma ciò che più viene caratterizzato di lui nel testo è la sua personalità. Anche dopo essere diventato papa, non perderà mai la sua semplicità, che lo accompagnerà per tutto il pontificato. Questa sua semplicità, che insieme alla fede è la sintesi del suo carattere, deriva principalmente dal contesto sociale nel quale è vissuto, e cioè tra pastori e contadini di grande fede. E’ per questo motivo che durante il suo pontificato si trova così a disagio, non abituato a persone che non hanno questa semplicità. Nella storia, l’antagonista principale è rappresentato dal cardinale Benedetto Caetani, che diventerà papa con il nome di Bonifacio VIII. Il cardinale Caetani ci viene descritto dall’autore come l’esatto contrario del protagonista; è infatti ambizioso, avido e profondamente corrotto e, pur di portare avanti i propri scopi, non esita a far rinchiudere il suo predecessore. La storia è ambientata interamente in Italia, e principalmente a Roma e a Sulmona. Lo spazio in cui si svolge la scena ci viene presentato sotto forma di discorso indiretto all’inizio di ogni capitolo. La descrizione di spazi esterni è prevalente nella prima ed ultima parte del libro, mentre nel blocco centrale, durante il pontificato di Celestino V, le scene si svolgono soprattutto nella regia papale, ed è qui che c’è una prevalenza di ambienti interni. La vicenda si svolge tra il XV ed il XVI secolo, ed occupa un arco di tempo di circa un anno. Trattandosi di un racconto biografico, il momento storico è molto importante nella storia che il libro narra, soprattutto perché è proprio il momento storico che avvia la vicenda. La narrazione è nel complesso lineare, anche se, a volte, durante i dialoghi i personaggi ricordano fatti ed avvenimenti avvenuti in tempi precedenti. La lettura dell’opera è stata molto interessante, sia dal lato del racconto sia da quello storico. Dal punto di vista del racconto mi ha interessato molto la lotta che Fra Pietro combatte, solo con pochi amici, contro tutti i cardinali, aventi tutti interessi diversi da quelli spirituali. Dal punto di vista storico invece, mi hanno interessato i dialoghi tra i personaggi sulle questioni teologiche.

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