p. 148 - La guerra con i Sabini - Didici

Versione originale in latino


Longum et cruentum bellum fuit: modo Romani vicerunt proelio Sabinos,modo Sabini Romanos. Denique Titus Tatius, Sabinorum rex, dolo Capitolium occupavit, dum Romani in campo, qui inter Capitolium et Palatium est, copias instruunt. Romanorum et Sabinorum copiae ad supremum proelium se parant. Tum Sabinae, quae iam amare viros coeperant et liberos genuerant, inter maritos et patres se iecerunt et eos suppliciter ita invocaverunt:"A proelio desistite, si nos amatis, aut nos,quae causa belli fuimus, necate:soceri generos ne necent, neve generi soceros". Tum silentium est: non solum Romani et Sabini bellum intermittunt, sed etiam regnum consociant.

Traduzione all'italiano


La guerra fu lunga e cruenta: ora i Romani vinsero la battaglia contro i Sabini,ora i Sabini vinsero i Romani. E poi Tito Tazio,re dei Sabini, con astuzia occupò il Campidoglio, mentre i Romani schierarono l'esercito nella pianura che è tra il Campidoglio e il Palatino. L'esercito dei Romani e dei Sabini si preparano per l'ultima battaglia. Allora le Sabine, che avevano già cominciato ad amare i mariti e avevano generato figli si gettarono tra mariti e padri e supplichevolmente, così invocarono:" Desistete dalla battaglia, se ci amate, o uccidete noi che fummo la causa della guerra: i suoceri non uccidano i generi, né i generi i suoceri". Allora vi fu silenzio: non solo i Romani e i Sabini cessarono la guerra ma divisero fra loro anche il regno.