Testo greco e traduzione di Tucidide, 1, 85.

Versione originale in greco


’Ταύτας οὖν ἃς οἱ πατέρες τε ἡμῖν παρέδοσαν μελέτας
καὶ αὐτοὶ διὰ παντὸς ὠφελούμενοι ἔχομεν μὴ παρῶμεν,
μηδὲ ἐπειχθέντες ἐν βραχεῖ μορίῳ ἡμέρας περὶ πολλῶν
σωμάτων καὶ χρημάτων καὶ πόλεων καὶ δόξης βουλεύσω-
μεν, ἀλλὰ καθ' ἡσυχίαν. ἔξεστι δ' ἡμῖν μᾶλλον ἑτέρων
διὰ ἰσχύν. καὶ πρὸς τοὺς Ἀθηναίους πέμπετε μὲν περὶ
τῆς Ποτειδαίας, πέμπετε δὲ περὶ ὧν οἱ ξύμμαχοί φασιν
ἀδικεῖσθαι, ἄλλως τε καὶ ἑτοίμων ὄντων αὐτῶν δίκας δοῦναι·
ἐπὶ δὲ τὸν διδόντα οὐ πρότερον νόμιμον ὡς ἐπ' ἀδικοῦντα
ἰέναι. παρασκευάζεσθε δὲ τὸν πόλεμον ἅμα. ταῦτα γὰρ
καὶ κράτιστα βουλεύσεσθε καὶ τοῖς ἐναντίοις φοβερώτατα.’
καὶ ὁ μὲν Ἀρχίδαμος τοιαῦτα εἶπεν· παρελθὼν δὲ Σθενε-
λαΐδας τελευταῖος, εἷς τῶν ἐφόρων τότε ὤν, ἔλεξεν [τοῖς Λακεδαιμονίοις] ὧδε.

Traduzione all'italiano


"Non trascuriamo dunque questi fondamenti di vita, trasmessi dai padri, che abbiamo da sempre praticato con nostro vantaggio. Non decidiamo in fretta, nel giro di poche ore: si tratta di molte vite umane, della sorte di stati e di averi, del nostro prestigio. Ponderiamo bene: a noi è concesso, data la nostra potenza. Mandate messi ad Atene, che sollevino la discussione su Potidea, sui soprusi che gli alleati sostengono di subire, soprattutto ora che si dichiarano pronti a render ragioni: non è legale attaccare chi ha in sé questa disposizione, prima di chi commette un'aperta sopraffazione. Ma insieme preparate la guerra. Saran queste le decisioni più utili per voi, e più temibili per il nemico." Fu questo il contenuto del suo intervento. Si presenta da ultimo Stenelada, che era eforo in quel tempo, con queste parole rivolte agli Spartani:

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