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Paul Eluard - La courbe de tes yeux-

La courbe de tes yeux fait le tour de mon coeur,
Un rond de danse et de douceur,
Auréole du temps, berceau nocturne et sûr,
Et si je ne sais plus tout ce que j'ai vécu
C'est que tes yeux ne m'ont pas toujours vu.
Feuilles de jour et mousse de rosée,
Roseaux du vent, sourires parfumés,
Ailes couvrant le monde de lumière,
Bateaux chargés du ciel et de la mer,
Chasseurs des bruits et sources des couleurs,
Parfums éclos d'une couvée d'aurores
Qui gît toujours sur la paille des astres,
Comme le jour dépend de l'innocence
Le monde entier dépend de tes yeux purs
Et tout mon sang coule dans leurs regards.

- La curva dei tuoi occhi -

La curva dei tuoi occhi gira intorno al mio cuore

un girotondo di danza e di dolcezza,
aureola di tempi,culla notturna e sicura
e se non so più quello che ho vissuto
è perchè non sempre i tuoi occhi mi hanno visto.

Foglie di luce e spuma di rugiada
canne del vento,risa profumate,
ali che coprono il mondo di luce,
navi cariche di cielo e di mare,
cacciatori di suoni e fonti di colori,

profumi schiusi da una cova di aurore
sempre posata sulla paglia degli astri,
come il giorno vive di innocenza,
così il mondo vive dei tuoi occhi puri
e tutto il mio sangue scorre in quegli sguardi.

- Analisi -
La lirica, che dal titolo sembra dedicata agli occhi di una donna, in realtà ha come tema centrale il mondo visto attraverso gli occhi di un altro e narra dell'esperienza di vita di due amanti in cui uno si sente vivo solo nella misura in cui l'altro è al suo fianco. Il poeta osserva gli occhi della sua donna e vi vede riflessa la vita che hanno trascorso insieme; nei suoi occhi si riconosce e ricorda gli istanti vissuti: gli occhi puri della donna trasformano in leggerezza, fantasia e fiaba tutte le esperienze passate che vengono ricordate con una serie di sinestesie (risa profumate v.7, fonti di color v. 10i, profumi schiusi v. 11) e di iperboli (ali che coprono il mondo di luce v. 8, navi cariche di cielo e di mare v. 9) Nell’ultima parte del poema l’autore accosta in una similitudine l’innocenza di cui i giorni si nutrono e la purezza degli occhi delle donna, di cui l’interno mondo necessita, come anche Eluoard, che vive solo per quegli istanti vivificanti.
La poesia è giocata su immagini leggere o situazioni fiabesche e oniriche (navi cariche di cielo e di mare v. 9, cova di aurore v. 11) abilmente combinate. La metafora e l'enumerazione sono le figure retoriche più presenti. Particolarmente poetica mi pare l'immagine degli ultimi cinque versi in cui l'alba (aurora) è paragonata a una chioccia che ha deposto le sue uova nella paglia fra le stelle, come se il cielo fosse un pollaio.

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