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Il testo del capolavoro di Torquato Tasso rispecchia appieno quello che era l’animo del suo scrittore,cioè un vero e proprio mondo in cui convivono due anime in contrasto l’una con l’altra.Con questo piccolo preambolo possono essere introdotte le numerose ambivalenze del testo:
- CORTE = 1. celebrazione degli aspetti positivi della corte : luogo di potere regale,di lusso,di fasti,
lontana dal volgo,l’unica nella quale può nascere l’eccellenza poetica;
2.critica ai suoi aspetti negativi: ipocrisie, invidie, intrighi, peso dell’autorità,rituali dell’etichetta;per questo il Tasso cerca rifugio nel sogno idilliaco del mondo pastorale.

-INTENTI = 1. volontà di celebrare i valori cristiani e controriformistici;
2. attrazione per il voluttuoso,per il piacere,per un amore svincolato da ogni legge morale (tipico dell’età dell’oro),per perduti valori rinascimentali.

-AMORE = 1. puro piacere,erotismo,vissuto con gioia e liberamente;
2. sofferenza,amori impossibili.

-GUERRA = 1. esaltazione di essa come manifestazione di eroismo e di forza;
2. lotta atroce e disumana, portatrice di lutto e dolore.

-RELIGIONE = 1. celebra la maestosità della religione;
2. religione viene sentita in modo più intimo,come un bisogno di purificazione; in più compare un’attrazione verso il sovrannaturale magico e demoniaco,arcano,inquietante.

Tutte queste ambivalenze,anche a livello formale,vengono ad incrinare il raggiungimento dell’obiettivo che si era prefisso il Tasso,ovvero quello di superare i moduli del romanzo cavalleresco di comporre un perfetto poema epico,secondo il modello aristotelico.Invece la sublimità epica è di continuo interrotta dalle note idilliche,voluttuose e poetiche.
Tasso si dimostra interprete sensibilissimo delle tendenze della sua età,le contraddizioni nell’opera arricchiscono di essa i piani e le prospettive.
Altri interessanti “scontri” che possono essere evidenziati sono quelli tra:
CIELO e INFERNO ; CRISTIANI e PAGANI ; CAPITANO e COMPAGNI ERRANTI.
Alcuni critici affermano che Tasso avesse simpatia per i devianti,i nemici e gli sconfitti,egli si identificava con esse,mentre gli altri personaggi incarnanti l’istanza delle autorità sono poeticamente meno vivi.
L’autore vuole essere il poeta cristiano per eccellenza,ma sente una forte attrazione per i valori estranei alla controriforma.
Nella “Gerusalemme liberata” egli afferma, negando e prendendo le distanze da alcuni valori presentati come negativi,egli può celatamente farli trasparire dal testo ed esporli alla solidarietà del lettore.

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