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Capo Horn, il promontorio flagellato dalle tempeste, proteso verso lo Stretto di Drake e le zone polari, è l'estremità più meridionale di tutti i continenti abitati. Qui termina l'America Meridionale, con un triangolo di terre formato dal Cile e dall'Argentina. Bagnati l'uno dall'Oceano Pacifico, l'altra dall'Atlantico, le cui acque si scontrano nel braccio di mare di fronte a Capo Horn, mostrano un'infinita varietà di climi e di paesaggi. Nelle zone in cui la pioggia è abbondante, immense praterie producono foraggio per le mandrie di bovini più numerose del mondo; altrove, il cielo è avaro e la terra è un deserto di sabbia e di sale. Dalla costa del Pacifico svetta verso il cielo la Cordigliera delle Ande, con colossi come l'Aconcagua, la cima maggiore del continente americano, e coni vulcanici ormai spenti.
L'impetuoso pampero, il vento freddo che spira dal Polo Sud, scuote il tappeto erboso e lo fa sembrare un oceano d'erba in tempesta. Verso nord, intorno a Buenos Aires, il clima è più piovoso: qui cadono 950 mm di pioggia all'anno e l'erba delle sterminate praterie cresce fino all'altezza di 1 metro: è il meraviglioso paesaggio della pampa umida, il regno delle grandi mandrie di bovini. Più a sud e verso l'interno il clima si fa più arido: ecco la pampa secca, cespugliosa e adatta alla coltivazione dei cereali. Scendendo a sud, verso l'Atlantico, il territorio si eleva nell'altopiano della Patagonia, ammantato da una steppa arida e fredda. Sul versante del Pacifico, invece, il clima oceanico riversa sulla terra anche 2.500-3.000 mm di pioggia annui: è il regno delle foreste di confere e di faggi. Sulla Cordigliera andina dominano rocce e ghiaccio: qui si muove a passi felpati il puma, s'inerpica il guanaco e, all'improvviso, si disegna sul terreno l'ombra minacciosa delle grandi ali spalancate di un condor.

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