SEMEIOTICA E FISIOPATOLOGIA Bizzi
SISTEMA EMATOPOIETICO 1
Sistema che crea il sangue.
Il sangue non è semplice liquido: è un tessuto connettivo dinamico, in continuo
rinnovamento, fondamentale per la sopravvivenza dell'organismo.
Ematopoiesi il processo continuo di formazione, maturazione e
differenziazione degli elementi corpuscolati del sangue — eritrociti, leucociti e
piastrine — a partire da un'unica cellula progenitrice.
La cellula della Vita: dove avviene l’ematopoiesi:
Nicchie ematopoietiche zone nel midollo osseo dedicate a produrre globuli
rossi, bianchi e piastrine.
Cellule staminali ematopoietiche:
La linea mieloide: 2
Eritrociti Trasportano O₂ e CO₂ grazie all'emoglobina. La loro
produzione richiede ferro, vitamina B12 e acido folico. Vita media: 120
giorni.
Granulociti Neutrofili (difesa batterica), eosinofili (allergie e parassiti),
basofili (rilascio di istamina e mediatori infiammatori).
Monociti/Macrofagi della fagocitosi e della presentazione
Protagonisti
dell'antigene. Si differenziano in macrofagi residenti nei tessuti.
Piastrine Frammenti cellulari essenziali per la coagulazione e la
riparazione dei vasi. Vita media: 7–10 giorni.
La linea linfoide:
Linfociti B Producono anticorpi (immunoglobuline) contro gli antigeni.
Responsabili dell'immunità umorale e della memoria immunologica.
Linfociti T Coordinano la risposta immunitaria cellulare: T helper
(CD4+) attivano altri leucociti, T citotossici (CD8+) eliminano le cellule
infette, T regolatori mantengono la tolleranza.
Cellule NK (natural killer) Eliminano cellule infettate da virus e
cellule tumorali senza necessità di precedente sensibilizzazione. Prima
linea dell'immunità innata.
ERITROPOIESI
Eritropoietina Ormone glicoproteico prodotto dalle cellule periubulari del rene in
risposta all'ipossia tissutale. Stimola la proliferazione e differenziazione dei precursori
eritroidi nel midollo.
Il ciclo di vita di un globulo rosso dura circa 100–120 giorni. Al termine, i globuli
rossi invecchiati vengono degradati dalla milza e dal fegato, con riciclo del ferro
dalla transferrina alla ferritina.
Nutrienti essenziali:
- Ferro sintesi dell’eme
- Vitamina B12 maturazione nucleare
3
- Acido folico sintesi del DNA
LEUCOPOIESI: la difesa immunitaria
I leucociti totali si attestano tra 4.000 e 10.000/μL. La formula leucocitaria
mostra la distribuzione relativa:
Neutrofili 55–70%: prima difesa contro batteri, fagocitosi diretta
• Linfociti 20–40%: immunità adattativa umorale e cellulare
• Monociti 2–8%: fagocitosi avanzata e presentazione antigene
• Eosinofili 1–4%: reazioni allergiche e parassitosi
• Basofili <1%: rilascio di istamina, risposta infiammatoria
•
Difesa immunitaria Leucociti e anticorpi neutralizzano agenti patogeni. La
risposta innata agisce in minuti; quella adattativa in giorni, con creazione di
memoria immunologica.
Risposta infiammatoria Vasodilatazione, reclutamento di neutrofili e
macrofagi, rilascio di citochine. Un meccanismo protettivo che, se disregolato,
può diventare patologico.
Trasporto e nutrizione Gli eritrociti garantiscono l'ossigenazione tissutale.
Il plasma veicola nutrienti, ormoni, proteine e metaboliti verso ogni distretto
corporeo.
Fasi della COAGULAZIONE:
Emostasi primaria: vasocostrizione e formazione del tappo piastrinico
• Emostasi secondaria: cascata coagulativa → fibrina → coagulo stabile
• Fibrinolisi: dissoluzione del coagulo via plasmina per ripristinare il flusso
• 4
Fattori della coagulazione proteine sintetizzate nel fegato. Dipendono dalla
vitamina K.
INTERPRETARE L’EMOCROMO:
L'emocromo completo è l'esame ematologico di primo livello più richiesto in
clinica.
PATOLOGIE
Le malattie del sangue possono colpire qualsiasi linea cellulare, con
manifestazioni cliniche variabili: dalla semplice astenia all'emergenza
oncologica. La classificazione distingue forme benigne (qualitative o
quantitative) da forme maligne (neoplastiche).
Patologie benigne:
Anemie (carenziali, emolitiche, aplastiche)
• Trombocitopenie
• Piastrinopatie
• Coagulopatie (emofilia, von Willebrand)
•
Patologie maligne:
Leucemie acute e croniche
• Linfomi (Hodgkin e non-Hodgkin)
• Mieloma multiplo
• Sindromi mielodisplastiche
• 5
ANEMIE
L'anemia è definita come riduzione dell'emoglobina circolante al di sotto dei
valori normali (Hb <12 g/dL nella donna, <13 g/dL nell'uomo).
Le cause più frequenti:
Carenziali: ferro, vitamina B12, acido folico
• Emorragiche: acute o croniche
• Emolitiche: distruzione accelerata dei GR
• Da malattia cronica: infiammazione, insufficienza renale
•
Sintomi Astenia, pallore, dispnea da sforzo, tachicardia, cefalea, difficoltà di
concentrazione.
LEUCEMIE
Le leucemie derivano da mutazioni somatiche nelle HSC o nei progenitori che
causano blocco della differenziazione e proliferazione incontrollata. Le cellule
leucemiche invadono il midollo, sopprimendo l'ematopoiesi normale.
Conseguenze cliniche Anemia da insufficienza midollare, Infezioni ricorrenti
per leucopenia funzionale, Emorragie per piastrinopenia. 6
I LINFOMI: TUMORI DEL SISTEMA LINFOIDE
Il riconoscimento precoce di linfoadenopatie persistenti, febbre, sudorazioni
notturne e calo ponderale (sintomi B) è fondamentale per una diagnosi
tempestiva.
L’INFERMIERE E IL PAZIENTE EMATOLOGICO 7
Monitoraggio continuo Parametri vitali, segni di sanguinamento, infezioni
latenti, efficacia terapeutica.
Empatia e relazione Il paziente ematologico affronta percorsi lunghi e
complessi: la qualità della relazione terapeutica è parte integrante della cura.
Educazione terapeutica Istruire il paziente e la famiglia su terapie, stili di
vita, segnali d'allarme e aderenza al follow-up.
LE ANEMIE
Anemia riduzione della concentrazione di emoglobina nel sangue al di sotto
dei valori normali (Hb <13 g/dL nell'uomo, <12 g/dL nella donna), spesso
accompagnata da riduzione del numero dei globuli rossi o dell'ematocrito.
Conseguenze fisiopatologiche:
Ridotto trasporto di O2 il sangue non riesce a soddisfare la
domanda tissutale di ossigeno
Meccanismi compensatori tachicardia, aumento della gittata
cardiaca, redistribuzione del flusso
Sintomi sistemici affaticamento, pallore cutaneo e mucoso, dispnea
da sforzo. 8
Le anemie si classificano in base al meccanismo patogenetico principale.
Questa suddivisione guida l'approccio diagnostico e terapeutico:
ANEMIE CARENZIALI:
Anemia sideropenica
- Cause dieta inadeguata, malassorbimento intestinale (celiachia),
perdite ematiche croniche (mestruazioni abbondanti, sanguinamento GI).
- Clinica pallore, astenia profonda, fragilità ungueale (coilonichia),
glossite, pica.
Carenza di B12 e Folati
- Cause dieta vegana stretta, gastrite atrofica con deficit di fattore
intrinseco (anemia perniciosa), farmaci (metformina, metotrexato).
- Clinica anemia megaloblastica; in caso di deficit di B12, anche
neuropatia periferica e disturbi cognitivi.
L'osservazione dello striscio di sangue periferico rivela alterazioni morfologiche
caratteristiche che orientano la diagnosi differenziale tra i diversi tipi di
anemia.
Valutazione infermieristica Anamnesi mirata, esame obiettivo (pallore,
tachipnea, tachicardia), monitoraggio dei parametri vitali e della saturazione di
ossigeno. 9
Terapie e trasfusioni Somministrazione di integratori di ferro (ev/os),
eritropoietina, gestione sicura delle trasfusioni di emocomponenti con controllo
pre e post-trasfusionale.
Educazione terapeutica Counseling su dieta, aderenza alla terapia,
riconoscimento precoce dei sintomi di riacutizzazione e quando contattare il
team clinico.
Priorità assistenziali:
Sintomi cardiorespiratori Monitorare frequenza cardiaca, pressione
arteriosa, SpO₂. Segnalare prontamente tachiaritmie o dispnea a riposo.
Prevenzione delle cadute Il paziente anemico è a rischio elevato per
astenia e vertigini ortostatiche. Applicare il protocollo di fall prevention.
Monitoraggio laboratoristico Verificare l'andamento di Hb,
reticolociti e indici marziali per valutare la risposta alla terapia nel tempo.
Interpretazione degli esami di laboratorio:
LA COAGULAZIONE
Emostasi processo fisiologico che arresta il sanguinamento dopo una
lesione vascolare. Non è un semplice "tappo": è il risultato di una sequenza
precisa e coordinata di eventi cellulari e molecolari.
Coagulazione formazione del coagulo per sigillare la lesione vascolare.
Equilibrio bilanciamento tra pro-coagulanti e anti-coauglanti naturali.
10
Fibrinolisi dissoluzione controllata del coagulo a guarigione avvenuta.
Cascata della coagulazione Un sistema complesso a più livelli, attivato in
risposta al danno tissutale. Le tre vie convergono nella formazione di fibrina
stabile.
COAGULOPATIE
Le coagulopatie si definiscono come alterazioni congenite o acquisite dei
meccanismi di emostasi che spostano l'equilibrio verso uno dei due estremi
patologici.
Diatesi emorragica Tendenza patologica al sanguinamento per deficit di
fattori coagulativi o disfunzione piastrinica. Può essere congenita o acquisita.
Trombofilia Tendenza patologica alla formazione di trombi indesiderati.
Aumenta il rischio di TVP, embolia polmonare e complicanze cardiovascolari.
DIFETTI EREDITARI DELLA COAGULAZIONE
Manifestazioni cliniche comuni:
Emartri (sanguinamento nelle articolazioni)
• Ematomi muscolari profondi
• Emorragie spontanee o post-traumatiche eccessive
•
Emofilia A e B Emofilia A: deficit del Fattore VIII · Emofilia B: deficit del
Fattore IX. Entrambe a trasmissione X-linked recessiva: colpiscono quasi
esclusivamente i maschi, femmine portatrici.
Malattia di von Willebrand Emofilici (Perdita di sangue).
COAGULOPATIE ACQUISITE
A differenza di quelle ereditarie, le coagulopatie acquisite si sviluppano nel
corso della vita per patologie o condizioni intercorrenti. 11
Trombofilia ereditaria Condizioni genetiche che aumentano il rischio di
trombosi venosa profonda (TVP), embolia polmonare e complicanze ostetriche.
Fattore V Leiden maturazione più comune; resistenza alla proteina C
attivata.
Mutazione protrombina aumento dei livelli circolanti di protrombina.
Deficit antitrombina, Prot. C e S riduzione degli inibitori naturali della
coagulazione
APPROCCIO DIAGNOSTICO
Esami di laboratorio chiave:
PT / INR: valuta la via estrinseca e comune
• aPTT: valuta la via intrinseca
• Dosaggio fattori specifici: conferma il deficit
• Test genetici: diagnosi di trombofiia ereditaria
•
Ruolo dell’infermiere:
Raccolta accurata dell'anamnesi personale e familiare
• Monitoraggio clinico e dei parametri vitali
• Corretta somministrazione delle terapie anticoagulanti
• Educazione sanitaria del paziente e della famiglia
•
La terapia varia profondamente in base alla diagnosi: si va dalla sostituzione
dei fattori mancanti alla prevenzione delle trombosi. 12
Aspirina antiaggregante; agisce sulla formazione delle piastrine.
Differenza tra anticoagulanti e antiaggreganti:
Caratteristic Antiaggreganti Anticoagulanti
a
Azione Impediscono alle piastrine di Rallentano la formazione della
principale aggregarsi. fibrina.
Tipo di Bloccano il "tappo bianco" Bloccano il "tappo rosso"
"Tappo" (primario). (secondario).
Uso Prevenzione di placche e Prevenzione di emboli da aritmie
prevalente trombi arteriosi. o vene.
Generalmente considerati Molto potenti, richiedono
Potenza "più leggeri". monitoraggio attento.
IMMUNODEFICIENZE
Sistema immunitario è la nostra prima linea di difesa contro patogeni,
cellule tumorali e agenti esterni. È composto da una rete complessa di cellule,
tessuti e organi che cooperano per riconoscere e neutralizzare le minacce. 13
Immunodeficienza quando uno o più componenti di questo sistema
risultano assenti, ridotti o disfunzionali, rendendo l'organismo vulnerabile a
infezioni che un sistema integro controllerebbe facilmente.
Primarie (genetiche; presenti dalla nascita)
Secondarie (acquisite nel corso della vita)
LE IMMUNODEFICIENZE PRIMARIE (PID)
Le PID sono un gruppo eterogeneo di oltre 400 malattie rare causate da difetti
genetici che compromettono lo sviluppo o la funzione del sistema immunitario.
La diagnosi precoce è fondamentale per evitare danni d'organo irreversibili.
Esempi:
- Malattia granulomatosa cronica (incapacità dei fagociti di eliminare
patogeni).
- Neutropenia ciclica e congenita (riduzione o perdita dei nutrofili).
Un approccio consolidato per trattare le PID severe è il trapianto di cellule
staminali.
LE IMMUNODEFICIENZE ACQUISITE
Le immunodeficienze secondarie si sviluppano in seguito a eventi che
danneggiano un sistema immunitario in origine intatto. Sono molto più
frequenti delle forme primarie e richiedono un approccio assistenziale mirato.
Infezioni HIV è l'esempio paradigmatico: il virus distrugge
selettivamente i linfociti CD4+, compromettendo l'immunità cellulo-
mediata.
Malattie autoimmuni Patologie come il Lupus eritematoso sistemico
possono alterare la regolazione immunitaria e aumentare la suscettibilità
a infezioni.
Terapie immunosoppressive Chemioterapia, corticosteroidi e
farmaci antirigetto nei trapianti d'organo deprimono significativamente le
difese immunitarie. (la chemioterapia è una terapia tossica che non
permette alle cellule di replicarsi).
Malnutrizione Carenze proteiche, vitaminiche (A, C, D, zinco)
riducono la produzione di anticorpi e l'attività dei fagociti.
Percorso diagnostico: 14
Anamnesi ed esame obiettivo Raccogliere storia clinica, familiarità,
frequenza e tipo di infezioni
Esami ematochimici Emocromo, dosaggio immunoglobuline,
sottopopolazioni linfocitarie
Test genetici e immunologici Analisi mutazionale, test funzionali dei
neutrofili, risposta vaccinale
Ruolo dell’infermiere Osservare segni e sintomi atipici, segnalare
tempestivamente al team medico i pazienti con infezioni ricorrenti o insolite.
L’ assistenza infermieristica:
Prevenzione infezioni Igiene delle mani, isolamento protettivo,
gestione dei dispositivi invasivi secondo protocolli rigorosi.
Supporto nutrizionale Monitoraggio dello stato nutrizionale,
collaborazione con il dietista, valutazione del rischio di malnutrizione.
Educazione terapeutica Informare paziente e familiari su norme
igieniche, segnali d'allarme, aderenza alla terapia.
Team multidisciplinare Coordinamento con immunologi, genetisti,
psicologi e assistenti sociali per una presa in carico globale.
TRASFUSIONI
La trasfusione di sangue rappresenta una delle procedure terapeutiche più
frequenti e salvavita della medicina moderna. Il suo obiettivo primario è il
ripristino rapido della capacità di trasporto dell'ossigeno ai tessuti,
fondamentale in condizioni di anemia acuta o cronica grave.
Trasfusione eritrocitaria:
Anemia acuta Emorragie massive, contesto perioperatorio: rischio
concreto di ipossia tissutale e shock ipovolemico.
Anemie croniche Valutazione integrata: sintomi, comorbidità
cardiovascolari, qualità di vita — non solo soglie di Hb assolute.
Patient blood menagement Ottimizzare la tolleranza all'anemia,
minimizzare le perdite ematiche e stimolare l'eritropoiesi prima di
ricorrere alla trasfusione. 15
Risposta all’ipossia L'organismo attiva una serie di meccanismi
compensatori per far fronte alla riduzione della capacità di trasporto
dell'ossigeno. Comprendere questi adattamenti è fondamentale per riconoscere
i segnali clinici di sofferenza e decidere quando intervenire.
La trasfusione è una terapia sostitutiva, non eziologica. Tratta la conseguenza
(deficiti di O2), non la causa sottostante dell’anemia.
Cosa osservare:
Pre trasfusione Anamnesi trasfusionale, esame obiettivo, parametri
vitali basali (PA, FC, TC, SpO₂). Verifica gruppo sanguigno e compatibilità.
Durante la trasfusione Velocità: 10–15 gtt/min nei primi 15 min.
Max 2 ore per unità. Monitoraggio continuo per reazioni immediate.
Post trasfusione Controllo Hb ed ematocrito: entro 1 ora in pazienti
stabili, entro 24 ore negli altri. Documentazione complete.
Complicanze delle trasfusioni:
Reazioni emolitiche acute incompatibilità AB0: febbre, brividi,
emoglobinuria, shock. Sospendere subito la trasfusione.
Reazioni febbrili non emolitiche causa più frequente. Gestione con
paracetamolo.
Reazioni allergiche da orticaria lieve fino a anafilassi grave.
Richiedono antistaminici o adrenalina.
TRALI lesione polmonare acuta trasfusione-correlata. Rara ma
potenzialmente fatale: ipossia acuta entro 6 ore.
Compito dell’infermiere Preparazione, identificazione paziente,
somministrazione, monitoraggio e seg
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Fisiopatologia applicata all'infermieristica
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Fisiopatologia applicata all'infermieristica: patologia generale
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fisiopatologia e semeiotica
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Fisiopatologia