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Il simbolismo dei colori

Il rosso è il colore della sinistra, il verde quello degli ambientalisti e il blu indica gli aristocratici.
L’origine di questi colori viene dal tricolore francese del 1789, che era composto dal bianco dello stendardo reale e dal rosso e dal blu dello stemma di Parigi. Era destinato a diventare la bandiera della Repubblica francese.
Ma fu la bandiera rossa quella ben presto adottata dai rivoluzionari. In epoca romana, lo stendardo rosso significava guerra.
Rosso era il colore del sangue, del fuoco e della magia.
Secondo la tradizione, la sua carriera moderna cominciò nel 1791, quando la folla che attaccava le Tuileries innalzò uno stendardo reale intriso di sangue.
Da quel momento, il rosso e il bianco furono i due colori di riferimento della Rivoluzione e della Controrivoluzione.
Stendhal (pseudonimo di Henry Beyle, scrittore francese) intitolò il suo libro Il rosso e il nero per descrivere la lotta fra liberali e reazione clericale durante la Restaurazione.

I colori di riferimento dei movimenti politici hanno connotazioni profonde.
Il rosso fu adottato dai Mille di Garibaldi, dai socialisti e, con maggior fervore, dai comunisti.
Il verde, il colore della terra, fu adottato dai partiti contadini, dai patrioti irlandesi e molto più tardi dagli ambientalisti.
Il true - blue, blu puro, un tempo un appellativo spagnolo per indicare il sangue aristocratico, divenne il colore dei ‘tory’ britannici e di altri conservatori.
I nazisti, per via delle uniformi delle SA, all’inizio furono noti come camicie brune, mentre i fascisti ereano le camicie nere.
Successivamente, per le uniformi delle SS, i nazisti furono associati al nero, che per gli altri europei era il colore del male, della morte e della pirateria.
Nei campi di concentramento i nazisti obbligarono i prigionieri a indossare dei contrassegni colorati secondo lo schema:
- rosso: politico;
- verde: criminale;
- nero: antisociale;
- rosa: omosessuale;
- violetto: testimone di Geova;
- marrone: zingaro;
- giallo: ebreo (il giallo, nel Medioevo, era nelle immagini il colore di Giuda e del tradimento).
Le ambiguità però abbondano. Nel simbolismo cattolico, il rosso indica il martirio e i cardinali, il bianco la purezza e la castità, il blu la speranza e la Vergine Maria e il nero il lutto, i domenicani e i gesuiti.
Nell’età della consapevolezza razziale e della correttezza politica, la metafora favorita è l’arcobaleno.

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