Facoltà di psicologia
Corso di studi triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche (L-24)
Protocolli Mindfulness per la riduzione dello Stress lavoro-correlato
Laureando: Donato Fusco
Relatore: Chiar.mo Prof. Renato Pisanti
______________________________________________________
Anno accademico 2021-2022
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Indice
1. Introduzione ....................................................................................................................... 5
1.1 Motivazioni ...................................................................................................................... 6
1.2 Scopo della ricerca ........................................................................................................... 7
1.3 Struttura della tesi ............................................................................................................ 7
2. Quadro Teorico .................................................................................................................. 9
2.1 Lo stress e le sue componenti ........................................................................................... 9
2.1.2 Le teorie biologiche sullo stress .................................................................................. 10
2.1.3 Le teorie psicologiche sullo stress ............................................................................... 12
2.1.4 Stress Lavoro Correlato Modelli Teorici .................................................................... 15
2.1.5 Il Modello Domanda Controllo di Karasek ................................................................. 15
2.1.6 Il modello vitaminico di Warr ..................................................................................... 18
2.1.7 Modello Effort-Reward Imbalance (ERI Model) ........................................................ 19
2.1.8 Il modello Richieste-Risorse (JD-R Model) ............................................................... 20
2.2 Le emozioni .................................................................................................................... 23
2.2.1 Le emozioni base ......................................................................................................... 25
2.2.2 Regolazione delle emozioni ........................................................................................ 28
2.2.3 Emozioni e competenza emotiva sul posto di lavoro .................................................. 34
2.3 Definire la Mindfulness .................................................................................................. 35
2.3.1 Mindfulness nella cultura occidentale ......................................................................... 37
2.3.2 Le definizioni del costrutto ......................................................................................... 38
2.3.3 Operazionalizzazione e misura .................................................................................... 42
2.3.4 Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) ........................................................... 46
2.3.5 Struttura del protocollo MBSR ................................................................................... 47
2.3.6 Studi sull’efficacia del programma MBSR ................................................................. 52
2.3.7 Mindfulness Based Cognitive Therapy (MBCT) ........................................................ 55
3. Obiettivi e metodologia ........................................................................................................ 59
3.1 Criteri di selezione degli articoli di ricerca: ................................................................... 59
4. Mindfulness: protocolli applicati in contesti lavorativi ....................................................... 61
4.1 Protocolli basati sulla Mindfulness ................................................................................ 62
4.2 Effetti della Mindfulness nella riduzione ....................................................................... 64
dello stress-lavoro correlato ................................................................................................. 64
4.3. Performance dei lavoratori ............................................................................................ 66
4.3.1 Regolazione emotiva e soddisfazione lavorativa ........................................................ 68
3
4.3.2 Empatia e compassione ............................................................................................... 70
4.4 Funziona per tutti? .......................................................................................................... 72
5. Conclusioni .......................................................................................................................... 75
Bibliografia .............................................................................................................................. 79
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1. Introduzione
Nell’ultimo ventennio, le condizioni di lavoro in tutto il mondo sono state influenzate negativamente da eventi globali come la crisi dei subprime del 2008, la guerra commerciale economica tra Cina e Stati Uniti e, più recentemente, l’evento pandemico dovuto al COVID-19, l’uscita del Regno Unito dall'Unione europea e la guerra in Ucraina. Tutti questi eventi hanno contribuito, direttamente o indirettamente, alla precarizzazione delle condizioni di lavoro in molti aspetti diversi. Ad esempio, i lavoratori di diversi Paesi europei segnalano livelli più elevati di insicurezza del posto di lavoro e di aumento del carico di lavoro, oltre all'assenza di aumenti salariali e alla diminuzione delle opportunità di apprendimento (Van Gyes Guy & Szekér, 2013).
L’International Labor Organization, in un report, sottolinea come la qualità complessiva del lavoro sia rimasta praticamente stagnante negli ultimi dieci anni in termini di qualità dell’orario, di ambiente sociale e di utilizzo delle competenze (Aleksynska et al., 2019).
Lo stress e i problemi di salute mentale sul lavoro sono la causa di circa il 50% di tutte le giornate lavorative perse e comportano elevati costi finanziari per le organizzazioni e per la società in termini di sofferenza umana e riduzione delle prestazioni economiche (Hassard et al., 2014). È stata riscontrata una correlazione tra alti livelli di stress e alcune conseguenze organizzative, come: bassa produttività, prestazione lavorativa scarsa, alti livelli di assenteismo e turnover, aumento della frequenza di incidenti e alti costi sanitari (Quick, Nelson, Hurrel, 1997 in Shapiro et al., 2015a).
Secondo alcune stime, i costi dello stress e dei problemi di salute mentale legati al lavoro incidono circa il 3-4% sul PIL annuale nei Paesi dell’Unione Europea (Leka & Jain, 2017). Al di là delle ovvie implicazioni economiche e geopolitiche che la situazione attuale comporta, la maggiore preoccupazione riguarda la salute e il benessere dei lavoratori. Proprio per questo l’Unione Europea ha fatto della salute mentale e del benessere sul lavoro una delle priorità strategiche nella sua agenda di sviluppo (European Framework for Action on Mental Health and Well-being., 2015).
La definizione più nota di salute mentale sul lavoro è quella proposta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che la definisce come “Uno stato di benessere in cui ogni individuo può realizzare il proprio potenziale, far fronte a livelli normali di stress, lavorare in modo produttivo e fruttuoso e contribuire alla comunità” (WHO, 1946).
Mentre l’evidenza scientifica sulla promozione della salute mentale e del benessere sul lavoro è maggiormente concentrata a provare gli aspetti negativi della salute mentale e le sue conseguenze, il benessere psicologico e gli interventi a suo favore rimangono un campo di indagine ancora poco battuto (Bartlett et al., 2019). Questo squilibrio diventa più evidente quando si tratta di studiare le strategie di intervento volte a migliorare la salute mentale, il benessere e la riduzione dello stress dove la ricerca su questo fronte è ancora minima (White et al., 2019).
Recentemente, la comunità scientifica nel campo della Psicologia della Salute sul Lavoro (Bartlettet al., 2019) si è concentrata sui potenziali benefici della Mindfulness e degli interventi basati su essa (MBI) come una delle strategie di intervento più promettente in questo campo. PsycINFO include nel suo database più di 2000 articoli, libri e dissertazioni sulla Mindfulness (Hyland, Lee, Mills, 2015). Se si digita su Google Scholar "Mindfulness-based interventions at work" si trovano più di 156.000 risultati, segno del crescente interesse che questa strategia di intervento ha risvegliato sia nella comunità scientifica che nel pubblico tradizionale.
Sebbene l’interesse del pubblico l’abbia fatta crescere fino a diventare un settore commerciale di dimensioni considerevoli, che muove circa 1,1 miliardi di dollari all'anno (Levin, 2017), di fatto la straordinaria diffusione dell’interesse per la Mindfulness può indurre una notevole confusione nell’identificare, distinguere e nominare gli approcci legati ai protocolli MBSR (Segal et al., 2014).
Le prove scientifiche che sostengono i benefici dell’applicazione della Mindfulness in ambito lavorativo sono solo alle prime fasi di ricerca, ma questo scenario rappresenta un’opportunità per approfondirne gli studi e le ricerche di strategie di intervento. Per evitare che non rimanga una moda passeggera, e al fine di acquisire una migliore comprensione delle condizioni, dei requisiti e delle premesse che consentono a questa straordinaria potenzialità di concretizzarsi diventa essenziale trarre insegnamenti dalle esperienze e dai casi di successo effettivamente sperimentati.
1.1 Motivazioni
Lo scopo della seguente ricerca prende spunto dal mio interesse personale per la Mindfulness e le pratiche di meditazione e dallo studio, in questo corso di laurea in psicologia, di come negli anni la ricerca si è posta di fronte ai disturbi sul tema dello stress correlato al lavoro.
Il desiderio di approfondire il tema dell’applicazione dei programmi di promozione del benessere basati sulla Mindfulness nei contesti lavorativi, attraverso una ricerca in letteratura, nasce durante la mia formazione per diventare istruttore Mindfulness del protocollo MBSR. In seguito, ne ho personalmente scoperto i benefici, sia nella vita privata che in quella lavorativa, 6 dove, come Manager in una multinazionale, le problematiche legate allo stress lavoro-correlato emergono con costanza.
1.2 Scopo della ricerca
Gli scopi primari di questo elaborato sono quello di
- 1. Indagare se i protocolli di Mindfulness applicati in contesti lavorativi sono efficaci nella riduzione dello stress lavoro-correlato.
- 2. Indagare se i protocolli Mindfulness di durata inferiore a quelli tradizionali e con modalità di partecipazione remota hanno la stessa efficacia.
- 3. Indagare i benefici della Mindfulness rispetto ad alcune dimensioni cruciali dal punto di vista individuale e organizzativo, quali: benessere, prestazione lavorativa, regolazione emozionale, performance cognitiva, efficacia nella leadership.
1.3 Struttura della tesi
Capitolo 1 – Introduzione
Introduce tema, scopi e obiettivi della tesi
Capitolo 2 – Quadro Teorico
La prima parte del capitolo inquadra teoricamente i costrutti di stress, stress lavoro correlato ed emozioni. Mentre la seconda parte indaga il costrutto di Mindfulness e i suoi protocolli più conosciuti. MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) e MBTC (Mindfulness Based Cognitive Therapy)
Capitolo 3 – Obiettivi e Metodologia
In questo capitolo si definiscono gli obiettivi e i metodi della ricerca di analisi della letteratura accademica.
Capitolo 4 - Mindfulness: protocolli applicati in contesto lavorativo 7
Questo capitolo contiene la raccolta e un’analisi della letteratura accademica pertinente alla ricerca, i diversi protocolli applicati alla Mindfulness in ambito lavorativo, gli effetti di questi protocolli sulla riduzione dello stress, sul benessere generale e sulle prestazioni lavorative.
Capitolo 5 – Conclusioni
Questo capitolo contiene l’esito dei risultati ottenuti dagli studi selezionati con un sommario e una revisione critica delle lacune osservate nelle ricerche. 8
2. Quadro Teorico
2.1 Lo stress e le sue componenti
Lo stress lavoro-correlato (Slc) nell’Accordo quadro europeo del 2004 viene definito come “Una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro” (Framework Agreement on Work-related Stress | Safety and Health at Work EU-OSHA, n.d.). Lo Slc pertanto può interessare potenzialmente ogni luogo di lavoro e ogni lavoratore in quanto causato da aspetti diversi strettamente connessi con l’organizzazione e l’ambiente di lavoro.
Al fine di ottenere una comprensione approfondita sull’argomento centrale oggetto di discussione risulta fondamentale fornire una precisa definizione di stress.
Lo stress può essere descritto come un’esperienza emotiva negativa che si verifica nel contesto della vita di tutti i giorni. Questa esperienza negativa può avere conseguenze significative sulla salute fisica e mentale dell’individuo, poiché è associata a una serie di cambiamenti biochimici, fisiologici, cognitivi e comportamentali che consentono all'organismo di adattarsi agli eventi avversi. (Edicusano, 2019).
Nella vita quotidiana, l’individuo si trova costantemente esposto a diversi fattori stressanti, noti come stressor, che minacciano l’equilibrio e lo stato di salute dell’organismo. Questi stressor possono scatenare una risposta di stress, una reazione inizialmente sviluppata come meccanismo adattativo per fronteggiare eventi avversi. Tuttavia, se l’esposizione agli eventi stressanti persiste a lungo, questa risposta può diventare patologica, causando danni fisici o psicologici all’individuo che ne è soggetto. (Schneiderman, Ironson & Siegel, 2005; Fisher, 2006).
Prima di addentrarci sulla relazione tra stress e stress correlato al lavoro, è necessario delineare quelle che sono le diverse teorie sullo stress che sono state sviluppate negli anni. Tali teorie si possono suddividere in due categorie: le teorie biologiche e le teorie psicologiche. 9
2.1.2 Le teorie biologiche sullo stress
La parola “stress” ha origine dal termine latino “stringere” ed è stata inizialmente utilizzata nel campo dell'ingegneria e della fisica per allargarsi poi anche al campo delle scienze biomediche. Secondo questa concezione, il termine stress, che indica “Una somma di forza che si oppone ad una resistenza” (La Rosa, 1995), si riferisce alla pressione esercitata da forze esterne, chiamate “carico” o “load” in inglese, su un oggetto, che ne causa la deformazione o “strain”.
I sostenitori di questa prospettiva affermano che è possibile misurare lo stress a cui un individuo è sottoposto, in modo simile a come si può misurare lo sforzo fisico su una macchina (Hinkle, 1973). Tuttavia, una seconda visione concettualizza lo stress come la risposta di una persona a una sollecitazione, che può essere di natura esterna o interna nel caso degli esseri umani.
L’idea che le forze esterne possano causare effetti negativi a lungo termine sulla salute, e che le persone abbiano una naturale tendenza a resistere a tali forze, è stata sviluppata da Walter B. Cannon (1929). Cannon ha condotto studi sugli effetti dello stress su animali e persone, e ha introdotto il concetto di “fight or flight” (combatti o fuggi) come risposta di fronte a una situazione di pericolo estremo. Attraverso questa reazione, sia gli esseri umani che gli animali possono scegliere di combattere o cercare di fuggire quando si trovano di fronte a una minaccia.
Cannon ha osservato durante le sue ricerche che, soggetti esposti al freddo, alla mancanza di ossigeno e all’eccitazione mostravano cambiamenti fisiologici, come la secrezione di adrenalina. Questi individui venivano descritti come “sotto stress” poiché erano impegnati a ripristinare l’omeostasi, cioè il mantenimento dell’equilibrio dell'ambiente interno in risposta ai cambiamenti dell’ambiente esterno. Da questa prospettiva, il processo di sopravvivenza può essere considerato come l'interazione tra l'ambiente esterno e i meccanismi biologici interni dell’organismo. (Pisanti, 2022).
Il medico di origine ungherese Hans Selye, nel 1957, ampliò ulteriormente le idee di Cannon sviluppando un modello sistematico dello stress fisiologico. Selye si dedicò allo studio della risposta fisiologica dell’organismo di fronte alle minacce all’omeostasi. Durante le sue osservazioni, Selye notò che, indipendentemente dal tipo di minaccia, erano presenti numerosi elementi comuni nella risposta fisiologica. Egli coniò il termine “stress” per descrivere la 10 risposta fisiologica non specifica dell’individuo e utilizzò il termine “stressor” (agente stressante) per indicare la fonte o la causa della minaccia.
Secondo la teoria di Selye sulla “Sindrome Generale di Adattamento”, la risposta allo stress si sviluppa attraverso tre fasi distintive. La prima fase è quella della reazione di allarme, in cui l’organismo subisce uno shock iniziale e attiva i meccanismi di difesa. Durante questa fase, l’ipofisi produce l'ormone adrenocorticotropo (ACTH), che stimola la ghiandola surrenale a produrre cortisolo e aldosterone. La fase di allarme si suddivide ulteriormente in tre sottofasi: la fase preliminare o di shock, in cui l’organismo subisce passivamente gli effetti dello stressor; la fase di contro-shock, in cui prevalgono le reazioni del sistema simpatico, come l’aumento della produzione di adrenalina, accelerazione cardiaca, aumento del tono muscolare e della secrezione di corticosteroidi; inf
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