Fibrinolitici
Andiamo nel campo della patologia infartuale, delle grandi trombosi della vena cava, dove c'è possibilità di ictus ischemico. C'è necessità di sciogliere rapidamente un'ostruzione prima che il danno a valle diventi irreversibile.
Plasminogeno e plasmina
Plasminogeno → plasmina → degrada il fibrinogeno in prodotti di degradazione ma anche della fibrina che avrà i suoi prodotti di degradazione.
Attivazione del plasminogeno
Come si arriva da plasminogeno a plasmina. È noto che tutti questi farmaci non sono facili da spiegare e da ricordare. Come in tutte le cose che hanno a che fare con la cascata: ci sono dei meccanismi di attivazione-inibizione.
Il principe di tutto è il tPA, che è il tissue plasminogen activator. È il mediatore che in condizioni fisiologiche media la lisi di coaguli fisiologici. Significa che in ogni momento depositiamo fibrina. In ogni momento abbiamo microinsulti vascolari che richiedono una deposizione di fibrina fisiologica che poi andrà risolta. È importante perché è sul tPA che sono stati costruiti i fibrinolitici. Da questo discende anche la complicazione più frequente di fibrinolitici, anche dei moderni: il passaggio dalla fibrinolisi terapeutica alla fibrinolisi sistemica, cioè allo scioglimento anche dei depositi di fibrina fisiologici che in ogni momento dobbiamo formare.
Complicazioni e indicazioni terapeutiche
L'indice terapeutico è stretto perché dallo scioglimento del trombo si può passare a emorragia sistemica. L'altra possibilità è la stasi venosa. Se tengo presenti tutti questi passaggi avrò varie categorie di farmaci. Il tPA è un farmaco che è arrivato con la tecnica ricombinante e costa tantissimo.
Streptochinasi
I primi farmaci giocavano proprio sul pro attivatore che deve diventare attivatore. Il primissimo è stato la streptochinasi. La streptochinasi fa un complesso con il pro attivatore e lo rende enzimaticamente più sensibile all'attivazione proteolitica. La streptochinasi agisce da modulatore allosterico della trasformazione del pro attivatore in attivatore. È un attivatore di velocità.
Deriva da colture di streptococchi e questo è una delle cose che limita l'efficacia e la sicurezza del farmaco. La presenza di anticorpi che sviluppo contro un derivato batterico possono dare febbre, reazioni allergiche, tali per cui se ho un paziente con una tendenza a eventi trombotici recidivanti non dovrei fare trattamenti ravvicinati con streptochinasi. Tra l'una e l'altra dovrei far passare almeno un anno.
Questi anticorpi sono importanti per spiegare queste reazioni immuno-allergiche; ma se oggi ho un infarto, vengo ricoverato e mi fanno la trombolisi, questi anticorpi mi rendono insufficiente la terapia fibrinolitica.