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Archivi e Risorse Digitali

Prof.ssa Daniela Oreni

Gli archivi in Italia - Sistema Archivistico Nazionale

In ogni capoluogo di provincia ha sede un Archivio di Stato, che conserva la

 documentazione prodotta dagli organi periferici dello Stato italiano (prefetture,

questure, provveditorati agli studi, ecc.) e i documenti prodotti dagli Stati pre-

unitari. Gli Archivi di Stato conservano, inoltre, archivi di enti pubblici o privati,

archivi notarili, archivi di famiglie e di persone, e diverse altre tipologie di

archivi.

A Roma, oltre all’Archivio di Stato di Roma, ha sede l’Archivio centrale dello

 Stato che conserva gli archivi storici prodotti dalle amministrazioni centrali dello

Stato (Presidenza del Consiglio dei ministri, direzioni generali dei ministeri, ecc.),

gli archivi del PNF e della Segreteria particolare del duce, circa 250 archivi di

personalità di rilievo nazionale (Crispi, Giolitti, Parri, Moro, ecc.), oltre a molti

altri archivi di varia natura.

La Presidenza della Repubblica, la Camera dei deputati, il Senato gli stati

 maggiori di Esercito, Marina e Aeronautica e il Ministero degli affari esteri

conservano autonomamente i propri archivi

Gli enti locali in linea di massima conservano i propri archivi storici: i principali

 Archivio storico municipale Archivi

Comuni hanno un diverse Regioni hanno

storici regionali Archivi storici

ma solo poche Province ad oggi hanno istituito

provinciali.

Vi è poi una miriade di istituzioni di vario genere (fondazioni, università, istituti

 culturali, ecc.) che conservano archivi storici (da quelle finalizzate alla

conservazione di archivi delle persone comuni o dei letterati e così via).

La Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose conservano autonomamente i

 propri archivi.

Molte imprese hanno degli archivi storici, così come numerose associazioni

 priva.

Archivi digitali:

1. Amministrazione pubbliche (es. Municipi, Tribunali, Soprintendenze);

2. Enti religiosi;

3. Enti Assistenziali (es. Cà Granda, Luoghi Pii);

4. Privati.

RETE DI ARCHIVI

Esistono specifici archivi digitali legali obbligatori, sia per le amministrazioni

pubbliche che per le entità private, che devono garantire la conservazione a lungo

termine dei documenti e dei dati in formato digitale: es. Archivio di Conservazione

Digitale della Pubblica Amministrazione (ACD), Archivio Nazionale e di Stato.

In Italia, le normative che regolano l’organizzazione e la gestione dei dati d'archivio

digitali sono principalmente influenzate da leggi nazionali e direttive europee. Alcuni

esempi:

Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) - Decreto Legislativo 7 marzo

 2005, n. 82 Questo codice disciplina l’uso delle tecnologie digitali nella pubblica

amministrazione.

Normativa sulla Conservazione Digitale

 La Legge 7 agosto 2012, n. 156, e le successive disposizioni del Ministero

dell'Innovazione Tecnologica e della Digitalizzazione definiscono le modalità di

conservazione digitale dei documenti.

Privacy e Protezione dei Dati Personali (GDPR) - Regolamento (UE)

 2016/679

A livello europeo, le normative che regolano l’organizzazione e la gestione degli

archivi digitali sono strettamente legate al quadro giuridico e alle iniziative europee

sulla digitalizzazione e la gestione dei dati.

1. Regolamento Europeo sulla Conservazione dei Documenti (eArchiving)

1. L'UE ha promosso iniziative come eArchiving, che offrono linee guida e

raccomandazioni su come digitalizzare

e conservare documenti in modo sicuro.

2. Digital Single Market Strategy (DSM)

1. La strategia DSM della Commissione Europea si concentra sulla creazione di un

mercato unico digitale, migliorando la gestione dei dati, compresi gli archivi digitali, in

modo da permettere alle istituzioni pubbliche e private di conservare e scambiare i

dati in modo sicuro e con standard comuni. Questo promuove anche la

standardizzazione dei formati e dei metodi di conservazione.

3. Regolamento sui Dati Aperti (Open Data)

1. L'Unione Europea ha anche promosso l’iniziativa degli Open Data, che implica che i

dati governativi siano pubblicati in formati digitali aperti e facilmente accessibili.

Questo comporta la necessità di archiviare questi dati in modo che siano non solo

accessibili, ma anche sicuri e interoperabili.

Si definiscono Dati aperti, comunemente chiamati con il termine inglese Open Data,

in base alla definizione fornita dall’Open Data Manual, documento redatto dall’Open

Knowledge Foundation i “dati che possono essere liberamente utilizzati, riutilizzati e

ridistribuiti, con la sola limitazione – al massimo – della richiesta di attribuzione

dell’autore e della redistribuzione allo stesso modo (ossia senza che vengano

effettuate modifiche).

A livello internazionale, diverse organizzazioni e consorzi hanno creato standard e

linee guida per la gestione e la conservazione degli archivi digitali.

1.ISO 14721:2012 (OAIS - Open Archival Information System)

L'ISO 14721 è uno standard fondamentale per la conservazione a lungo termine delle

informazioni digitali. Definisce un sistema aperto di archiviazione delle informa

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gaia.busciglio01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archivi e risorse digitali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Piscitelli Daniela.
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