Versione originale in latino

Xanthippe, Socratis philosophi uxor, morosa admodum fuisse fertur et iurgiosa, irarumque et molestiarum muliebrium per diem perque noctem scatebat. Has eius intemperies in maritum Alcibiades demiratus, interrogavit Socraten quaenam ratio esset cur mulierem tam acerbam domo non exigeret. “Quoniam,” inquit Socrates, “cum illam domi talem perpetior, insuesco et exerceor, ut ceterorum quoque foris petulantiam et iniuriam facilius feram.”

Traduzione all'italiano

Si dice che Santippe, moglie del filosofo Socrate, fosse alquanto bisbetica e litigiosa, e piena notte e giorno di ire e malumori muliebri. Sorpreso di queste sue stravaganze contro il marito, Alcibiade domandò a Socrate qual mai fosse la ragione per cui non ave mavandato via di casa una moglie così sgradevole. "Perché" disse Socrate "quando tollero quella siffatta in casa, mi abituo e mi esercito a sopportare più facilmente la petulanza e l'insolenza anche di tutti gli altri fuori".

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