Il termine Ecologia viene da oikos=casa, ambiente e logos=discorso e venne per la prima volta
coniato da Ernst Heinrich Haeckel (1834-1919), come “scienza dei rapporti dell’organismo con
l’ambiente”. Nel 1972 Krebs dà una definizione più precisa su cosa studia l’ecologia, egli definisce
l’ecologia come “lo studio scientifico delle interazioni che determinano la distribuzione e
l’abbondanza degli organismi”. Begon l’ecologia è “lo studio scientifico della distribuzione e
dell’abbondanza degli organismi e delle interazioni che determinano distribuzione ed
abbondanza”. L’ecologia è lo studio della struttura e del funzionamento degli ecosistemi per
Odum.
Il Mondo dei viventi può essere visto
come una gerarchia biologica che inizia
con le cellule, continua con i tessuti, gli
organismi sino ad arrivare alla biosfera.
L’ecologo non studia le molecole o
cellule. Organismi e popolazioni possono
essere studiati da genetica, fisiologia e
ecologia.
L’ecologia può essere suddivisa in due grosse aree: autoecologia e la sinecologia.
L’AUTOECOLOGIA studia gli adattamenti morfologici e fisiologici di una data specie in rapporto
all’ambiente in cui vive (es. range temperatura o luminosità). La SINECOLOGIA studia i rapporti
esistenti tra i vari membri di una comunità. (Lanza et al. 1982).
Gli organismi unitari sono quelli che hanno la forma prevedibile e determinata (es. tigre, cane).
Mentre gli organismi modulari si accrescono mediante la ripetuta produzione di moduli e formano
quasi sempre una struttura ramificata Il loro programma di sviluppo non è prevedibile (es. corallo
di cui non si sa con certezza quante ramificazioni hanno, lemna, hydra dal cui corpo può comparire
un nuovo organismo, trifoglio, lo cnidario pennaria, organismi rizomatosi e stoloniferi come la
felce, organismi formanti cespugli comprendenti moduli strettamente impacchettati come la
festuca, organismi persistenti pluriramificati come le piante ad alto fusto).
Per gli organismi modulari possiamo parlare di GENET cioè
individuo che inizia la vita come zigote unicellulare. Il genet si
divide in ramet e moduli. Il Ramet è il membro di una unità
modulare di un clone, avente la capacità di condurre
un’esistenza indipendente se separato dall’organismo
parentale (es. se in una fogliolina della lemna se ne forma
un’altra questa si può staccare). I Moduli sono il membro di
una unità modulare di un clone, non avente la capacità di
condurre un’esistenza indipendente se separato
dall’organismo parentale (se io separo il modulo delle radici
nelle piante ad alto fusto, l’organismo muore).
La POPOLAZIONE è l’insieme di organismi appartenenti alla stessa specie che vivono nello stesso
spazio e nello stesso tempo; ogni individuo ha una uguale probabilità di scambiare i propri geni
con altri individui della stessa popolazione, quindi hanno uguale probabilità di riprodursi.
Mentre la METAPOPOLAZIONE è l’insieme di popolazioni interconnesse “geneticamente tra loro”
per lo spostamento di singoli individui tra diverse popolazioni. All’interno di una metapopolazione
si osserva una diversa probabilità di scambiare geni tra
individui di diverse popolazioni (es. cavedani si trovano
nel naviglio grande e nel naviglio pavese e ogni tanto
capita che qualcuno si scambia, non sono isolati). Nello
schema vediamo come ragionando in orizzontale si parla
di popolazione mentre in verticale della metapopolazione. L’estinzione (E) in alcuni periodi storici
e la successiva ricomparsa delle popolazioni 2, 4, 5 e 6 è spiegabile tenendo conto del concetto di
metapopolazione, probabilmente la ricomparsa sarà arrivata da una popolazione vicino.
All’interno di una metapopolazione è possibile distinguere due diverse
categorie di popolazioni: 1) Popolazioni Pozzo: generano meno figli di quanti
sarebbero necessari per mantenere la popolazione 2) Popolazioni Sorgente:
in grado di produrre più discendenti di quanti ne siano necessari per
mantenersi nel tempo. Una sorgente può dare origine ad una più piccola
pozzo ed essere interconnessa con un’altra sorgente che darà origine ad
altre pozzo.
La COMUNITÀ ECOLOGICA può essere definita come l’insieme degli organismi (piante animali ecc.)
che occupano un’area. Un ecologo si pone domandi quali: – Cosa controlla l’abbondanza relativa
delle specie all’interno della comunità? – Come interagiscono le specie tra loro? – Come cambiano
le comunità nel tempo? – Come interagiscono le comunità a grande scala (ecologia del
paesaggio)?. Una definizione di comunità può essere quella di un gruppo di specie che occupano
una data area e che interagiscono direttamente o indirettamente (concetto spaziale). Le
popolazioni in una comunità interagiscono tra loro. Una più restrittiva definizione di comunità è
definita come un sottoinsieme di specie (piante, uccelli, piccoli mammiferi, pesci) in cui si ha una
relazione di similarità tra membri della comunità. Quindi si potrebbe studiare la comunità di coralli
della barriera corallina o quella di pesci, ma sappiamo che la comunità comprende tutto. Una
comunità ha attributi che differiscono da quelli dei suoi componenti: – Numero di specie –
Abbondanza relativa delle specie – Abbondanza di specie – Natura dell’interazione tra le specie.
Le Specie Chiave sono in grado di influenzare la struttura della comunità in modo sproporzionato
rispetto al loro numero. Ad esempio le modalità distruttive di nutrizione dell’elefante africano
permettono la crescita dei prati.
Le comunità si dividono in: Comunità Biologicamente Condizionate sono comunità stabili
caratterizzate da un elevata diversità specifica, le condizioni fisiche tendono a essere costanti e i
loro parametri condizionanti sono dati dalle interazioni biologiche (competizione, predazione,
simbiosi ecc); Comunità Fisicamente Condizionate sono comunità sottoposte ad un grosso stress
fisiologico e si hanno poche specie ciascuna con un elevato numero di individui.
L’ECOSISTEMA è l’insieme della comunità biologica e del suo ambiente fisico. La distribuzione e
l’abbondanza delle specie e la struttura biologica della comunità varia in risposta alle condizioni
ambientali. Gli organismi, almeno in parte, modificano l’ambiente abiotico. Ad esempio le piante
che crescono sulle colate di lava dei vulcani delle Hawaii possono sgretolare la lava sottostante e
modificare l’ambiente. Un altro esempio sono i licheni, insieme di alghe e funghi, che sono in
grado di sgretolare lentamente le rocce.
I BIOMI sono comunità caratteristiche di regioni
climatiche ampie. In una zona ampia caratterizzata
da temperature medie e piovosità medie danno
origine ad un certo bioma (insieme ecosistemi).
Non si sa quanti siano i biomi. Possono essere
classificati in base alle piante dominanti. Vediamo
8 principali biomi: – Foresta tropicale – Foresta
temperata – Foresta a Conifere (detta anche taiga
o foresta boreale) – Prateria temperata – Savana
tropicale – Macchia Chaparral – Tundra – Deserto.
La BIOSFERA è lo strato di vita che circonda la terra, quindi è l’insieme dei biomi (e quindi degli
ecosistemi). Nel terreno va fino a qualche centinaio di metri, in mare a qualche chilometro in
profondità e nell’atmosfera qualche chilometro in altezza. Di biosfera ne esiste solo una.
Ma esiste anche la Biosfera 2. Costruita tra il 1987 e il 1991, la Biosfera 2 (il 2 deriva dal fatto che
la biosfera 1 è quella che avvolge la Terra) è una struttura progettata per contenere un ecosistema
completo e autosufficiente (comprende foreste, oceano, deserto, piante, animali), al fine di
studiare applicazioni per una futura
colonizzazione spaziale, ma anche la
crescita di piante e animali, i cicli vitali dei
più diversi organismi viventi, il riciclo di aria
e acqua e così via. L’idea era quella di
creare migliorie tecnologiche per poi andare a colonizzare la luna e marte, quindi la struttura
doveva autosostenersi.
Ogni variabile fisica, chimica o biologica dell’ambiente in grado di influire sulla vita di un organismo
almeno in una fase del suo ciclo vitale, assume il ruolo di fattore ecologico. Possono essere divisi in
fattori Abiotici come luce, temperatura e caratteristiche chimo-fisiche del suolo e fattori Biotici
come la competizione, predazione e parassitismo. I fattori ecologici possono essere anche divisi in
Condizione cioè una quantità non consumabile né esauribile come temperatura, umidità e salinità
e in Risorsa che è una quantità consumabile e esauribile come spazio e cibo. Quando un fattore
ecologico assume per un dato organismo valori che superano i limiti di tolleranza, esso diviene un
fattore limitante, impedendone la vita, la crescita, o la dispersione, anche se altre condizioni
ambientali sono favorevoli. Ad esempio noi ci troviamo in un range tra i -30 e +30 gradi, al di là di
quei valori moriremmo. Vediamo nel grafico più a sinistra la fitness
della specie cioè il numero di figli che
ciascun individuo è in grado di produrre il
quale possa raggiungere la maturità sessuale
e possa riprodursi a sua volta. Più la
condizione ambientale è favorevole, più è
facile che un individuo abbia dei figli. Nella
gaussiana c’è un range S-S di temperatura o pH all’interno il quale la specie è in grado di
sopravvivere, mentre il range G-G permette alla specie di crescere, mentre nello spazio R-R la
condizioni di temperatura/pH sono favorevoli alla riproduzione. Ma non tutti i fattori sono in
grado di dare una gaussiana. Sul grafico intermedio vediamo che i veleni a basse concentrazioni
sono in grado di riprodursi, ma man mano che la concentrazione aumenta è in grado di crescere e
più aumenta avrà solo la capacità di sopravvive (oltre morirebbe). Rame e cloruro di sodio devono
essere presenti in piccole concentrazioni nell’organismo, quindi se abbiamo una piccola quantità la
specie è in grado di riprodursi, ma se aumentasse la specie sarebbe solo in grado di crescere e
oltre di sopravvivere.
RISORSE CONSUMABILI ED ESAURIBILI si possono dividere ulteriormente in:
risorse essenziali, perfettamente sostituibili, complementari e antagoniste.
Le risorse essenziali devono essere garantite entrambe affinché l’organismo riesca
a completare il suo ciclo biologico. Ad esempio nella vita delle farfalle Heliconius,
la risorsa 1 potrebbe essere la foglia della Passiflora e la risorsa 2 il nettare della
Cucurbitacea Gurania per la farfalla adulta. Quindi per far crescere il ciclo
riproduttivo delle farfalle dovrò garantire entrambe le risorse (se io do un tot di
risorsa 1 avrò un tot di farfalle, ma se ne avessi il doppio otterrò il doppio anche di
organismi).
Quando una risorsa può sostituire completamente l’altra, ad esempio per le piante
i semi del frumento o dell’orzo nella dieta di un pollo da cortile si parla di risorse
perfettamente sostituibili. Posso dare o il 100% della risorsa 1 o il 100% della
risorsa 2 o il 50% di 1 con 50% di 2. Se ne darò poco la popolazione sarà un tot,
aumentando le risorse la popolazione aumenta.
Le risorse complementari sono quelle che se date insieme lavorano
sinergicamente in modo positivo e quindi l’organismo ha bisogno di meno energia
per vivere. Ad esempio gli esseri umani che mangiano certi tipi di fagioli insieme al
riso riescono ad aumentare del 40% il contenuto di proteine utilizzabili del loro cibo.
I fagioli sono ricchi di lisina (scarsamente presente nel riso)
mentre il riso è ricco di amminoacidi contenenti zolfo (presenti
in piccola quantità nei fagioli). Se io mangiassi solo uno dei due
elementi il mio corpo dovrebbe spendere energia per formare
l’amminoacido che si trova nell’altro alimento.
Le risorse antagoniste sono quelle che se date insieme interagiscono
sinergicamente per produrre una sostanza tossica, il corpo dovrà poi spendere
energia per detossificarsi. Anche in questo caso le risorse possono essere
fornite singolarmente ma nel caso in cui l’organismo si nutra di entrambe le
risorse è necessario che vengano mangiate maggiori quantità. Es.: L’acido D, L- Pipecolico e l’Acido
Diencolico (sostanze difensive presenti in certi semi).
Gli organismi possono essere omeotermi (solo uccelli e mammiferi così l’organismo è sempre
attivo ma costa energia) o eterotermi i quali non sono in grado di controllare la temperatura del
corpo (protozoi, vermi, molluschi, insetti, pesci, rettili).
Negli Eterotermi è possibile considerare il Q10 cioè il coefficiente metabolico. Nel
grafico vediamo il consumo di ossigeno in relazione alla temperatura e questo è
un parametro metabolico perché più ossigeno si consuma più il metabolismo è
attivo. Negli eterotermi il metabolismo dipende dalla temperatura, vediamo che
nel grafico da 10 gradi a 20 gradi il metabolismo raddoppia. Ma se andiamo da 20
a 30 arriveremmo a 400. Il Q10 dice che ogni aumento di 10 gradi negli organismi
eterotermi il metabolismo raddoppia. Funziona entro un certo range perché i vari organismi
possono sopravvivere a determinate temperature. Il Q10 funziona partendo dallo 0 fisiologico che
è la temperatura alla quale un organismo eterotermo è in grado di iniziare ad accrescersi (per la
dorifora, un coleottero è 5 gradi). Se il metabolismo aumenta con la temperatura allora in teoria lo
sviluppo di una larva aumenta con la temperatura. Vediamo l’esempio della cavalletta che ha
come 0 fisiologico 16 gradi. A 20 gradi la cavalletta ci metterebbe 17,5
giorni a riprodursi, mentre a 30 gradi ci metterebbe 5 giorni. Ma il
prodotto della differenza tra la temperatura e quella dello 0 fisiologico col
numero di giorni otteniamo lo stesso numero, sempre 70. Quindi si
possono calcolare in gradi-giorno la vita degli organismi eterotermi.
Alcuni organismi vivono a basse temperature ed hanno sviluppato la tecnica dell’Acclimatazione
cioè la capacità di un individuo di acclimatarsi alle condizioni ambientali. Lentamente l’organismo
cerca di acclimatarsi alle variazioni dell’ambiente per evitare che arrivi ad un punto di
congelamento in cui l’acqua delle cellule formano dei cristalli quando fa freddo
ed hanno dimensioni maggiori e perciò rompe le membrane delle cellule. Era
stato fatto un esperimento sul collembolo, Cryptopygus antarcticus, portandolo
da una temperatura di 5 gradi a 2 gradi. Videro che dopo un secondo faceva
scendere la temperatura corporea. L’organismo muore per congelamento a -14
gradi. Se invece prendo l’organismo dai 5 ai 2 e poi molto lentamente abbasso la
temperatura, l’organismo ha il tempo di acclimatarsi e muore a circa -20 gradi.
Nel radiatore della macchina si mette l’anticongelante per interporsi tra le molecole d’acqua per
non formare i cristalli d’acqua. La molecola principale dell’anticongelante è il glicole etilenico che è
molto simile a molecole di glicerolo. La variazione di molecole di glicerolo che derivano dallo
spacchettamento del glicogeno può evitare il congelamento. Il glicogeno viene liberato dagli
organismi eterotermi nei periodi freddi, invernali. Esistono pesci che vivono in acque freddissime
sottozero nel polo sud come gli icefish che non presentano emoglobina e eritrociti e l’ossigeno
viene direttamente assorbito dalla pelle. Il punto di congelamento del sangue dei Nototenioidei è
di -1.9 °C, grazie ad alcune caratteristiche chimicofisiche particolari: 40 % per maggiore quantità di
NaCl (impedisce formazione di cristalli); il 5% per la presenza di potassio, urea, glucosio e
aminoacidi; il 55% per la presenza di peptidi anticongelanti.
Non è che gli organismi omeotermi se ne fregano della temperatura, anzi sono state sviluppate
delle regole. La regola di Allen dice che gli endotermi dei climi freddi hanno appendici più brevi e la
regola di Bergmann che gli endotermi dei climi freddi sono più grandi ciò perché maggiore è la
superficie del corpo minore è il rapporto superficie/volume e minore è la dispersione di calore. Gli
endotermi se fa molto freddo vanno in letargo o in ibernazione. Il letargo è un comportamento
caratteristico di alcuni mammiferi e rettili che durante la stagione fredda riducono le proprie
funzioni vitali e rimangono in stato di quiescenza. Durante questo periodo si nutrono di riserve di
grasso immagazzinate durante i mesi autunnali. Fra gli animali che vanno in letargo ricordiamo gli
orsi, i procioni, gli scoiattoli, i pipistrelli, le tartarughe di terra del genere Testudo ed altri rettili.
Durante la fase letargica, la temperatura corporea dell'animale si abbassa, di poco in alcune specie
(passando da 37 a 31 gradi centigradi negli orsi) fino a raggiungere anche i -2 gradi centigradi in
altre specie come gli scoiattoli. Nel periodo del letargo per gli omeotermi la temperatura scende
per poi risalire quando torna il bel tempo. Ricorrono all'ibernazione diversi tipi di invertebrati, ma
anche anfibi, rettili, mammiferi come l'orso bruno, il tasso, la marmotta, in special modo in
inverno nelle regioni fredde o temperate. L'ibernazione differisce dal letargo perché non è un vero
lungo sonno: gli animali ibernati possono reagire a stimoli, seppure in modo torpido.
L'adattamento permette a questi animali di sopravvivere in una condizione di ibernazione grazie
all'alta concentrazione di sostanze nel circolo sanguigno che impediscono all'acqua di congelare.
Come il liquido antigelo di un radiatore di automobile così varie sostanze, come sali, urea, a
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