Testo greco e traduzione di Tucidide, 1, 40.

Versione originale in greco

’Ὡς μὲν οὖν αὐτοί τε μετὰ προσηκόντων ἐγκλημάτων
ἐρχόμεθα καὶ οἵδε βίαιοι καὶ πλεονέκται εἰσὶ δεδήλωται·
ὡς δὲ οὐκ ἂν δικαίως αὐτοὺς δέχοισθε μαθεῖν χρή. εἰ γὰρ
εἴρηται ἐν ταῖς σπονδαῖς ἐξεῖναι παρ' ὁποτέρους τις βούλεται τῶν ἀγράφων πόλεων ἐλθεῖν, οὐ τοῖς ἐπὶ βλάβῃ ἑτέ-
ρων ἰοῦσιν ἡ ξυνθήκη ἐστίν, ἀλλ' ὅστις μὴ ἄλλου ἑαυτὸν
ἀποστερῶν ἀσφαλείας δεῖται καὶ ὅστις μὴ τοῖς δεξαμένοις,
εἰ σωφρονοῦσι, πόλεμον ἀντ' εἰρήνης ποιήσει· ὃ νῦν ὑμεῖς
μὴ πειθόμενοι ἡμῖν πάθοιτε ἄν. οὐ γὰρ τοῖσδε μόνον ἐπί-
κουροι ἂν γένοισθε, ἀλλὰ καὶ ἡμῖν ἀντὶ ἐνσπόνδων πολέμιοι·
ἀνάγκη γάρ, εἰ ἴτε μετ' αὐτῶν, καὶ ἀμύνεσθαι μὴ ἄνευ ὑμῶν
τούτους. καίτοι δίκαιοί γ' ἐστὲ μάλιστα μὲν ἐκποδὼν στῆναι
ἀμφοτέροις, εἰ δὲ μή, τοὐναντίον ἐπὶ τούτους μεθ' ἡμῶν ἰέναι
(Κορινθίοις μέν γε ἔνσπονδοί ἐστε, Κερκυραίοις δὲ οὐδὲ δι'
ἀνοκωχῆς πώποτ' ἐγένεσθε), καὶ τὸν νόμον μὴ καθιστάναι
ὥστε τοὺς ἑτέρων ἀφισταμένους δέχεσθαι. οὐδὲ γὰρ ἡμεῖς
Σαμίων ἀποστάντων ψῆφον προσεθέμεθα ἐναντίαν ὑμῖν, τῶν
ἄλλων Πελοποννησίων δίχα ἐψηφισμένων εἰ χρὴ αὐτοῖς ἀμύνειν, φανερῶς δὲ ἀντείπομεν τοὺς προσήκοντας ξυμμάχους
αὐτόν τινα κολάζειν. εἰ γὰρ τοὺς κακόν τι δρῶντας δεχόμενοι τιμωρήσετε, φανεῖται καὶ ἃ τῶν ὑμετέρων οὐκ ἐλάσσω
ἡμῖν πρόσεισι, καὶ τὸν νόμον ἐφ' ὑμῖν αὐτοῖς μᾶλλον ἢ ἐφ' ἡμῖν θήσετε.

Traduzione all'italiano

"Che le nostre recriminazioni siano ben fondate e che costoro siano dei brutali prevaricatori, è ormai un punto saldo: passiamo ora a dimostrare che sarebbe illegittima la vostra adesione alle loro richieste. È vero: è pattuito nei trattati che a qualunque città autonoma sia lecito rivolgersi all'una o all'altra delle coalizioni: la clausola però non contempla chi s'iscrive per recar danno ad altri, ma chi, senza sottrarsi a precedenti impegni, è in cerca di un aiuto sicuro e non procurerà guerra invece che pace a coloro che lo accoglieranno, se hanno del buon senso. È quanto invece vi accadrà, se non ci date ascolto. Poiché non solo diverrete alleati in difesa di costoro, ma nemici nostri, e decadrà il valore dei patti. Inevitabilmente, se li appoggiate ora, dovrete collaborare alla loro difesa. La vostra neutralità invece sarebbe cosa più giusta: al più, il vostro impegno offensivo dalla nostra parte contro costoro. Poiché voi siete vincolati a un patto con Corinto. Con Corcira non stipulaste mai nemmeno una tregua. È opportuno che voi non erigiate a regola l'accogliere chi si ribella agli altri. Neppur noi infatti, quando si verificò la rivolta dei Sami, deponemmo un voto a voi contrario. Il resto dei Peloponnesi s'era invece trovato diviso nel voto sulle necessità di soccorrerli: allora in polemica con loro sostenemmo la tesi che ciascun popolo deve adottare autonome misure punitive nei confronti dei propri alleati. Attenti: il vostro appoggio a popoli che hanno compiuto azioni illegali nei nostri riguardi provocherà evidentemente una defezione di portata non inferiore di vostri soggetti dalla nostra parte. E avrete stabilito una norma più dannosa alla vostra città che a noi.

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