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Appunti di Psicobiologia dello stress

La tesi analizza la relazione tra cervello, stress e performance nei piloti di Formula 1, considerando il motorsport come un contesto privilegiato per lo studio della prestazione umana in condizioni estreme. Il pilota è infatti sottoposto contemporaneamente a elevate sollecitazioni fisiche, cognitive ed emotive: calore, vibrazioni, forze G, rischio, fatica, pressione competitiva e necessità di prendere decisioni rapide mantenendo precisione motoria e controllo attentivo. Attraverso una revisione della letteratura scientifica, il lavoro ricostruisce inizialmente i principali modelli teorici dello stress, dalla risposta di lotta o fuga e dalla Sindrome Generale di Adattamento fino al modello transazionale e ai concetti di allostasi e carico allostatico. Lo stress viene interpretato non soltanto come una condizione negativa, ma come un processo dinamico e adattativo, i cui effetti dipendono dall’intensità, dalla durata, dalla valutazione cognitiva e dalle possibilità di recupero. Vengono quindi approfonditi i circuiti neurobiologici coinvolti, con particolare attenzione all’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, al sistema limbico, alla corteccia prefrontale e al ruolo di cortisolo, noradrenalina e dopamina. Un ulteriore nucleo riguarda il coping, inteso come l’insieme delle strategie cognitive e comportamentali utilizzate per gestire le richieste percepite come impegnative. Nel caso dei piloti assumono particolare importanza il controllo attentivo, le routine, la respirazione, il self-talk, la rivalutazione cognitiva e la regolazione emotiva. La capacità di mantenere lo stress entro livelli funzionali, recuperare dopo la competizione e adattarsi agli imprevisti viene considerata centrale sia per la prestazione sia per la prevenzione del burnout. La tesi esamina inoltre gli indicatori psicofisiologici utilizzabili per rilevare stress, fatica e carico cognitivo, tra cui frequenza cardiaca, variabilità della frequenza cardiaca, attività elettroencefalografica e conduttanza cutanea. In questo quadro viene approfondito il contributo dell’intelligenza artificiale, che può integrare segnali fisiologici, neurocognitivi, soggettivi e dati di guida per riconoscere pattern, stimare condizioni di sovraccarico e supportare interventi personalizzati di training, recupero, biofeedback e neurofeedback. L’analisi evidenzia tuttavia la necessità di interpretare i dati in modo contestualizzato, considerando le differenze individuali, i limiti dei simulatori, la ridotta disponibilità di studi condotti direttamente in Formula 1 e le implicazioni etiche relative a privacy, bias, trasparenza e autonomia dell’atleta. L’intelligenza artificiale viene quindi proposta come strumento di supporto al giudizio umano, non come sua sostituzione. La conclusione centrale è che la performance non dipende dall’eliminazione dello stress, ma dalla capacità di regolarlo attraverso l’integrazione tra cervello, corpo, competenze psicologiche, tecnologia, team e ambiente.
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Esame Psicobiologia dello stress

Facoltà Medicina e chirurgia

Dal corso del Prof. A. Sgoifo

Università Università degli Studi di Parma

Appunto
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Mappe concettuali di tutti gli argomenti trattati a lezione: regolazione neuroendocrina della risposta da stress, azione dei glucocorticoidi, stress e sistema immunitario, heart rate variability, dibattito sul grado adattivo della risposta da stress, ciclo della serotonina, ansia e depressione. Utili per un ripasso e per fare il punto della situazione.
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