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Indice

1. Sogno & Fantasia, tra Utopie e l’Isola che non c’è

  • Perfect liFe – Neverland

2. Letteratura italiana: Ariosto, Leopardi e Pirandello

  • L’Orlando furioso – Alla luna – Ciàula scopre la luna

3. Geografia astronomica: la Luna

  • Le fasi lunari – Le eclissi

4. Letteratura latina: Apuleio e Fedro

  • Metamorfosi – Le favole

5. Letteratura inglese: Blake and Poe

  • “Illuminated Printing” – The Oval Portrait

6. Filosofia: Schopenhauer

  • Il velo di Maya

7. Storia: il 1968

  • Il sogno delle rivoluzioni

8. Fisica: la relatività

  • Il sogno infranto della fisica classica

1. Sogno & fantasia: tra utopie e l’Isola che non c’è

«Dopo pranzo, un leggero e fresco venticello iniziò a percorrere tutta la valle Terna.

“Che frescura… – disse Andry distendendosi sulla fine erbetta – sto così bene in questo momento…”

“Già… pancia piena, frescura e tranquillità! Che vuoi di più dalla vita?” – disse Valentine distendendosi accanto a lui.

Per una decina di minuti rimasero immobili in quella posizione, intenti nel cercare di far durare il più a lungo possibile ogni secondo di quella serenità.

Dopo un po’ Valentine si mise in un fianco e poggiò la testa sulla mano guardando Andry che fissava serenamente il limpido cielo azzurro. Per qualche secondo la ragazza non disse nulla, rimase immobile a fissare lo sguardo del suo ragazzo perso nel vuoto, ma allo stesso tempo felice, tranquillo e sognante. Poco dopo Andry scese dalle nuvole.

“Perché mi fissi?” – disse senza muoversi e senza smettere di guardare il cielo.

Valentine rise lievemente.

“Hai un’espressione così serena… così felice… sembra che nulla in questo momento possa toglierti il sorriso dalle labbra…” – disse Valentine con aria sognante e con un filo di voce.

“Nulla…” – rispose Andry senza spostare lo sguardo.

Altri istanti di silenzio, poi toccò a Valentine iniziare a parlare.

“A cosa stai pensando?” – chiese sottovoce.

“Sto pensando al cielo… al sole… alle stelle… agli uccelli… al fatto di poter volare…” – disse Andry, soprapensiero. I suoi occhi brillavano riflettendo quel cielo magnifico che stava fissando.

“Volare?”

“Sì… volare… spiegare le proprie ali e volteggiare tra le nuvole con solo il cielo come sfondo… sentire il vento sfiorare il tuo viso ed il tuo corpo… sentirsi libero…” – disse Andry mentre un piccolo stormo di uccelli sorvolava il cielo sopra di loro.

Il viso di Valentine si allargò in un piccolo sorriso compiaciuto.

“Così sarebbe questo il tuo più profondo desiderio? Poter volare? Sentirti libero?”

“Sì… forse è proprio questo…” – rispose Andry senza distogliere nemmeno per un momento lo sguardo dal cielo.

Valentine sorrise di nuovo.

“Volare… No, non penso sia possibile And…” – disse quasi distrattamente.

Andry finalmente distolse lo sguardo e si voltò su un fianco mettendosi nella stessa posizione di Valentine e guardandola in silenzio.

“Eh eh! Solo gli angeli possono volare!” – si sbrigò ad aggiungere la ragazza.

Andry tornò nella sua posizione iniziale senza dire una parola, e il suo sguardo si pose nuovamente sull’infinito cielo azzurro.

“Magari un giorno però potrei riuscirci… – disse Valentine tornando nella stessa posizione di Andry e fissando anche lei il cielo – non pensi sarebbe meraviglioso?” – concluse con gli occhi sognanti.

“Sì… sarebbe fantastico…” – disse Andry, sospirando felice.

“E con le mie ali potrei ricoprire e proteggere tutti coloro che amo… potrei proteggere te And… perché io… – i suoi occhi iniziarono a brillare, lucidi – perché io…”

Andry capì la profondità delle sue parole e la sua preoccupazione di poterlo perdere in un qualunque modo, così si voltò velocemente verso di lei.

“Vale… ma tu non hai affatto bisogno di proteggermi! Sarò io a proteggerti… per sempre!” – si affrettò ad aggiungere.

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“Eh eh, sei sempre il solito! – disse Valentine asciugandosi con due dita gli occhi lucidi e voltandosi verso Andry – È una promessa?” – concluse poggiando la sua testa su quella di Andry.

“Sì, è una promessa…”

Quelle parole rimbombarono nella testa di entrambi per parecchi minuti mentre un profondo bacio li univa.

“Perché fai promesse che non puoi mantenere?” – pensò Valentine.»

Questo piccolo stralcio di storia fa parte del tredicesimo capitolo, «Quel Ti Amo Maledetto», del libro Perfect liFe, che ho scritto all’età di sedici anni. Naturalmente l’argomento che voglio prendere in considerazione, punto focale dello stesso estratto appena riportato, è il Sogno.

Ma cos’è il Sogno? Per il nostro caro vocabolario è: un’attività psichica che si svolge durante il sonno, la speranza o desiderio vano e inconsistente, vagheggiamento della fantasia, esperienza vissuta al di fuori della coscienza. Il termine sogno, come già la parola latina somnium da cui deriva, ha due significati fondamentali: quello letterale di “sequenza di immagini più o meno coerenti che si presentano durante il sonno”, e quello traslato di “immaginazione, fantasia, cosa lontana dalla realtà, illusione in cui è dolce cullarsi”. In entrambe le accezioni, il sogno ha costituito un potente strumento narrativo ed un efficace espediente retorico per alludere ad una realtà altra, misteriosa, lontana, indefinita.

Ma usando parole più semplici, che cosa sono i sogni? I sogni sono l'insieme di tutti i nostri desideri più o meno repressi che si manifestano durante la notte, quando la parte razionale della nostra mente non è attiva. I sogni vivono in quella parte di noi chiamata inconscio, ovvero la sfera più profonda della psiche, di cui noi non abbiamo coscienza ma che condiziona i nostri affetti e i nostri comportamenti. Il mondo onirico, dunque, è sempre stato per l'uomo qualcosa di incomprensibile, qualcosa da dover scoprire e comprendere.

Abbiamo, quindi, già tre cose su cui basarci principalmente: il Sogno, la Fantasia e la Realtà. Tutti e tre questi, per così dire, concetti sono strettamente collegati tra di loro e, al tempo stesso, imprescindibili l’uno dall’altro. Tuttavia, cercare di dare spiegazione di tutto ciò attraverso vie e metodi puramente razionali, è impensabile. Lo stesso vocabolario, infatti, ci può dare la definizione di ciò che si può considerare Sogno, ma non ci può dare l’essenza stessa di esso, non può farci capire davvero cosa vuol dire sognare. Riprendendo, ad esempio, il pezzo sopra citato e tratto dal mio libro, possiamo vedere come, per il protagonista, poter volare sia la concretizzazione del suo sogno, e quindi abbiamo già una prima caratteristica del Sogno: è astratto. Al tempo stesso possiamo ricavarne un’altra, perché il Sogno può essere concretizzato. Vediamo però che il ragazzo della storia non sta dormendo, eppure vede il suo sogno davanti a sé. Com’è possibile ciò se, come dice il vocabolario, il Sogno è «un’attività psichica che si svolge durante il sonno»? Ecco quindi che entra in gioco la Fantasia. Non chiedetemi di spiegare razionalmente cosa essa sia, sarebbe come tentare di spiegare l’infinità dell’universo. Possiamo dire, al massimo, un paio delle tante cose che essa, contemporaneamente, è. E in questo specifico caso, essa è mezzo, il mezzo attraverso la quale il ragazzo può immaginare la concretizzazione del suo stesso Sogno, anche se è qualcosa di surreale. Egli infatti sogna di poter volare, come gli uccelli che solcano il cielo sopra di lui, per riuscire a sentirsi libero. Quindi il suo sogno è quello di poter volare o di sentirsi libero? E libero da cosa, poi? Questo non ci è dato saperlo, in quanto il Sogno di ognuno è, al suo interno, così contorto e complicato che spesso non può essere pienamente compreso neanche dal suo stesso proprietario.

Altra caratteristica quindi: il Sogno, la maggior parte delle volte, comprende delle parti di sé sconosciute all’intelletto dello stesso individuo che lo ha creato.

Potremmo continuare ancora, perché i versanti da cui guardare il Sogno sono tantissimi, ma preferisco vertere l’argomento su di un altro versante.

Attraverso un compito, la mia professoressa di Filosofia ci ha chiesto di riflettere sulla nostra Isola Che Non C’è. In quell’occasione avevamo visto, in classe, il film Neverland, con Johnny Depp, e quella pellicola ci avrebbe dovuto ispirare. Per alcuni, me compreso, è stata davvero un’esperienza bella e molto apprezzata, in quanto da essa è nata una riflessione importante. Io ho preferito fare un pensiero personale sulla mia Isola Che Non C’è, ma nel farlo l’ho prima messa in relazione con i sogni e con le Utopie. Ecco quindi il testo di quel mio compito:

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L’Isola che non c’è

Nel corso della propria esistenza, ognuno di noi crea fondamentalmente tre cose nella sua mente: i sogni, le Utopie e l’Isola Che Non C’è.

Per quanto questi tre concetti, apparentemente astratti, possano sembrare uguali, ognuno di essi ha delle diverse caratteristiche che lo distinguono dai restanti due.

Innanzitutto, i sogni.

Cosa sono i sogni? Sono dei desideri. Sono degli obiettivi. Sono qualcosa per cui vale la pena lottare.

Un sogno è un qualcosa che l’uomo brama, un qualcosa di difficile da ottenere, un qualcosa che appaga. L’uomo lotta per i propri sogni. Spende ogni sua energia pur di raggiungerli perché sa che, con fatica e determinazione, può realizzarli.

Poi, le Utopie.

Cosa sono le Utopie? Sono un concentrato di sogni realizzati. Sono luoghi singolarmente perfetti. Sono il massimo che un uomo può desiderare.

L’Utopia è l’insieme di tutti i desideri di un uomo, è un luogo dove ogni cosa è come la vogliamo noi, è il mondo perfetto per le nostre esigenze. Ma qualcosa di così bello e perfetto non può esistere pienamente, ed è proprio questa la caratteristica dell’Utopia: la sua irraggiungibilità. Quindi se l’Utopia non la si può ottenere, perché sforzarsi a raggiungerla?

È proprio questa la differenza fondamentale tra sogno e Utopia: il primo stimola l’uomo a plasmare la propria vita facendola puntare, con sacrifici, verso quella difficile destinazione; la seconda è destinata a restare un luogo immaginario da mettere in un angolino della propria mente in quanto l’uomo, sapendo già di non poter, in ogni caso, farla diventare realtà, non ha motivazioni utili per impegnarsi in una missione già fallita.

Infine, l’Isola Che Non C’è.

Cos’è l’Isola Che Non C’è? È un’isola che non si può raggiungere ma in cui siamo sempre dentro.

È un’isola che non muta i nostri desideri in realtà ma ogni cosa è ugualmente stupenda per noi. È un’isola che non c’è ma che ci segue e ci precede sempre, girando intorno a noi.

L’Isola Che Non C’è è la nostra isola, una cosa che non può esserci tolta. È il luogo in cui ognuno di noi vorrebbe vivere perché sa già che solo lì potrà essere davvero felice. È il limite massimo della perfezione di una vita reale.

Essa non fa parte né dei sogni, né delle Utopie, bensì è esattamente a metà tra di loro.

Tuttavia l’isola è molto particolare. È facilissimo raggiungerla, ma estremamente difficile riuscire a restarci, ma il tempo varia da persona a persona.

Altra particolarità dell’Isola Che Non C’è è che, a differenza dei sogni e delle Utopie che tutti hanno, ci sono uomini che, non credendoci, hanno distrutto la propria ed ora non possono più raggiungerla, e altri ancora che ci vivono da sempre senza neanche saperlo. Com’è possibile ciò?

Semplicemente per il fatto che l’Isola Che Non C’è non ha una forma definita, bensì è diversa per ogni individuo. Può essere un luogo, un oggetto, una persona o anche una semplice parola. L’isola può essere qualsiasi cosa, basta saperla riconoscere dentro di noi.

Per quanto mi riguarda, la mia Isola Che Non C’è è ben definita già da molto tempo.

Per introdurla mi piace rifarmi al magnifico film “Neverland”, il quale racconta la storia della vita di James M. Barrie, il drammaturgo scozzese che inventò la trama del ben noto “Peter Pan”, soffermandosi sugli eventi che lo portarono all’ispirazione per la stesura di un’opera così bella da resistere nei secoli.

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Anch’io, come Barrie, ho inventato la mia personale Isola Che Non C’è. L’ho creata accanto a me in modo da poterla raggiungere quando voglio. Mi basta un foglio, una penna, un po’ di musica ed eccola lì, la mia splendida isola.

Un’isola particolare che non è mai due volte la stessa. Un’isola che nasce dall’inchiostro della mia penna. Un’isola abitata da persone che conosco meglio di me stesso in quanto nate nella mia mente.

Sì, amo scrivere. È una passione che ho fin dalla mia più tenera età e che ancora oggi arde in me come il giorno stesso in cui è nata.

Ho un sogno da inseguire: quello di scrivere per tutta la mia vita.

So che è qualcosa di molto difficile da realizzare, specialmente ai giorni d’oggi, ma so anche che con determinazione e sacrifici, continuando come fino ad oggi ho fatto, riuscirò a raggiungerlo prima o poi.

Tuttavia questo, come ho già detto, è il mio sogno e la sua realizzazione o il suo fallimento non ha alcuna rilevanza per la mia Isola Che Non C’è, perché lei continuerà ugualmente ad esistere.

Ma com’è esattamente questa mia isola?

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Sintesi

Sommario

1. Sogno & fantasia, tra utopie e L’Isola Che Non C’è

  • Perfect Life – Neverland

2. Letteratura italiana: Ariosto, Leopardi e Pirandello

  • L’Orlando Furioso – Alla Luna – Ciàula Scopre la Luna

3. Geografia astronomica: la Luna

  • Le Fasi Lunari – Le Eclissi

4. Letteratura latina: Apuleio e Fedro

  • Metamorfosi – Le Favole

5. Letteratura inglese: Blake and Poe

  • “Illuminated Printing” – The Oval Portrait

6. Filosofia: Schopenhauer

  • Il Velo di Maya

7. Storia: il 1968

  • Il sogno delle rivoluzioni

8. Fisica: la relatività

  • Il sogno infranto della fisica classica
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