Testo greco e traduzione di Tucidide, 1, 37.

Versione originale in greco


’Ἀναγκαῖον Κερκυραίων τῶνδε οὐ μόνον περὶ τοῦ δέξασθαι
σφᾶς τὸν λόγον ποιησαμένων, ἀλλ' ὡς καὶ ἡμεῖς τε ἀδικοῦ-
μεν καὶ αὐτοὶ οὐκ εἰκότως πολεμοῦνται, μνησθέντας πρῶτον
καὶ ἡμᾶς περὶ ἀμφοτέρων οὕτω καὶ ἐπὶ τὸν ἄλλον λόγον
ἰέναι, ἵνα τὴν ἀφ' ἡμῶν τε ἀξίωσιν ἀσφαλέστερον προειδῆτε
καὶ τὴν τῶνδε χρείαν μὴ ἀλογίστως ἀπώσησθε.
’Φασὶ δὲ ξυμμαχίαν διὰ τὸ σῶφρον οὐδενός πω δέξασθαι·
τὸ δ' ἐπὶ κακουργίᾳ καὶ οὐκ ἀρετῇ ἐπετήδευσαν, ξύμμαχόν
τε οὐδένα βουλόμενοι πρὸς τἀδικήματα οὐδὲ μάρτυρα ἔχειν
οὔτε παρακαλοῦντες αἰσχύνεσθαι. καὶ ἡ πόλις αὐτῶν ἅμα
αὐτάρκη θέσιν κειμένη παρέχει αὐτοὺς δικαστὰς ὧν βλάπτουσί τινα μᾶλλον ἢ κατὰ ξυνθήκας γίγνεσθαι, διὰ τὸ
ἥκιστα ἐπὶ τοὺς πέλας ἐκπλέοντας μάλιστα τοὺς ἄλλους
ἀνάγκῃ καταίροντας δέχεσθαι. καὶ τοῦτο τὸ εὐπρεπὲς
ἄσπονδον οὐχ ἵνα μὴ ξυναδικῶσιν ἑτέροις προβέβληνται,
ἀλλ' ὅπως κατὰ μόνας ἀδικῶσι καὶ ὅπως ἐν ᾧ μὲν ἂν κρατῶσι βιάζωνται, οὗ δ' ἂν λάθωσι πλέον ἔχωσιν, ἢν δέ πού
τι προσλάβωσιν ἀναισχυντῶσιν· καίτοι εἰ ἦσαν ἄνδρες,
ὥσπερ φασίν, ἀγαθοί, ὅσῳ ἀληπτότεροι ἦσαν τοῖς πέλας,
τόσῳ δὲ φανερωτέραν ἐξῆν αὐτοῖς τὴν ἀρετὴν διδοῦσι καὶ
δεχομένοις τὰ δίκαια δεικνύναι.

Traduzione all'italiano


"È necessario, poiché i qui presenti Corciresi non hanno voluto limitare l'intervento alla loro alleanza e alla vostra eventuale adesione, ma vengono a sostenere che li vessiamo con una guerra illegittima, che similmente anche noi ci soffermiamo su questi due punti, esaurendo in seguito i successivi aspetti della questione, affinché disponiate in precedenza di una cognizione netta e sicura sulla volontà nostra e decliniate, a ragion veduta, la richiesta di costoro. Dicono di non essere entrati prima in lega con nessuno per prudenza: hanno intrapreso invece questa linea politica perché sono delinquenti, non per rettitudine. Non erano disposti ad allearsi con complici dei loro soprusi, né ad aver testimoni da reclamare poi a discolpa, con somma vergogna. La loro città, dalla posizione così indipendente, permette loro di essere giudici delle loro sopraffazioni, più che spingerli alle alleanze: è raro infatti che si rechino per nave in terre straniere, mentre spessissimo accade che ricevano gli altri Greci, cui è indispensabile l'approdo alle loro coste. Così questa decorosa facciata di un isolamento internazionale l'hanno eretta a ricovero non di una mancata complicità con altri, ma delle loro azioni illegali, commesse in perfetta solitudine; per disporre con la violenza di quanto riescono ad avere in pugno, per incrementare indisturbati i loro criminali guadagni, per predare quanto si può con tranquilla sfrontatezza. Che se fossero stati, come sostengono, uomini probi, quanto più erano inattaccabili dai vicini, tanto più sarebbe stato loro possibile far mostra di integrità, sottostando alle regole dei trattati in vigore.

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