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Istituto Statale d’Istruzione Superiore

Liceo Scientifico “E. Fermi”

Tra sogno e realtà

Studente: Walter Tazio Franchina

Classe: V F

Anno scolastico: 2010/2011

Un uomo si giudicherebbe con ben maggiore sicurezza da quel che sogna che da quel che pensa.

Victor Hugo

Un sogno è come un microscopio attraverso il quale osserviamo gli avvenimenti nascosti della nostra anima.

Erich Fromm

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Tutte le cose che abbiamo dimenticato, chiedono aiuto nei nostri sogni.

Elias Canetti

Sommario

Introduzione . . . . . . . . . pag. 5

Freud e il suo metodo interpretativo

  • Freud . . . . . . . . . pag. 6
  • Il metodo interpretativo di Freud . . . . . pag. 8
  • Un esempio di interpretazione freudiana . . . pag. 14

Italo Svevo e la Coscienza di Zeno

  • Italo Svevo . . . . . . . . . pag. 18
  • Il superamento del Naturalismo e l’approccio alla cultura mitteleuropea . . . . pag. 19
  • La Coscienza di Zeno . . . . . . . pag. 21
  • I sogni di Zeno . . . . . . . pag. 24

Apuleio e le Metamorfosi

  • Apuleio . . . . . . . . . pag. 28
  • Le Metamorfosi . . . . . . . . pag. 29
  • Il sogno di Iside . . . . . . . pag. 31

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Il surrealismo

  • Manifesto del Surrealismo . . . . . . pag. 36
  • Salvador Dalì . . . . . . . . pag. 37
  • Analisi dell’opera: “Sogno causato dal volo di un’ape” . pag. 39

Le onde cerebrali e le fasi del sonno

  • Le onde elettromagnetiche . . . . . . pag. 43
  • Le onde cerebrali
  • Le fasi del sonno

Il sogno dell’uomo: conquistare la Luna!

  • La Luna . . . . . . . . . pag. 51
  • Sistema Terra-Luna . . . . . . pag. 52
  • Fasi lunari . . . . . . . . pag. 53
  • Eclissi . . . . . . . . pag. 54

The twentieth century and its cultural crisis

  • James Joyce . . . . . . . . pag. 55
  • Ulysses . . . . . . . . . pag. 57

1929: la grande crisi e la fine del sogno americano

. . . . .pag. 59

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Bibliografia . . . . . . . . . . pag. 64

Introduzione

Aristotele definiva l’uomo, “animale razionale”; Cartesio con la sua nota formula, “cogito, ergo sum” sosteneva che il pensiero fosse l’unico dato certo dell’esistenza umana; Hegel giungeva alle estreme conseguenze sostenendo che tutta la realtà non sia altro che pensiero…

Tratto dei sogni dell’uomo attraverso i parallelismi tra logica razionale e logica del sogno: sviluppata attraverso un breve e personale viaggio nell’arte, nella filosofia, nella letteratura, nella storia, nelle scienze e nel campo fisico.

Ho affrontato la questione, oltre che per interesse personale, perché studi recenti affermano che stimolare la soddisfazione dei bisogni umani più profondi aiuti la persona a stare meglio e soprattutto, che l’accesso ad esperienze transpersonali permetta una visione diversa della realtà. Con il termine transpersonale, si indica l’espansione della consapevolezza di sé oltre i confini di ciò che definiamo persona: ad esempio, gli stati di coscienza che stanno al di là di quelli ordinari, dove la nostra mente razionale non può osservare direttamente. Sono quelli cosiddetti alpha, theta e delta in cui le onde celebrali sono sempre più lente come nel rilassamento, nel sogno e nel sonno profondo: ma, raggiungere durante la veglia gli stadi di onde lente, theta o delta, a frequenza bassa, consente di esplorare il mondo interiore: i disagi, ed anche, le capacità e le risorse dell’uomo. Infatti, «noi siamo consapevoli solo di una minima parte, spesso meno del 5% di ciò che siamo»: possiamo chiederci allora, se tutto il resto sia inconscio, al di sotto del livello di coscienza?!

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Il mio obiettivo non sarà, infatti, quello di trattare tutti i vari e molteplici aspetti dell’argomento, ma, quello di svilupparne alcuni che ritengo più interessanti, descrivendone i caratteri, istituendone le tipologie, distinguendo tra sogni e visioni, tra sogni veri e propri e sogni ad occhi aperti.

Freud e il suo metodo interpretativo

Freud

Sigmund Freud nasce il 6 Maggio 1856 a Freiberg, in Moravia.

Laureatosi in medicina nel 1881, e dopo, un trasferimento di tutta la famiglia a Vienna, lavora per un certo periodo nel laboratorio di neurofisiologia diretto da Brücke.

Nel 1882, per ragioni economiche, abbandona la ricerca scientifica e si dedica alla professione medica, specializzandosi in neurologia.

Nel 1885, ottiene una borsa di studio che gli permette di accedere alla leggendaria scuola di neuropatologia della Salpêtrière, diretta dal celebre Charcot. Questa esperienza assai intensa e l’incontro-conoscenza con il grande scienziato, lascia una profonda impressione sul giovane studioso. Ciò però non toglie che Freud, in seguito mantenne sempre un atteggiamento assai originale ed autonomo rispetto alle convinzioni dell’illustre studioso. Ad esempio, il futuro padre della psicoanalisi mal accettava le conclusioni di Charcot circa l’isteria, da lui considerata come una malattia dovuta a cause organiche, paragonandola poi ad una sorta di stato di ipnosi. Nondimeno, per Freud cominciano a prendere corpo alcune osservazioni sul ruolo della sessualità nel comportamento umano, proprio a partire da osservazioni che per Charcot erano marginali, come quella della connessione fra isteria e sessualità.

Il 1889, invece, è segnato da un aperto contrasto con Charcot. Il nodo del contendere è il ruolo dell’ipnosi, disciplina che Freud ha modo di studiare in una scuola specializzata di Nancy e che procura su di lui forte impressione, oltre che notevole interesse scientifico.

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Tornato a Vienna, si dedica completamente alla professione di neurologo. Nel frattempo, stringe amicizia con Josef Breuer, con il quale pubblica nel 1895, gli “Studi sull’isteria” e con cui inizia quella grande avventura intellettuale e clinica che lo porterà alla fondazione della psicoanalisi. Gli inizi, ironia della sorte, sono dovuti proprio al comune interesse per l’ipnosi. Breuer, infatti, utilizzando questo metodo, era riuscito a far ricordare ad una sua paziente (la celebre Anna O. degli scritti freudiani), gli eventi traumatici connessi con l’insorgere dell’isteria. Avvertendo, però, che nella paziente si stava sviluppando una forma di amore e di dipendenza nei suoi confronti (quel fenomeno che poi verrà denominato “transfert”), Breuer aveva interrotto la terapia affidando la paziente a Freud il quale, dal canto suo, riuscirà, a guarire la giovane. Il risultato è connesso ad un’altra celebre “invenzione” freudiana, quasi un’icona del suo metodo, il famoso “lettino” dello psicoanalista, che permette al paziente, in quel caso, appunto, Anna O., di esprimere il proprio magma interiore attraverso l’uso terapeutico della parola. È, la cosiddetta, “talking cure”, come la definì la stessa Anna. Se dovesse nascere un registro incaricato di certificare la data di nascita della psicoanalisi, quello sarebbe stato sicuramente il momento prescelto.

Nel 1899 (ma con data simbolica del 1900), Freud pubblica un’altra opera dagli esiti rivoluzionari e per certi versi sconvolgenti: “L’interpretazione dei sogni”. È una tappa che segna una svolta dell’intero pensiero occidentale, attraverso i parallelismi fra logica razionale e logica del sogno e il disvelamento del linguaggio “geroglifico”, attraverso cui i sogni parlano all’essere umano concreto che ne è portatore. A partire da allora, il peso che i sogni avranno nell’opera di Freud si farà sempre più ingente, così come l’attenzione e l’approfondimento che lo psicologo dedicherà loro. All’alba dell’avvento dei drammatici fatti che segneranno l’Europa, l’epilogo di questa epopea intellettuale non poteva che esser tragico. Nel 1933, a Berlino, i nazisti ormai al potere bruciano, in un rogo libresco tristemente famoso, anche le opere dell’ebreo Freud, complice oltretutto di una strenua resistenza all’avanzare della barbarie nazista.

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Nel 1938, la situazione è, talmente, insostenibile che è costretto ad andarsene. Si trasferisce a Londra dove, dopo un solo anno, muore per un cancro alla mascella. È il 23 Settembre 1939, la seconda guerra mondiale è alle porte, epitome di quell’istinto di morte così presente nelle opere del grande rivoluzionario del pensiero.

Il metodo interpretativo di Freud

Freud riteneva che le convinzioni popolari a proposito dei sogni (ossia che questi “volessero dire” qualcosa) fossero più vicine alla realtà di quanto non lo fosse l’opinione della scienza a quell’epoca, che negava in assoluto qualsiasi significato occulto. Per questo motivo, egli prese due accezioni del termine “sogno”: quella che lo utilizza come sinonimo di impossibilità (“queste cose succedono solo nei sogni”) e quella che equivale all’espressione di un desiderio (“il mio sogno sarebbe di riuscire a ...”), unendole in un unico significato: da ciò, derivava che i sogni erano rivelatori di desideri impossibili, proibiti e, pertanto, repressi. La stessa ragione che ha determinato la loro rimozione, ossia, il carattere sessuale, ne impedisce, poi, l’accesso alla coscienza e, se ciò avviene tramite il sogno, è sempre, dopo, un adeguato travestimento. Freud volle, quindi, distinguere nel sogno il materiale così come ci appare, cioè camuffato, che definì contenuto manifesto, dal materiale inconscio, ossia quello che provoca il sogno, che chiamò contenuto latente. Lo scopo dell’analisi, era, dunque, quello di rivelare il contenuto latente dei sogni, invertendo il processo di rimozione e di repressione. Freud considerava, infatti, il proprio metodo interpretativo uguale ma contrario rispetto al meccanismo di travestimento dei sogni e con esso si proponeva di scoprirne la vera causa.

Egli distinse tre tipi diversi di sogno.

I sogni comprensibili e dotati di un senso che non richiederebbero, quindi, una interpretazione. In questi sogni non esiste, infatti, distinzione tra contenuto latente e contenuto manifesto, giacché si tratta di realizzazioni chiare ed evidenti dei desideri. Sono, in genere, i sogni tipicamente infantili e se si presentano in un adulto, sono sogni “di comodo”.

I sogni coerenti e dotati di un significato, ma, che nel loro complesso risultavano strani. Sono questi i sogni che possiedono un contenuto latente e uno manifesto e che devono essere sottoposti ad analisi per essere interpretati, anche se, non risulta particolarmente difficile decifrarli.

I sogni apparentemente privi di significato e del tutto incomprensibili, la cui interpretazione risulta molto più difficile e laboriosa.

Freud postulò, inoltre, il meccanismo per il quale il contenuto latente si trasforma in contenuto manifesto e lo definì lavoro onirico, suddividendolo in tre processi.

Il primo di questi era costituito dalla condensazione che permetteva ai vari elementi del contenuto latente di fondersi nel contenuto manifesto, anche se, talvolta, poteva accadere che un unico elemento latente si manifestasse in più elementi manifesti. Per la realizzazione della condensazione era indispensabile che gli elementi da unire avessero qualche caratteristica in comune, necessaria, per provocare una fusione in cui tutti i dettagli contrastanti, non comuni, sarebbero stati annullati.

Il secondo meccanismo di travestimento fu definito da Freud spostamento, in quanto, permetteva all’intensità psichica o alla carica emotiva di passare da un determinato elemento ad un altro ingiustificato, in modo, da evitare la censura.

Infine, la terza forma di lavoro onirico consisteva nella repressione o rimozione, responsabile della deformazione del sogno, dalla quale appaiono contenuti falsi che occultano i motivi reali causa del sogno. Tutto ciò avveniva, secondo Freud, per effetto della menzionata censura che impedirebbe al materiale inconscio di accedere alla coscienza. Tale censura si allenterebbe, però, durante il sonno, permettendo questo passaggio dall’inconscio al conscio attraverso un processo di deformazione e di travestimento. Al nostro risveglio, ci dimenticheremmo dei sogni poiché la censura, recuperando tutte le proprie forze, si renderebbe conto dell’inganno e li cancellerebbe dalla memoria. La censura sarebbe, quindi, responsabile sia del lavoro onirico, sia dell’oblio dei sogni.

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Dopo aver inizialmente considerato tutti i contenuti latenti come desideri sessuali infantili, Freud, elaborò un secondo postulato, rendendo più complessa la propria teoria sui sogni. A quel punto, le manifestazioni oniriche, oltre a esprimere desideri inconsci di carattere erotico, mettevano in evidenza anche pulsioni aggressive represse. Sia le une, sia le altre, provenivano secondo Freud, dall’Es (polo pulsionale della personalità), mentre, l’agente responsabile della loro rimozione era il Super-Io (comprende i nostri precetti morali e le nostre aspirazioni ideali). Esistevano due meccanismi repressivi: quello del Super-Io che relega nell’inconscio, desideri proibiti, pericolosi e minacciosi, e la censura onirica che si preoccupa di impedire il loro accesso al conscio. Oltre a permettere l’alleggerimento delle tensioni, la catarsi, mediante la liberazione momentanea delle pulsioni inconsce, il sogno avrebbe anche un secondo fine, ossia, quello di proteggere il sonno.

Il padre della psicanalisi teorizzò, quindi, che il sogno impedisse l’irruzione nella coscienza di stimoli (sia provenienti dall’organismo stesso sia dall’ambiente) che, invece, di svegliare il soggetto addormentato, venivano assimilati e inglobati nel sogno come un ulteriore componente.

Le idee (desideri) inconsce si convertono, dunque, in immagini e queste ultime producono i sogni. Parte di questo contenuto visivo sarebbe formato da simboli, ossia, l’idea verrebbe rappresentata, simbolizzata in un’immagine.

A questo proposito, Freud distingue due tipi di simboli: quelli universali e quelli individuali.

I simboli universali, che hanno lo stesso significato e si riferiscono alla stessa idea per ognuno di noi, non richiedono analisi, in quanto, basta conoscerli per poterne effettuare la traduzione. Tali simboli sarebbero, inoltre, la base della creazione di miti, favole, leggende, motti di spirito e tutto quanto è folclore e tradizione popolare. I simboli universali sono quelli che danno vita ai “sogni tipici”, quei sogni, cioè, il cui significato è sempre lo stesso, indipendentemente dal soggetto sognante.

I simboli individuali hanno invece un significato diverso a seconda del soggetto, in quanto sono, il prodotto del lavoro onirico e pertanto, sarebbe l’individuo sognante a costruirli. Questi simboli, a differenza degli altri, richiedono l’analisi, anche se Freud, affermava che i sogni dovrebbero essere analizzati nella loro totalità, poiché, a priori, non si può sapere se un simbolo viene utilizzato come universale (in tal caso sarebbe preso a prestito) o come individuale (caso in cui sarebbe creato dalla persona che sta dormendo).

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La teoria dei simboli, fu il postulato che diede maggiore popolarità a Freud e la simbologia psicanalitica prese terreno più di ogni altra formulazione freudiana.

Non è difficile capire come si articola la teoria dei simboli nell’ambito della teoria generale dei sogni. Come infatti, abbiamo detto, i sogni sono il prodotto del lavoro onirico, che ha anche il compito di “travestire” i desideri proibiti, precedentemente esclusi dal conscio. Tale travestimento, imposto dalla censura, consiste nel fornire un aspetto inoffensivo agli “oggetti insidiosi” dei desideri inconsci. Questa configurazione, apparentemente inoffensiva, si trasforma così in simbolo dal contenuto insidioso, ossia, lo significa.

Dal momento che la maggior parte dei desideri repressi è di origine sessuale, quasi tutti i simboli onirici fanno riferimento ai genitali, sia maschili che femminili. E poiché il conscio non ammette alcun argomento in cui tali elementi abbiano un qualsiasi ruolo, il lavoro onirico li traduce, cioè li simbolizza attraverso oggetti inoffensivi.

Secondo Freud, era sufficiente che tali simboli ricordassero anche vagamente gli elementi rappresentati: una penna e un calamaio potevano, per esempio, significare rispettivamente l’organo genitale maschile e quello femminile. La simbologia fallica freudiana ebbe, indubbiamente, un successo enorme e la sua portata, nonostante, la scarsa consistenza della teoria, fu vastissima.

I simboli sono, per i sostenitori di Freud, oggetti reali dotati di esistenza propria che costituiscono rappresentazioni di fatti inconsci rimossi. Questa simbologia sembra essere il nucleo centrale della teoria freudiana sui sogni, per cui, sorprende molto il fatto che il testo originale de “L’interpretazione dei sogni”, pubblicato nel 1900, non includesse il minimo riferimento ai simboli psicanalitici. In effetti, lo scritto su questo argomento fu compilato successivamente, poco alla volta, durante i venticinque anni successivi e fu incluso nell’opera “Introduzione alla psicanalisi”.

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Freud sosteneva che solo pochi elementi possono tradursi in simboli: il corpo umano, i genitori, i fratelli, la nascita, la morte, la nudità e, soprattutto, gli organi genitali.

La casa costituisce una rappresentazione tipica della persona umana. Capita, spesso, di sognare di scivolare lungo la facciata di una casa, provando sensazioni a volte piacevoli e a volte angosciose.

Le case dalle pareti lisce rappresentano secondo Freud, gli uomini, mentre quelle con sporgenze e balconi rappresenterebbero le donne.

Nei sogni, i genitori si presentano, invece, simbolizzati come figure eminenti: imperatore e imperatrice, re e regina, o personaggi simili.

I figli e fratelli o le sorelle, vengono, al contrario, simbolizzati in modo tutt’altro che solenne, attraverso piccoli animali o parassiti.

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Sintesi
  • Italiano: Italo Svevo (La coscienza di Zeno)
  • Latino: Apuleio (Le metamorfosi)
  • Filosofia: Sigmund Freud (L'interpretazione dei sogni)
  • Storia: Il New Deal
  • Arte: Salvador Dalì (Il Surrealismo)
  • Inglese: James Joyce
  • Fisica: Le onde elettromagnetiche
  • Geografia: La Luna
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