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Uno sguardo alla Grecia in età ellenistica 1- Crisi della polis: in che termini? Per troppo tempo e a torto si è pensato, creduto e scritto che in età ellenistica il modello politico della polis fosse scomparso, destituito. Chiaramente non è così e lo dimostra il fatto che con Alessandro, ma specie dopo di lui con i primi diadochi almeno, sorgono in zone mai toccate prima dalla Grecità (Asia Centrale in primis) nuovi insediamenti urbani che, per apparato burocratico – magistrati, assemblea, ecc. – e per caratteristiche monumentali-urbanistiche – ginnasi, teatri, ecc. – sono assolutamente riconducibili al istituto della polis. Dunque, non in quest’ottica si può leggere l’effettiva “crisi” delle poleis greche che pur è registrata in età ellenistica. Laddove la polis non può più sperare di comandare nulla, di dettar legge come in passato, entrando quindi in una condizione di debolezza, è nei rapporti interstatali: le grandi monarchie ellenistiche, su base territoriale, dispongono infatti di notevoli mezzi e capacità economico-militari superiori rispetto alle ormai anguste realtà cittadine che, pertanto, nulla possono fare per controbattere a questa situazione negativa. Solo entro questo limite si può rinvenire la chiave di lettura per comprendere quella famosa “crisi della polis” della quale tanto si parla quando ci si riferisce all’età successiva alle conquiste di Alessandro. E tutti gli sforzi fatti dalle varie città greche per ingraziarsi il protettorato di qualcuno tra i grandi sovrani ellenistici, non rinunciando persino all’istituzione di culti ad essi dedicati, sono un chiaro segno della condizione di irrimediabile sudditanza nella quale ora le poleis si vengano a trovare, per quanto sia riconosciuta loro, l’apparente e poco veritiera, autonomia politica. È pur vero, però, che non tutte le poleis sono relegata ad una condizione di così pesante sudditanza nei confronti dei grandi sovrani dell’epoca; Rodi, in questo senso, può costituire il più mirabile degli esempi a prova di quanto detto prima. La polis di Rodi tra il 305 e il 304 è assediata con durezza e potenza da Demetrio Poliorcete e riesce a resistergli con vigore (a commemorazione della vittoria i Rodii eressero il grande “colosso di Helios” nel primo decennio del III secolo e lo posero all’imboccatura del porto; benché la statua sia franata poco tempo dopo, già nel terzultimo decennio dello stesso secolo, comunque restò a rappresentare l’orgoglio della polis che aveva saputo resistere ad uno dei più potenti signori dell’epoca), da questo momento in poi la sua crescita sarà esponenziale. Certo favorita dalla posizione geografica (isola prospicente alla costa micrasiatica della Caria e della Licia, oltre che dai buoni rapporti intessuti con il regno tolemaico d’Egitto, la polis rodia può, sfruttando anche i notevoli e ingenti introiti derivati dall’attività portuale, dotarsi di una grossa flotta e recitare così un
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

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