Ho scelto la musica perché è stata per tanto tempo una parte importante della mia vita.
Ho suonato il pianoforte per diversi anni. Purtroppo ho smesso ma vorrei ricominciare
appena possibile, imparando a suonare il flauto traverso.
Come ho già detto, la musica ha rivestito un ruolo importantissimo per gran parte della mia
vita. È sempre stata, sin dai cinque anni quando incominciai a conoscerla, un mezzo per dar
voce a ciò che con le parole non si poteva esprimere o comunque non era possibile spiegare
in modo preciso. A mio parere, non è importante ciò che si ascolta, perché anche il suono
stonato prodotto casualmente da un bambino nei suoi primi mesi di vita è musica.
La musica è, infatti, ascoltare con il cuore, non solo imparare e conoscere note e ritmi.
In tutto il mio percorso musicale, in cui ho suonato il pianoforte, ma anche per diverso tempo
il flauto dolce contralto, non mi ha mai colpito tanto la bravura di un musicista o l’eleganza
della melodia, ma quella magnifica espressione che compare sul volto di ogni persona
-perché questo alla fine è chiunque prima di essere un musicista, un professore o un poeta-,
dopo aver eseguito il pezzo e aver esternato tutta la propria emozione.
Mi verrebbe da paragonare una qualsiasi melodia musicale ad una partita di pallavolo,
anch’essa parte importantissima della mia vita. Mentre si gioca, emerge solo la tensione e ad
uno spettatore “alle prime armi” sembrerebbe addirittura che manchi del tutto il divertimento;
ma alla fine, che si consegua una vittoria o una sconfitta, rimane comunque la soddisfazione
di aver vinto o di aver dato comunque il meglio, con il carattere o l’assiduo allenamento.
Ed è questo che, secondo me, caratterizza il vero musicista: la voglia di arrivare, ma non
senza fatica; con il continuo esercizio e un’impensabile pazienza. Magari le prime volte che
provi il pezzo avresti voglia di lasciar perdere, perché c’è quella nota che sbagli sempre, o
quella pausa che non rispetti mai. Ma poi, una volta che sei arrivato alla fine, che sei in grado
di suonare la melodia, addirittura ad occhi chiusi, ti rendi conto che, anche dopo tutto il
percorso che hai portato avanti, quasi non meriti un risultato così eccellente.
E poi ogni volta che suoni quel pezzo, sei sempre più orgoglioso di te stesso, perché, anche
se è stato scritto dai più importanti compositori della storia, da Mozart o Beethoven, Bach o
Strauss, in quel momento è opera tua, è frutto delle tue mani e del tuo cuore, perché in quel
momento, secondo me, la ragione non è in grado di intervenire, dinanzi ad un operato così
eccelso.
Un mio grandissimo professore mi diceva sempre: “La musica è come la vita; fino a quando
non hai suonato l’ultima nota, non puoi dire di non aver fatto errori e aver terminato
l’esecuzione!”.
Vorrei concludere con una frase sulla musica in cui casualmente mi sono imbattuta:
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p Anche se per me la musica è e sarà per sempre semplicemente un sorriso,
oggettivamente essa ha diverse accezioni che mi hanno permesso di
sviluppare i vari collegamenti tra le varie materie scolastiche, di seguito
riportate. - 2 - Fin dall’antichità la musica
introduceva ad una dimensione
problematica volta in tutti i sensi ai fini di una conoscenza metafisica, teologica, cosmologica e
fisica. La musica, insieme ad aritmetica, geometria e astronomia, rientrava, infatti, nel
quadrivium, cioè il corso di studi in cui era posta la base della conoscenza scientifica e filosofica.
Tale conoscenza, completata dalle scienze della parola, cioè dal trivium (grammatica, retorica e
logica), costituiva il ciclo delle sette "arti liberali" (ricordiamo che nel Medioevo ars e scientia
sono di fatto sinonimi).
Agli occhi del dotto medievale quindi la musica rappresentava un incontro tra filosofia, teologia e
pratica liturgica, l’una riflesso dell’altra su piani differenti. Seguendo la lezione del Timeo
platonico, la teoria musicale veniva vista come applicazione dell’ordine numerico su cui l’intero
cosmo era fondato. Il canto era invece eco dei cori angelici in sempiterna lode del Creatore.
Contrariamente a quanto avvenne in Occidente dal Rinascimento in poi, fino al Trecento colui
che conosceva la musica nei suoi principi filosofici e teorici era considerato del tutto superiore
all’artista: il musicus era, infatti, il filosofo e non il compositore né, tanto meno, l’esecutore.”.
La forma diventa, in pratica, fino ai giorni nostri, quella comoda forma di culla nella quale il
nostro animo sempre si rannicchia. Forma che si plasma a seconda della tipologia di suono e
ritmo, giacché la musica è suono e ritmo.
Significa che questa forma possiamo plasmarla, riprodurla, ammirarla, generarla a seconda,
appunto, dello stato d'animo a crearsi.
L'animo invece fa parte della nostra dimensione spirituale, ordito segreto della nostra realtà
terrena, senza di esso ci sentiremmo persi, per fortuna che in questo secolo c'è ancora la musica
che ci rimembra la sua esistenza. La è l'arte della
musica
generazione e della
combinazione di suoni che,
secondo determinate leggi fisiche e convenzioni formali, esprimono e suscitano uno
stimolo fisico ed emotivo attraverso l'apparato uditivo. La generazione dei suoni
avviene, di norma, mediante la voce umana (canto) o mediante mezzi artificiali
(strumenti) che, sfruttando i fenomeni dell'acustica, provocano la percezione uditiva e
l'esperienza emotiva voluta dall'artista. Il significato del termine musica non è
comunque univoco ed è molto dibattuto tra gli studiosi per via delle diverse accezioni
utilizzate nei vari periodi storici. Etimologicamente esso deriva da Muse (figure della
mitologia greca e romana) e viene accostato al termine sottinteso tecnica, che a sua
volta deriva dal greco “téchne”. In origine il termine “musica” non indicava una
particolare abilità, bensì tutte le arti delle Muse, e si riferiva a qualcosa di "perfetto" e
"bello". Ma la musica è anche l'arte di saper combinare i suoni in maniera da trarne
emozioni e di farle provare a chi ascolta. Quindi, si rivela un messo perchè, come
dice Torquato Tasso, “La musica è una delle vie per la quale l'anima ritorna al cielo”.
Ma proprio perché la musica non può essere definita in maniera univoca può avere
tante accezioni e tanti significati che analizzerò passo per passo, esaminando un
argomento che possa renderne un esempio.
- 3 -
Una delle più comuni definizioni di musica è di quella di arte del suono organizzato, o
- più specificatamente - di arte del produrre significati e sensazioni, più o meno
complessi - e comunque di natura volontaria -
organi zzando suoni e silenzio. Simili defin izioni
- comunemente accettate - sono state
amp iamente adottate sin dal mo
Diciannovesi
quando si iniziò a studiare
secolo,
tificamente la relazione tra il suono
scien e la
percezione.
Utilizzerei questa acc ezione per desc
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fisica, quindi l’acustica e tutto ciò che concerne il suon
di uno strumento musicale come il pianoforte.
E
SATTAMENTE COS’E’ IL SUONO?
Il (dal latino è la sensazion e uditiva data dalla vibrazione di un corpo in oscillazione.
suono sonus)
Tale vibrazione, che si propaga nell'aria o in un altro mezzo elastico, raggiunge l'orecchio che,
tramite un complesso meccanismo interno, è responsabile della creazione di una sensazione "uditiva"
direttamente correlata alla natura della vibrazione.
Come tutte le onde, anche quelle sonore sono caratterizzate da alcuni parametri, cioè da una
frequenza (che nel caso del suono è in diretta, ma non esclusiva, relazione con la percezione
dell'altezza) e un'intensità (che è in diretta, ma non esclusiva, relazione con il cosiddetto "volume"
del suono). Inoltre, caratteristica saliente delle onde sonore è la forma d'onda stessa, che rende in
gran parte ragione delle differenze cosiddette di timbro che si percepiscono tra diverse tipologie di
suono.
Come tu
tti i fenomeni acustici, il suono è una perturbazione di carattere oscillatorio che si propaga
con una data frequenza in un mezzo elastico. Il numero di oscillazioni (variazioni di pressione) al
secondo viene chiamato del suono e viene misurato in cicli al secondo ossia in Hertz (Hz).
frequenza
Il campo uditivo dell'uomo si estende da circa 20 Hz fino a 20.000 Hz (ossia 20 KHz). La lunghezza
d'onda rappresenta lo spazio percorso dall'onda sonora in un periodo completo di oscillazione. Le
relazioni tra periodo T (tempo necessario perché si compia un'oscillazione completa), frequenza f, e
lunghezza d'onda L sono date da:
d è la velocità del suono nell' ia (344 m/sec nell'aria, alla
ove ar temperatura di 20 °C ed alla
c
pressione atmosferica del livello del mare). - 4 -
La velocità di propagazione del suono dipende dalle caratteristiche del mezzo, in particolare
l'elasticità e la densità. Essa è direttamente proporzionale all'elasticità ed inversamente proporzionale
alla densità, secondo la relazione: c = velocità del suono nel mezzo considerato
k = costante
E = modulo di elasticità di Young (N/m2)
= densità del mezzo (Kg/m3)
ρ
Elenchiamo ora i vari parametri dei suoni determinati:
L'altezza di un suono è la percezione della sua frequenza fondamentale (la vibrazione più lenta).
L’unità di misura è l’Hertz. Per quanto
(1 Hertz = 1 Hz = 1 oscillazione completa / 1 secondo).
concerne l’altezza, possiamo distinguere due tipi di suoni:
• caratterizzato da molte vibrazioni al secondo.
Acuto, (Alta frequenza, molti Hz)
• caratterizzato da poche vibrazioni al secondo.
Grave, (Bassa frequenza, pochi Hz)
Il campo di udibilità del suono va da circa 16 Hz a circa 16000 Hz.
L'intensità è la percezione dell'ampiezza delle vibrazioni. L'intensità viene misurata in modo
relativo rispetto alla soglia di udibilità. L’unità di misura che si usa è logaritmica e corrisponde al
Decibel. (1 Anche in questo caso vi sono diversi tipi di suoni:
Decibel = 1.
• dove si riscontrano vibrazioni ampie.
Intenso (forte), (Alta intensità, tanti db)
• dove si calcolano vibrazioni brevi.
Debole (piano), (Bassa intensità, pochi db)
Il campo di udibilità è qui molto vasto:
0 db = Soglia di udibilità
10 db = Fruscio di foglie
40 db = Abitazione
80 db = Traffico intenso
110 db = Gara di motocross
130 db = Esplosione (soglia del dolore)
140 db = Accensione aereo a reazione
è la qualità caratteristica del suono e si caratterizza con parametri quali la fonte, il tipo di
Il timbro
suono, la qualità, la corposità, ecc. Per un dato suono il timbro può essere rappresentato nel dominio
del tempo con la sua forma d'onda o in quello delle frequenze con il suo spettro armonico. Ad una
forma d'onda corrisponde uno e un solo spettro armonico (per una sola oscillazione, o per una sua
ripetizione periodica, ad una data frequenza.) Variare l'altezza di un suono equivale a variarne la
durata nel tempo della forma d'onda o spostarne lo spettro in frequenza (stessa disposizione
dell'energia nelle armoniche, ma in posizione diversa).
La di un suono ha dei tempi caratteristici, quali lunghezza e tipologia che influenzano il
durata
timbro del suono. Vi sono diversi tempi:
• cioè il tempo necessario alla sorgente per passare al regime di
Transitorio d'attacco,
vibrazione periodico.
• cioè il tempo tra la cessazione della forza eccitatrice e l'estinguersi
Transitorio d'estinzione,
del suono.
• cioè il tempo impiegato dall'orecchio a raggiungere un regime
Tempo di integrazione,
sonoro stazionario.
Il suono ha differenti modi di propagazione. Quando un'onda sonora incontra un ostacolo, accadono
i seguenti fenomeni:
• Il suono non viene ulteriormente propagato in nessuna direzione.
ASSORBIMENTO: - 5 -
• Il suono esce da un’estremità dell'oggetto come se uscisse da una nuova
DIFFRAZIONE:
sorgente (che in realtà è solo virtuale).
• L'onda sonora muta la propria direzione di un angolo coincidente con quello di
RIFLESSIONE:
incidenza rispetto alla superficie riflettente. Si ricordano:
1. l’Eco, udibile quando l'onda riflessa ritorna alla sorgente dopo più di 1/10 di secondo.
La distanza minima nell'aria è quindi (340/10)/2 = 17 metri per un eco singolo e
minore per echi multipli (in caso di superficie riflettente presso la sorgente).
2. il cioè l’effetto "caotico" dovuto all'interferenza (scontro) tra l'onda
Rimbombo
diretta e quella riflessa (fenomeno più accentuato alle frequenze basse a causa della
maggior lunghezza d'onda).
3. Il ovvero l’effetto "più ordinato" nel quale il suono
Riverbero (o Ambienza),
persiste anche dopo che la sorgente ne ha cessato l'emissione. Il tempo di
riverberazione è quello necessario alla densità media di energia in un punto di
diminuire di 60 db rispetto al valore che aveva quando la sorgente ha cessato di
emettere.
• Facoltà di un corpo elastico di convibrare spontaneamente quando eccitato da
RISONANZA:
vibrazioni esterne di frequenza coincidente con i propri periodi naturali di vibrazione (vibrazioni
simpatiche). Tutti gli strumenti musicali sfruttano questo principio, nel pianoforte le vibrazioni si
trasmettono dall
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Segue un video-documentario sulla Resistenza dei partigiani.