Farmacognosia
LEZIONE 27\02\2019
Storia della farmacognosia
La medicina empirica
L’uomo ha cercato di curarsi per prima tramite l’utilizzo delle piante.
Si pensa che 60 mila anni fa si sono trovati diversi pollini di piante ed hanno
pensato che potessero essere dei toterapici.
Scritti antichi: c’è un trattato di Imotep che parlava di piante. I primi scritti più
u ciali sono gli erbari cinesi che sono praticamente elenchi di piante con accanto
le caratteristiche terapeutiche. Erbari cinesi di Pen ts’ao dell’imperatore Shen Nung
detto “padre della medicina cinese” (2800 a.C.)
I padri della toterapia sono i greci e i latini, ci sono opere intere dedicate alle
piante.
- Ippocrate (460-370 a.C.)
- Teofrasto (371-286 a.C.) “De historia plantarum”
- Mitridate (132-63 a.C.)
- Dioscoride (I sec.d.C.) “De materia medica”
- Plinio (23-79 d.C.) “ Naturalis historia”
- Galeno “De simplicium medicamentorum temperamentis et
(138-201 d.C.)
facultatibus”
La farmacia nel periodo medioevale diventa il luogo di produzione delle medicina
seguendo dei testi, erano gli antidotari e dispensari e questi erano compilati grazie
a delle prime ricerche.
Poi con l’avanzamento della scienza si ha l’isolamento dei costituenti chimica e
questo avviene circa negli anni 1800 ecc.
Dopo il buio degli anni dei composti di sintesi per mancanza di e cacia, ma anche
per la forte presenza di e etti collaterali ha fatto si che alla ne del 20 esimo secolo
si è ripresa la commercializzazione dei medicamenti toterapici (in particolare
Germania e francia) si riprendono anche medicazioni di origine orientale. Quando
non ci sono studi randomizzati perchè il frutto dell’uso della droga è convalidato
da secoli allora si continua ad utilizzare anche senza vere validazioni scienti che.
Fare farmacognosia oggi vuol dire:
- identi care e descrivere i caratteri morfologici macro- e microscopici delle
piante medicinali
- studiare i principi attivi e i procedimenti più adatti per la loro estrazione
- indagare le attività della pianta medicinale su un sistema vivente e indicare le
possibili applicazioni terapeutiche. A seconda delle caratteristiche chimiche dei
principi chimici ci sono vari tipi di estrazioni (in alcol, in corrente di vapore ecc) 1
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- valutare le variazioni di composizione e quindi di attività in relazione a fattori
intrinseci ed estrinseci. Vuol dire quindi praticamente fare delle sperimentazioni
sull’uomo del complesso vegetale.
La tochimica: noi abbiamo moltissimi composti chimici che derivano dalle più
svariate parti del mondo e la tochimica ha l’obiettivo di indivuduare la struttura
chimica di queste.
Nella farmacopea ci sono tutte le indicazioni su come trattare le piante, quindi oggi
la toterapia è una materia molto regolamentata ottimizzando e standardizzando il
più possibile i processi della toterapia. La toterapia in questi ultimi decenni si è
trasformata, evolvendosi in senso scienti co e razionale, con studi approfonditi dei
principi attivi e dell’attività farmacologica, che hanno portato ad un notevole
aumento della credibilità.
Fitoterapia galenica,
Da Galeno deriva la preprazione farmaceutica ma oggi c’è una ricetta
medica, un formulario e bisogna speci care se il rimedio è un complesso o è un
preparato semplice.
Nel “De simplicium medicamentorum temperamentis et facultatibus” si trovano i
primi concetti di:
- Ricetta medica
- Medicamento semplice o composto
- Preparazioni farmaceutiche
Pianta medicinale
Secondo OMS: pianta che comunque introdotta o messa a contatto con un
organismo umano o animale, svolge un’attività farmacologica anche blanda. Sono
usate anche piante che non contengono dei principi attivi, e si usano pero come
eccipienti (correttori di gusto ecc) 2
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Droga
Parte della pianta medicinale impiegata in campo terapeutico perché contiene
composti chimici capaci di esplicare un’azione farmacologica. La droga si può
trovare anche in varie parti della pianta.
Piante o cinali
Una pianta viene de nita o cinale quando viene utilizzata nelle o cine
farmaceutiche per la produzione di specialità medicinali ma anche in altri settori
industriali quali la liquoristica, la cosmetica o l’alimentare.
es. Gentiana lutea, Citrus aurantium
Le piante sono usate come:
- Fitocomplesso (rhodiola rosea con tutte le componenti) ha una azione
superiore e diversa da quella del composto puro perchè interagiscono
farmacologicamente o cineticamente tra di loro
- Isolando composti
i puri chimicamente de niti (rosavide principio della
rhodiola)
tocomplessi
I sono metaboliti secondari della piante che sono prodotti per
reagire ai parassiti, a metaboliti secondari, per comunicare tra le cellule della
pianta stessa. Qualitativamente perchè hanno diversi componenti, ma anche
quantitativamente perchè nel tocomplesso ci sono anche vari dosaggi diversi dei
principi.
- La contemporanea presenza di molteplici costituenti può:
- modulare l’attività farmacologica (es. rabarbaro)
- potenziare l’attività farmacologica (es. gingko)
- Il risultato farmacologico nale è spesso diverso da quello dei singoli principi
attivi isolati: es. oppio dove ci sono mor na papaverina e codeina e se prendo
oppio con tutta la miscela o la singola mor na ci sono e etti diversi.
- Per problemi tossicologici può essere necessaria la puri cazione del principio
attivo: es. tasso è necessario puri care l’estratto perchè semi, corteccia perchè
sono velenosi.
Quando si usano i principi puri: non rientra nel campo della toterapia in quanto
sono diventati veri e propri farmaci e per le caratteristiche di purezza e per le loro
ben de nite proprietà farmacologiche sono comunemente assimilati ai principi
attivi di origine sintetica abbandonato la farmacognosia tradizionale.
Il Papavero dalla incisione produce la resina che è l’oppio che contiene i vari
componenti: mor na codeina, papaverina
Lo stesso nella Digitale
Cannabis 3
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I principi di origine vegetale quando hanno una
azione conosciuta dovuta ad un principio speci co
allora spesso si inizia la loro sintesi chimica a partire
da capostipiti vegetali.
Le piante determina e etti nell’uomo perchè negli
organismi anche primordiali hanno dei recettori che
logeneticamente sono presenti costantemente
nell’uomo, questi principi attivi vegetali interagiscono
con queste strutture biologiche.
LEZIONE 28\02\2019
Ci sono sostanze che sono biologicamente attive nelle piante sono attive anche
nell’uomo come ad esempio nella istamina che si trova nella ortica che mima
l’e etto di quella rilasciata dai mastociti
Ad esempio anche sostanze come le:
Benzodiazepine o simili sono contenuti
- in alimenti (latte)
- e piante medicinali come le patat
Fitoestrogeni
- nella soia,
- trifoglio
- luppolo
- cimicifuga sostanze tossiche
Ad esempio anche si trovano nel mondo naturale:
- tetrodotossina (pesce palla): bloccante dei canali del Na
- apamina (veleno dell’ape): bloccante dei canali del K
- alfa-bungarotossina (veleno del serpente bungarus): bloccante della
trasmissione neuromuscolare
Da sostanze vegetali si hanno tutta
una serie di composti capostipiti
anche di sintesi per avere narcotici,
antipertensivi, antin ammatori o
stimolanti che spesso sono usati
come alimenti (come ca e, cola,
cacao ecc) 4
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graduare l’e etto,
Nei toterapici si può con e etti
blandi, forti o intermedi, si sceglie la potenza a parità
di e etto terapeutico, tenendo presente che più sono
forti più è pericoloso anche l’e etto avverso.
In base anche alla severità della patologia si
preferisce utilizzare dei rimedi intermedi.
Sono ritornati in uso prodotti toterapici per vari motivi:
La attività delle molecole vegetali può dipendere anche dal tipo di preparazione
che se ne fa: ad esempio un estratto secco di iperico (usato come antidepressivo)
o estratto oleoso di iperico (usato come emolliente).
Il tocomplesso è fatto da metaboliti secondari ed è tipico della farmacognosia. Un
farmaco toterpaico monomolecolare è più tipico della farmacologi tradizionale. 5
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Fitocomplesso→ Miscela complessa ricavata da una droga vegetale che contiene
molti composti chimici che grazie alla alterazione di composti presenti può indurre
e etti sinergici rispetto ai singoli principi attivi.
Droga vegatale→ è una pianta o parte di essa che può essere parte ipogea, parte
epigea, radici, rizomi, corteccia, foglie, frutti, in orescenze ed è conservata allo
stato secco, ed impiegata per uso terapeutico come tale o per l’estrazione dei
principi attivi in essa contenuta. droghe organizzate
Le droghe del tocomplesso sono chiamate mentre invece
droghe non
essudati, resine o gomme prodotte dalla piante sono chiamate
organizzate.
In uno o più degli organi della pianta contiene il composto attivi ma si sceglie
quello che ne contiene di più, ma se per esempio si riporta la dicitura erba allora
vuol dire che tutta la pianta ha una concentrazione di principio apprezzabile.
Pianta medicinale→ Una pianta medicinale è un organismo vegetale che
contiene in uno dei suoi organi sostanze che possono essere utilizzate a ni
terapeutici o che sono i precursori di semisintesi per la produzione di principi
attivi ad uso farmaceutico.
piante organismi autotro
Le sono e sono in grado di organicare la CO2 e acqua
per produrre zuccheri e usano come energia il sole per trasformare sostanze
inorganiche in organica.
La pianta è come un laboratorio che biosintetizza un numero elevato di molecole
bioattive. Il metabolismo primario produce poche classi di composti mente invece
il metabolismo secondario, che è ancora molto da comprendere, produce un
numero elevato di composti. metaboliti
I metaboliti primari servono alla sopravvivenza della pianta, mentre, i
secondari adattamento all’ambiente
servono per un che può variare.
All’inizio si pensava che fosse una imperfezione della pianta (la produzione di
questi metaboliti secondari) ma poi è stata rivista la teoria sotto una diversa luce è
si sono visti come questi metaboliti secondari danno una maggiore capacità di
adattamento dell piante a azioni esterne ad esempio da predatori, batteri, funghi.
Anche lo spazio vitale, ovvero l’a ollamento di specie vegetali, della pianta è
fondamentale per la produzione di questi metaboliti.
Poi anche piante messe insieme di specie diverse possono comunicare e possono
dare una variazione di principi attivi presenti nelle piante, ad esempio luppolo
vicino a genziana induce in quest’ultima una produzione di più principi.
Anche l’inquinamento e i fattori climatici in uenzano la produzione di metaboliti
secondari.
I metaboliti secondari servono anche per la sopravvivenza della pianta stessa ad
esempio per favorire la loro riproduzione (usano delle molecole colorate che sono
avonoidi)
Per metaboliti secondari intendiamo prodotti chimici non nutrizionali (senno
che svolgono un ruolo
siamo nella nutraceutica come gli omega 3 delle noci)
nella coevoluzione e nella coesistenza con altre piante. 6
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Ogni metabolita secondario ha un ruolo nel ciclo vitale della piante e sono
strettamente collegati e insieme ai metaboliti primari concorrono in generale al
metabolismo della pianta.
Ci sono molecole che si sono mantenute a partire da un’organismo monocellulare
e semplice e che poi si ritrovano anche in organismi superiori e quindi vuol dire che
sostanze che si trovano in organismi meno evoluti possono agire su organismi più
evoluti come l’uomo perchè presenta delle capacità di interazione con queste
molecole.
Noi conosciamo solo il 10% delle proprietà medicamentose delle piante e ogni
giorno si scoprono delle molecole che possono avere potenziale terapeutico.
Infatti ritroviamo questa teoria nei metodi di comunicazione delle cellule: ad
esempio la interluchina 1 si ritrova nelle stelle di mare, acetilcolina si ritrova in
organismo unicellulari, GABA che è convolto nella azione delle benzodiazepine per
il regolamento dell’umore nell’uomo si ritrova anche nella valeriana che infatti ha
azione calmante, anche istamina ad esempio si ritrova in vino e formaggio.
Le piante forniscono la maggiorate delle molecole note, infatti un 85% è derivato
dal mondo naturale e solo il 15% dalla sintesi chimica.
Le sostanze naturali fanno si che ci sia una nuova era di ricerca in mondo
accademico che solo qualche decennio fa ha ripreso la conoscenza di questo
mondo cercando di sfruttarle al massimo per poter capire ad esempio i
meccanismi biosintetici, meccanismi di azione per migliorare gli approcci
terapeutici.
Un composto monomolecolare contiene un solo composto
Un tocomplesso diverso molecole diverse.
Dalla pianta al pharmakon
Si passa dalla pianta, che dopo appositi trattamenti, consente di estrarre il
principio.
Dalla farmacognosia si passa alla farmacologia quando la molecola da sola agisce
meglio per la azione terapeutica e si usano quindi derivati sintetici o di semisintesi.
Farmaci monomelecolari:
- antitumorali → Taxus Brevifoglia
- Stimolanti il SNC→ Camellia sinensis, Theobroma cacao
- Antigottosi→ Colchicum autumnale
- Antin ammatori non steroidei→ Salix alba
Il tocomplesso è da preferire quando:
- É più attivo a ciascuno dei suoi componenti e quando i costituenti sinergizzano
tra di loro
- Oppure quando il tocomplesso ha una maggiore biodisponibilità come ad
esempio le mucillagini ecc queste sono considerati come eccipienti che
modi cano la dinamica di azione della molecola all’interno dell’organismo. 7
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- Oppure quando si vuole un meccanismo più aspeci co per una determinata
terapia in modo da avere quindi una azione meno forte per evitare quindi anche
e etti avversi.
ginkgo
Ad esempio nel si sa che il tocomplesso è più attivo e svolge azione
antipiastrinico, grazie all’azione dei ginkgolidi. Infatti di vede come la attività’ di
100-240 mg di ginkgolidi puri ottenibile con 120 mg di estratto corrispondente a 6
-7 mgdi ginkgolidi.
luppolo
Ad esempio nel gli estratti sono più stabili sotto forma di complesso che
non come molecola libera.
camomilla,
Anche nella si usano i capolini e non estratti puri cati perchè la
matricina, che è la droga della camomilla, si trasforma nello stomaco a pH acido in
acido camazulen carbossilico che agisce sulle COX-2 inducibili che quindi
espletano attività antin ammatoria e insieme al bisabololo che ha attività lenitiva
ha anche una funzione gastroprotettrice. Rispetto alla aspirina questo comunque è
un rimedio blando.
Nel metabolismo primario ci sono due forme: anabolismo e catabolismo
Quindi dal metabolismo primario
che è il tronco si derivano i
metaboliti secondari. Le vie
principali secondari sono 3 e che
producono diversi composti di
interesse tochimica:
- Via del mevalonato steroidi e
terpeni (mono, di, ses)
- Via dell’acido shikimico che
origini cumarine acidi cinnamici
lignina
- Via dell’acetato glucosidi,
antrachinoni
Quindi si parte da composti di
metabolismo primario normale che
vengo estratti ed usati dal altri metabolismi che sono quelli secondari: 8
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Queste vie generalmente sono
svolte in alcuni organi speci ci in
genere avviene nella parte
ipogea, ma grazie al sistemi di
trasporto linfatico questi vengono
distribuiti anche nella parte aerea.
Il problema grosso delle droghe è
che c’è variabilità perchè ci sono
fattori naturali (che possono
endogeni esogeni)
essere o e
arti ciali che determinano la presenza in modo variabile nella stessa pianta e nella
stessa parte di composti attivi.
Fattori endogeni possiamo avere fattori non
genetici o non genetici.
Nei fattori genetici concorre l’eta e lo stadio
di sviluppo, in genere il tempo migliore è
quello della oritura, ad esempio nelle
piante biennali o perenni si è visto invece
come con il passare del tempo e delle
diverse oriture si accumulano i principi.
Anche lo stadio di sviluppo pre o post
oritura che è diverso da specie a specie
ed è importante perchè fa variare
l’accumulo.
I fattori endogeni genetici sono molto
manipolabili per esempio la selezione di un
cultivar di una specie particolare, ibridazione ovvero diverse specie di lavanda
possono dare una maggiore presenza di metabolita attivo anche la mutazione
spontanea di una pianta può dare un aumento di principi.
LEZIONI 06—07\03\2019
Nella stessa parte della pianta, in piante diverse, o in parti diverse delle piante i
livelli e la composizione di principi attivi saranno diversi. I fattori che determinano
la variabilità dell’attività di una droga sono:
- NATURALI (endogeni ed esogeni)
- ARTIFICIALI
FATTORI NATURALI
fattori endogeni
I sono:
- FATTORI NON GENETICI
- Età (esistono piante annuali, piante biennali o piante perenni). Nelle piante
annuali si aspetta che la pianta orisca, mentre nel caso delle biennali e
perenni si aspetta almeno il secondo anno, in modo che l’accumulo di
metaboliti secondari negli organi di riserva sia maggiore. 9
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- Stadio di sviluppo (pre o post oritura, dunque anche il ciclo vitale della
pianta risulta essere importante perché l&r
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