gaiabox di gaiabox
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Una era quella comunale-repubblicana viva a Venezia e, almeno fino all'affermazione dei Medici, a Firenze, e quella signorile-monarchica, dominante negli altri principali stati regionali (Milano e Napoli). Tra le opere rappresentative del primo indirizzo si possono ricordare il De republica vene-ta di Pier Paolo Vergerio (1370-1444) e la Laudatioflorentinae urbis (1403-04) di Leonardo Bruni (1370-1444). Tra le opere rappresentative dell'indirizzo signorile-monarchico si pos-sono ricordare il De principe (1471) dedicato a Ludovico Gonzaga e il De optimo cive di Bartolomeo Sacchi detto il Platina (1421-81), che dipinge Cosimo de' Medici come cittadino modello, il De maiestate (1492), nel quale Giuniano Maio (1430-93) presenta il re di Napoli, Ferrante d'Aragona, come principe ideale.

Queste ultime opere si ricollegano a una trattatistica medievale che tracciava il model-lo del principe ideale indicando le virtù (umanità, generosità, giustizia) che egli doveva possedere. Secondo la mentalità simbolica propria dell'epoca, questi scritti venivano chia-mati specula principis, "specchi del principe", perché dovevano fornire al principe uno "specchio" nel quale riflettersi e conoscersi, apprendendo i comportamenti da tenere. Alle più tradizionali virtù religiose, la trattatistica umanistica aggiunge virtù mondane quali la liberalitas, la magnificentia e la maiestas, ma in entrambi i casi si tratta di cataloghi di virtù che risolvono il problema del potere politico nella figura del principe.

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