Cenni storici sul Rinascimento: Tudor
Henry VII (1485-1509)
Dopo guerre feudali, il popolo inizia a governare, affidandosi ai gentry, yeomen e mercanti.
Henry VIII
Avviene la separazione tra la chiesa d'Inghilterra e Roma, nasce il protestantesimo e il re diventa capo religioso.
Elizabeth I (1588-1603)
Sotto il regno di Elizabeth I, l'Inghilterra attraversa un periodo di prosperità, con uno stato nazionale e un parlamento in cui il popolo è elevato a decidere. Diventa una potenza navale grazie a:
- Rotte commerciali contese con la Spagna, in contrasto per il divorzio tra Henry VII e Caterina D'Aragona.
- Colonialismo e acquisizione di terre.
- Pirateria, con figure come Frances Drake, supportate da un patto economico che garantisce libertà di navigazione e divisione dei bottini.
James I e il teatro elisabettiano
James I Stuart diventa il re di una corona unica per Inghilterra e Scozia. Durante il 500 secolo metà, la produzione teatrale comprende 750 testi completi e circa 2000 lavori. Il drama diventa una manifestazione letteraria nazionale, priva di diritti d'autore, popolare e fonte di divertimento con 21000 spettatori settimanali a Londra, tutti paganti.
Umanesimo e teatro rinascimentale e barocco
Le tematiche religiose, le scoperte scientifiche e i plays comprensibili con un linguaggio diretto e vivace portano a una ripresa, ma più complessa, del dramma classico. Il teatro diventa uno specchio della società, con l'Inghilterra elisabettiana vista come un palcoscenico globale. La società, complessa e composita, vede il teatro come ricerca di valori condivisi.
Il dramma e l'ordine universale
Nel Medioevo, secondo la filosofia inglese, il posto della società era determinato dalla nascita, e ribellarsi era considerato peccaminoso. La religione cristiana protestante enfatizzava la grazia di Dio per gli operosi. La società doveva rispecchiare il macrocosmo, ossia l'ordine divino dell'universo, e l'uomo, il microcosmo, doveva rispettare la gerarchia tra Dio, creature celesti, angeli, uomini e oggetti. Ogni dominio del creato aveva un ordine con un dio: re-uomini, sole-corpi, leone-animali, rosa-fiori. Andare contro il re equivaleva a opporsi a Dio.
Caratteristiche del dramma elisabettiano
Il drama rappresentava una rottura dell'ordine naturale delle cose, causando disturbo nell'equilibrio universale attraverso fenomeni sovrannaturali, innaturali, sventure, crimini e difficoltà individuali. L'eroe elisabettiano era un uomo di dubbio e passioni. Il Blanck verse, o decasillabo sciolto (equivalente all'endecasillabo italiano del 500), garantiva mimesi reale e battute brevi. Il testo viveva sul palco attraverso la recitazione degli attori (playwright) e senza pubblico il play non esigeva.
Modelli e generi teatrali
I modelli di riferimento erano i Classici: la Commedia di Plauto e la Tragedia di Seneca. Le commedie si distinguevano per wit, umorismo, dispositivi, strategie, travestimenti, equivoci sessuali, e nessuna presenza femminile sul palco. Masque, cori, canti e danze completavano lo spettacolo. Le tragedie, strutturate in 5 atti, trattavano temi di revenge e vendetta, caratterizzate da atmosfere cupe, spettri e personaggi loschi, con declamazioni tragiche e monologhi fondamentali per risolvere il plot.
Metateatralità
La metateatralità coinvolgeva il pubblico nei meccanismi del teatro, facendo diventare il personaggio sia regista che attore, mentre il pubblico era costruttore e spettatore della scena, avendo un ruolo fondamentale.
Le tre unità aristoteliche
Nel Medioevo, le tre unità aristoteliche di tempo (24 ore), luogo e azione (continuità, senza sotto-trame) non erano rispettate a causa dei temi etici e morali. Il teatro elisabettiano introduceva questa struttura in testi non morali e allegorici, con plays tragici e comici, dove il ceto basso interpretava ruoli comici e i ceti elevati offrivano monologhi di grande drammaticità.
Funzione del teatro
Il teatro non aveva una funzione catartica, ma promuoveva la consapevolezza del ruolo dell'individuo e guidava alla scelta migliore. Mentre il fato era centrale nelle tragedie greche, nel teatro elisabettiano dominava il libero arbitrio: l'uomo sceglieva secondo la propria volontà e il suo essere.
Playhouses
Nel 1576, James Burbage costruì The Theatre, con un palco centrale e gallerie attorno. Seguirono imitazioni come The Courtain, The Globe e The Fortune. Questi teatri erano costruiti in legno, ospitavano più di 600 persone, avevano una struttura circolare-ottagonale, e tre serie di gallerie attorno a un cortile-cielo dove il pubblico stava in piedi. Il palco, alto 5 piedi, era aperto su tre lati e comprendeva un outer-stage con baldacchino e una botola. Una tenda delimitava l'inner stage, situato al fondo del palco, e il backstage o scene minori. Il palco montante, sopra l'outer-stage, era usato per l'orchestra o rappresentazioni di balconi e mura. Entrate e uscite di scena erano laterali. La scenografia era quasi nulla, basata principalmente su elementi verbali.
Gli spettacoli si svolgevano anche in piazze, cortili e locande, con il pubblico disposto intorno al palco e sull'apertura del palco.
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