Thérèse Raquin
Capitolo I
Il capitolo si apre con la descrizione del passage du Pont-Neuf, alla fine di rue Guénégaud a Parigi, una strada coperta, in cui lo sporco regna sovrano. Sulla sinistra si trovano allineate numerose povere botteghe, di fronte, sul lato destro, ci sono invece degli armadi per esposizione, anch'essi vecchi e logori. E infatti, il passage è utilizzato dalla gente solo per accorciare il proprio itinerario. La notte l'atmosfera è resa ancora più lugubre dai tre miseri lampioncini a gas che illuminano debolmente il passage, e i commercianti si stupiscono quando vedono qualcuno fermo davanti alla loro bottega.
Si passa poi alla descrizione di un negozio che riportava l'insegna Mercerie, Thérèse Raquin. Un piccolo negozietto di abbigliamento e strumenti per cucire, in cui gli oggetti bianchi spiccavano sul grigiore tutto attorno. All'interno, due donne: una anziana, sui sessant'anni, l'altra più giovane sempre in compagnia di un gatto tigrato. L'alloggio soprastante la bottega era composto da tre misere stanze, riscaldate da una stufetta in maiolica. La vecchia passava dalla camera del figlio per dare la buonanotte a lui e la moglie, e poi andava a coricarsi. Il figlio, malaticcio, entrava a letto rabbrividendo per il freddo. La giovane donna, invece, degnava il marito di uno sguardo rapido per poi mettersi a letto.
Capitolo II
Il capitolo si apre con la presentazione di Mme Raquin. Commerciante a Vernon, dopo la morte del marito aveva deciso di vendere l'attività e di ritirarsi, grazie ad un patrimonio non proprio misero di 40.000 franchi, in una piccola casa isolata in riva alla Senna. Lì si rinchiuse con il figlio Camille e la nipote adottata Thérèse.
Camille è presentato come un ragazzo debole e malaticcio, più volte trovatosi in fin di vita, e quindi sottoposto alle cure morbose della madre. Nelle rare tregue tra le malattie, aveva studiato all'istituto commerciale di Vernon, ma non era mai andato oltre l'aritmetica e l'ortografia di base. A diciotto anni riesce ad entrare a lavorare presso un commerciante di tessuti, anche a causa della sua indole irrequieta che gli faceva disprezzare l'ozio.
Thérèse è invece la cugina sedicenne di Camille. Il padre, un capitano dell'esercito, l'aveva portata alla sorella perché la crescesse, dato che la madre algerina era morta e lui stava per partire per l'Algeria. Di ottima salute, la ragazza venne cresciuta assieme a Camille, con le stesse assillanti premure. La vita forzata da convalescente la fece chiudere in se stessa, pur mostrando evidentemente un fisico forte. Quando la zia decise di ritirarsi nella casa lungo il fiume, Thérèse fu più che felice: un luogo dove poteva finalmente sentirsi se stessa.
Il progetto della vecchia Raquin era di sposare i due cugini, in modo che Thérèse vegliasse sul figlio una volta che lei fosse morta. Il malessere si impadroniva di Thérèse ogniqualvolta veniva citato il matrimonio. Tre anni dopo, celebrato il matrimonio, nulla è cambiato nella casa Raquin: Camille è il solito ragazzo malaticcio, e Thérèse la solita ragazza indifferente e insofferente.
Capitolo III
Subito dopo il matrimonio, Camille informa la madre della sua volontà di lasciare Vernon per trasferirsi a Parigi a lavorare, spinto dalla sua miope ambizione di lavorare in una grande amministrazione. L'opposizione della madre si smorza nel corso della notte, quando la vecchia Raquin comprende che nel caso la coppia dovesse avere figli, il piccolo gruzzolo che lei ha messo da parte non sarebbe più bastato. Sarebbe stato necessario trovare un lavoro per Thérèse.
La vecchia si reca a Parigi per cercare un alloggio, e si reca difilato al passage du Pont-Neuf, dove trova una piccola bottega per 2.000 franchi. Tornata a Vernon comincia a descrivere la bottega, che nelle sue parole sembra più un palazzo. L'entrata bottega è vissuta da Thérèse come l'entrata in una fosse umida, che la riempie di disgusto e paura. Di fronte alla realtà, anche la vecchia Raquin non può far altro che rimanere delusa, ma tenta comunque di difendere il suo acquisto affermando che con un po' di lavoro la situazione sarebbe migliorata.
Camille passa un mese cercando lavoro, e alla fine abbattuto prende in considerazione l'ipotesi di tornare a Vernon. Alla fine, viene accettato nell'amministrazione delle ferrovie di Orléans. La sera è invece dedicata alla lettura dell'immensa opera di Buffon, cercando in tutti i modi di convincere la moglie a leggere qualcosa. Il rifiuto lo porta a pensare che la moglie sia tarda, senza rendersi conto di essere lui quello ridicolo.
L'attività della merceria procede nel frattempo liscia: le clienti sono le operaie del quartiere. Ma Thérèse non trova piacere nel lavoro, e l'unica che mantiene la clientela è proprio Mme Raquin, più spigliata e amante delle chiacchiere. La giovane vede per sé solo una vita vuota e grigia.
Capitolo IV
Il giovedì sera viene dedicato al ricevimento degli ospiti in casa Raquin, fino alle undici. Mme Raquin aveva ritrovato a Parigi il vecchio commissario di polizia di Vernon, Michaud. Divenuti rapidamente amici, quando la donna aveva venduto la merceria si erano persi di vista e Michaud si era poco dopo trasferito a Parigi per godersi la sua pensione. Il commissario si portava sempre appresso il figlio Olivier, impiegato alla prefettura di polizia, e invidiato oltre ogni maniera da Camille per lo stipendio. Al contrario, Thérèse non sopporta il giovane, che se ne sta sempre a parlare dei malanni della povera moglie.
Altro ospite introdotto da Camille è Grivet, anche lui impiegato alle ferrovie di Orléans, e superiore del giovane. Il sogno segreto di Camille è riuscire un giorno ad ottenere il posto di Grivet.
Le visite del giovedì divengono una costante nella vita dei Raquin. Le serate sono spese giocando a domino, bevendo tè e discutendo. L'unica a sentirsi fuori luogo è Thérèse, per lei i giovedì sera sono un supplizio. Thérèse non riesce ad identificare un vero uomo in quelle riunioni, al punto che non aspetta altro che un cliente per potersi allontanare dalla sala. Il servizio alla cliente è lento così da impegnarla per il maggior tempo possibile. Quando è costretta a risalire, la giovane si sistema sulla sedia con il gatto in collo, indifferente a tutto ciò che la circonda.
Capitolo V
Camille porta a casa, rientrando dal lavoro, un giovane che si rivela essere un suo vecchio compagno di scuola. Riconosciuto dalla madre, il ragazzo viene fatto entrare in casa per ricordare i bei tempi passati. Figlio di contadini a Jeufosse, Laurent aveva sempre accompagnato Camille a scuola la mattina. Ora, i due si erano rincontrati al lavoro alle ferrovie di Orléans. Ma Laurent aveva un lavoro di livello più alto, avendo studiato su volontà del padre. Invitato a cenare con la famiglia, il giovane accetta senza esitazione. Attira subito l'attenzione di Thérèse che per la prima volta si trova di fronte ad un vero uomo, piazzato e sanguigno.
Il giovane comincia, su esortazione di Camille, a parlare di sé: non ha più contatti con il padre (che si scopre lo ha mandato a studiare legge in modo che poi potesse aiutarlo nelle frequenti cause con i vicini) da quando il vecchio ha scoperto che il figlio con i soldi per lo studio faceva invece la bella vita nell'atelier di un pittore. Laurent si presenta come un giovane senza aspirazioni, ma interessato unicamente ai piaceri mondani. La carriera di pittore gli avrebbe concesso ragazze e piaceri, ma senza i soldi del padre si era trovato costretto a cercarsi un lavoro.
Laurent propone di eseguire un ritratto di Camille, ma dovrà venire a casa dei Raquin per otto giorni, due ore al giorno per terminarlo. Anche Laurent diviene quindi un frequentatore della casa Raquin il giovedì sera, ma non è apprezzato da Grivet (che si rende conto come lo stipendio del giovane sia rapidamente aumentato). Quella sera, Thérèse non trova pretesti per allontanarsi, provando una strana attrazione per il nuovo ospite.
Capitolo VI
Dopo quel giorno, Laurent divenne ospite fisso quasi ogni sera dai Raquin. La casa era diventata per lui un rifugio caldo e accogliente e gli permetteva di risparmiare, bevendo il tè di Mme Raquin, quello che normalmente spendeva per un caffè corretto. Laurent e Camille decidono di cominciare il ritratto, un ritratto che diviene sempre più grottesco man mano che procedono i lavori. Nel frattempo Thérèse non lascia mai la camera in cui Laurent lavora, provando sempre la stessa strana sensazione.
Laurent, accortosi delle attenzioni di Thérèse, decide di farne la sua amante, ma è dubbioso dato che trova Thérèse molto brutta. E tuttavia, a fare da contraltare, c'è il fatto che Thérèse non gli costerebbe nulla, a differenza delle donne che via via aveva pagato per piacere. Alla fine, decide di procedere con il suo piano, ma non riesce mai a rimanere solo con Thérèse per fare la sua mossa. Completato il ritratto, che si rivela essere oggettivamente orribile ma ugualmente amato da Camille (nella sua stupidità), Laurent riesce a rimanere solo con Thérèse (Camille è andato a comprare dello champagne e Mme Raquin è in bottega) e la bacia con passione e violenza.
Capitolo VII
I due amanti si adattano subito alla perfezione alla nuova situazione. Stabiliscono persino come incontrarsi: Laurent sarebbe venuto a casa di Thérèse, nella camera degli sposi, e sarebbe passato silenziosamente nell'andito che conduceva dal passage alla porta della casa (senza passare quindi dalla bottega dove lavorava Mme Raquin). I due amanti si lasciano andare alla passione sfrenata, Thérèse si rivela essere estremamente passionale e violenta. Si lascia alla fine andare, e rivela i suoi veri sentimenti nei confronti di Camille e Mme Raquin: non odia nessuno dei due, meno che mai la zia che l'ha allevata, ma si rende conto di non aver vissuto fino a quel momento una vera vita. Dichiara il suo amore per Laurent, lo vede come il suo salvatore.
I due amanti rischiano di essere scoperti, ma la prontezza di Thérèse inganna la vecchia Raquin che non sospetta nulla. Thérèse comincia a divenire paranoica e arriva a sospettare persino del gatto François, che potrebbe rivelare la tresca.
Capitolo VIII
Le serate di Laurent alla merceria trascorrono nel migliore dei modi. L'amicizia tra lui e Camille torna comoda ad entrambi: si annoiavano meno entrambi e Laurent può vedere Thérèse tutte le sere, scroccando allo stesso tempo la cena a Mme Raquin. Il fatto che durante le visite Thérèse risponda alle battute di Laurent a monosillabi fa credere al marito che i due si detestino. La donna indossa la sua maschera di indifferenza. Tuttavia, a differenza del comportamento incurante di Laurent, Thérèse è consapevole di essere in errore e talvolta sente come l'impulso di rivelare al marito e alla zia la tresca con l'amante. I due approfittano di ogni momento in cui Camille e la madre si allontanano per baciarsi per poi ricomporsi prima che tornino.
Il giovedì diviene la serata peggiore per Laurent: non sopporta i discorsi sconclusionati di Grivet e i racconti del passato di Michaud. Si ritira così in disparte con Olivier e la moglie Suzanne per poi chiedere a gran voce una partita a domino. Il tutto così per otto mesi.
Capitolo IX
A Laurent viene proibito di allontanarsi dall'ufficio nel prossimo futuro, in quanto sta abusando dei permessi concessi, pena il licenziamento. Conscio di aver bisogno del lavoro, salta per la prima volta l'appuntamento con Thérèse in preda alla disperazione. La sera spiega alla donna il motivo dell'assenza, convinto di non poterla più incontrare.
Per quindici giorni i due amanti non si vedono. Laurent comincia a mostrare i sintomi dell'astinenza, e si rende conto di aver bisogno di Thérèse, un bisogno morboso. Riescono alla fine ad incontrarsi con uno stratagemma: Laurent saluta Camille all'uscita del lavoro accusando la stanchezza, mentre Thérèse subito dopo cena, finge di doversi recare ad esigere un pagamento arretrato di una cliente. L'incontro è passionale come sempre, ma alla fine Thérèse è costretta ad ammettere di non avere altre scuse da inventare per incontrare l'amante. I due cominciano a pensare al matrimonio, cui si frappone un solo ostacolo: Camille. Realizzano che la morte di Camille sarebbe un evento provvidenziale, e Laurent pensa addirittura all'omicidio pur di avere la donna che desidera. Tornato a casa, Laurent si mette a letto continuando a pensare alle sue parole.