Liceo Scientifico “G. Galilei”
Domenico Mastronardo V D
Il cinema
«Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio.» (F. Fellini)
Tesina Pluridisciplinare A.S. 2009/2010
Indice
1 pag.
Indice 2
Mappa 3
1. Storia del cinema 4
2. Il finto allunaggio 2.1 La Luna 9 12
3. Forza elettrostatica 14
3.1 Campo gravitazionale 14
4. Cinema e fascismo 4.1 Istituto Luce 16 17
4.2 Il fascismo 18
5. Neorealismo 5.1 Italo Calvino 20 23
5.2 Pierpaolo Pasolini 26
6. Film “Olympia” 6.1 Giochi olimpici Berlino 1936 28 28
7. Nietzsche 7.1
La nascita della tragedia
30
8. Età di Nerone 8.1 Seneca 32 8.2 Plinio il Vecchio 34 36
9. The cinematic technique 9.1
Differences between a novel and a film
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10. Conclusioni 39
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Il cinema
Ho deciso di parlare del “cinema” nella mia tesina perché credo che ormai il cinema sia parte integrante della nostra quotidianità e della vita di tutti i giorni. Considerato a pieno titolo un’arte, il cinema ha mille facce e mille aspetti mentre spesso lo si considera solamente una forma di intrattenimento. Non solo esistono generi molto diversi di film ma esistono vere e proprie scuole di pensiero e con il tempo sto imparando a cogliere e apprezzare le piccole e grandi differenze che rendono un film diverso da un altro, ad esempio la sceneggiatura, la colonna sonora, la fotografia, gli effetti speciali...
Possiamo considerare il cinema come un surrogato delle altre arti; di ognuna di esse infatti troviamo un aspetto e solo questa perfetta ed equilibrata unione ha dato vita a quella che alcuni considerano la miglior invenzione dopo la stampa.
Anche il cinema ha una propria storia, ha attraversato diverse fasi e periodi, che l’hanno portato dai primi rudimentali “esperimenti” dei fratelli Lumière ai moderni film digitali realizzati con la grafica computerizzata. Considerata la prima proiezione dei fratelli Lumière il 28 dicembre 1895 come data di nascita del cinema moderno possiamo anche individuare una fase antecedente denominata “pre-cinema”.
Col termine pre-cinema si intendono tutti quegli esperimenti e intrattenimenti legati alla proiezione di immagini ed al movimento illusorio databili dall’antichità fino alla prima proiezione pubblica del cinematografo. Gli espedienti più significativi di questa fase sono:
- La lanterna magica – erede delle antiche proiezioni cinesi e precursore dei proiettori di diapositive, questo marchingegno consisteva nel proiettare immagini dipinte (di solito su vetro) su una parete (o uno schermo appositamente predisposto) in una stanza buia, tramite una scatola chiusa contenente una candela, la cui luce è filtrata da un foro sul quale è applicata una lente.
- Il mondo nuovo – funziona analogamente alla lanterna magica se non che le immagini non sono proiettate verso l’esterno ma all’interno di una scatola; l’immagine, grazie alla luce di una candela, sembrava così realmente illuminata a giorno.
- Il taumatropio – è dischetto di cartoncino, fissato a due fili e disegnato da entrambe le parti con soggetti destinati a integrarsi a vicenda; nel momento in cui si fa roteare velocemente il cartoncino, le immagini tendono a sovrapporsi creando così l’illusione del movimento.
- Il cineografo - libro tascabile i cui fogli si facevano scorrere velocemente tra le dita: la sovrapposizione delle immagini dava l’illusione del movimento. Questo segna una prima svolta in quanto una storia veniva pensata appositamente per essere raccontata attraverso immagini in movimento: è il predecessore della sceneggiatura.
Per quanto originali e ingegnose tutte queste tecniche implicavano il disegno e non la riproduzione del reale. Possiamo dunque considerare queste prime sperimentazioni come antenati dei cartoni animati più che vere proiezioni cinematografiche.
Un punto di svolta è segnato dall’invenzione della fotografia.
Grazie alla fotografia si poté “intrappolare” immagini reali su di un supporto sensibile alla luce; inizialmente erano processi molto lunghi e complicati ma la tecnologia permise di riuscire a produrre fotografie più velocemente e con una qualità sempre migliore. Sorse così immediata l’idea di poter fare una serie di scatti così vicini nel tempo da poter registrare il momento, l’azione. Si poteva utilizzare poi la pellicola così ottenuta al posto delle strisce di carta per proiettare quanto ripreso in precedenza. Il problema divenne dunque riuscire a proiettare il movimento (cinema in greco, significa infatti movimento).
Nel 1889 Thomas Edison brevettò il Kinetoscopio, una sorta di grande cassa sulla cui sommità si trovava un oculare; lo spettatore poggiava l’occhio su di esso, girava la manovella e poteva guardare il film montato nella macchina su rocchetti. Si aveva quindi una visione monoculare, come il Mondo nuovo. L’invenzione di Edison veniva portata nelle fiere o in stanzoni appositi e la si poteva utilizzare dietro pagamento di un biglietto. Per attirare nuovi curiosi Edison non riproponeva le stesse pellicole ma ne girava di nuove.
Ancora oggi qualcuno discute su chi sia stato veramente l’inventore del cinema e se per la maggior parte degli storici è indiscutibile la paternità dei fratelli Lumière c’è chi, invece, ne ascrive l’invenzione a Thomas Edison.
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Sembrerebbe che ci siano tutti gli elementi del cinema come si svilupperà fino ai nostri giorni: c’è il pubblico, c’è il pagamento di un biglietto e ci sono le immagini in movimento. Mancava a questo punto solo un elemento che facesse diventare la semplice proiezione cinematografica cinema: la collettività.
Il cinema è un fenomeno essenzialmente comunitario. La grande svolta dei fratelli Lumière e di quella prima sera al Café de Paris risiede ancora oggi in questo.
Grand Café des Capucines
Il 28 dicembre 1895 i fratelli Lumière proiettarono al di Parigi dieci film di circa un minuto l’uno.
L’intento dei fratelli Lumière era quello di dare allo spettatore la sensazione del “vero”, e ci riuscirono pienamente. Infatti in uno dei loro primi corti ripresero un treno che rientrava in stazione e chiunque lo vedeva aveva paura che il treno lo travolgesse. In quell’occasione il pubblico assistette a un vero e proprio spettacolo, in cui curiosità e sorpresa, attenzione e divertimento si alternarono. Fu quello il risultato finale di un lungo percorso scientifico e tecnico che si svolse per tutto il sec. XIX.
Fino a questo momento le proiezioni venivano fatte in piccoli teatri ma qualunque luogo in cui si aveva la possibilità di proiettare queste brevi pellicole era adatto a raccogliere un piccolo gruppo di spettatori. Inizialmente infatti il cinema fu pura arte visiva. Talvolta i proprietari dei locali ingaggiavano dei musicisti per accompagnare le proiezioni.
La sala cinematografica divenne invece fondamentale quando, con il progredire della tecnologia, s’inserì anche una colonna sonora sincronizzata con le immagini sullo schermo.
L’ultimo decisivo gradino che ha portato il cinema alla concezione moderna fu l’introduzione del colore, che venne adottato più gradualmente rispetto al sonoro.
Come la tecnologia si sviluppò, sempre più film si avvalsero del colore, ed è oggi ormai una pratica universale, diversamente dalla fotografia, dove il bianco e nero è sopravvissuto ed è tuttora utilizzato.
Il cinema è entrato a far parte della nostra quotidianità anche grazie alla televisione ed è per questo diventato un veloce ed efficace strumento di diffusione di idee e principi.
Come per la letteratura, il cinema ha la possibilità di spaziare in campi diversi e trattare argomenti di qualsiasi genere, dalla storia alla fantascienza.
Tra produzione letteraria e cinema infatti c’è uno stretto legame.
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Non necessariamente i film sono la messa in scena di eventi storici, di storie vere o situazioni inventate da zero. Spesso accade che si prenda spunto o si riproduca integralmente la trama di un libro; alcuni dei primi film infatti sono stati la riproduzione su pellicola di grandi classici della letteratura come “Frankenstein” o “Dr Jekyll and Mr. Hyde”.
Ritengo dunque il cinema una realtà affascinante.
Come quando leggendo un libro ci estraniamo e ci immedesimiamo nei personaggi e nella storia che stiamo leggendo, così vedendo un film abbiamo la possibilità di allontanarci momentaneamente dalla realtà e vivere le avventure-disavventure dei nostri alter-ego su pellicola.
I primi film necessitavano della spiegazione di un narratore in sala poiché si era più interessati a mostrare il movimento e gli effetti speciali invece di una storia. Dal 1906, con la creazione di grandi sale cinematografiche, le proiezioni non prevedevano più la presenza dei narratori poiché i contenuti erano più semplici e lineari. La possibilità di sincronizzare dei suoni alle immagini è nata con il cinema stesso grazie a Thomas Edison, ma quando i vari esperimenti raggiunsero un livello qualitativo utilizzabile, ormai gli studios e la distribuzione nelle sale erano organizzati al meglio per la produzione muta, per cui l’avvento del sonoro venne a lungo rimandato: inizialmente i proprietari dei cinematografi ingaggiavano musicisti, spesso pianisti, che accompagnassero le proiezioni e che dovevano adattare la musica all’umore dei personaggi.
Il cantante di jazz
Il primo film sonoro venne prodotto dalla Warner e fu del 1927: dopo quel successo tutte le case di produzione si adattarono e perfezionarono la tecnica grazie a due nuove attività il doppiaggio e la sonorizzazione.
Anche il colore nasce con il cinema infatti, sebbene la maggior parte dei film muti giunti fino a oggi siano in bianco e nero, le immagini venivano colorate per rendere le scene più realistiche e più semplici da comprendere.
Becky
Il primo film a colori fu Sharp del 1936. Oltre le tematiche la differenza più evidente fra il cinema classico e il cinema moderno, è che mentre il film classico è realizzato affinché lo spettatore si immedesimi completamente nella storia e perda il più possibile la consapevolezza della finzione grazie ad un montaggio accurato e senza sorprese, nel cinema moderno allo spettatore si chiede di essere sempre presente e conservare un certo distacco, interpretando ed elaborando quel che vede: esiste cioè la volontà di far capire che ciò che si sta guardando è una costruzione, una finzione.
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Il finto allunaggio
La teoria del complotto sull’allunaggio dell’Apollo è la tesi secondo cui le missioni del programma Apollo non avrebbero mai portato l’uomo a toccare il suolo lunare e la NASA (National Aeronautics and Space Administration; in italiano Amministrazione Nazionale dell’Aeronautica e dello Spazio) avrebbe falsificato le prove degli allunaggi, in una cospirazione organizzata assieme al governo degli Stati Uniti, riuscendo a convincere tutto il mondo scientifico, tecnico e giornalistico, nonché il mondo sovietico, all’epoca diretto rivale nella corsa sulla Luna. Tutto ciò mettendo a disposizione una enorme mole di dati scientifici e tecnici, materiale riportato sulla Terra, video, audio e fotografico. Inoltre esistono prove indipendenti sul reale allunaggio dell’Apollo.
Tale teoria del complotto, che gode di una certa popolarità negli Stati Uniti a partire dal 1976, sostiene che i vari allunaggi presentati all’opinione pubblica mondiale tra il 1969 ed il 1972 non sarebbero mai realmente avvenuti, bensì sarebbero stati messi in scena in uno studio televisivo con l’aiuto degli effetti speciali. Questa teoria viene perorata da dubbi, osservazioni, ipotesi, sui fatti intercorsi durante le missioni Apollo. Ne scaturiscono argomentazioni, deduzioni e controdeduzioni. Nessun autorevole scienziato o tecnico ha mai aderito a questa teoria.
I sostenitori di questa “teoria del complotto” adducono diversi moventi per l’intera messa in scena:
- La corsa verso la Luna deve essere vista nel complesso della guerra fredda. Le prime tappe di questa corsa erano state vinte dall’Unione Sovietica, che era riuscita a mandare in orbita il primo satellite artificiale, a fotografare l’altra faccia della Luna e a portare il primo uomo nello spazio. Ora spettava agli americani di aggiudicarsi ad ogni costo questo prestigioso titolo.
- La corsa verso la Luna serviva a coprire i massicci finanziamenti per la sperimentazione di nuovi armamenti e la ricerca e i test di nuovi sistemi missilistici.
- Questa vittoria tecnologica fu per il popolo americano estremamente motivante quale dimostrazione di supremazia non solo militare. Il progetto di esplorazione umana della luna subentrò all’abbandonato progetto A119 (top-secret), sviluppato nel 1950 dalla Armour Research Foundation di Chicago per la “United States Air Force” che prefigurava l’esplosione di una testata nucleare sulla Luna. Si presuppone che lo scopo fosse di dimostrare la superiorità militare sull’Unione Sovietica e sul resto del mondo durante la Guerra Fredda. I piani non furono mai svelati perché comportavano rischi incalcolabili e perché l’esplorazione umana fu considerata assai più accettabile dal pubblico.
- L’allunaggio sarebbe stato inscenato per distrarre gli americani dalla guerra del Vietnam.
- La NASA avrebbe avuto timore di perdere il proprio budget che ammontava già allora a 30 miliardi di dollari.
- Tutta la missione dell’Apollo 13 sarebbe stata messa in scena per riguadagnare l’interesse della gente alle missioni lunari e assicurarsi il finanziamento delle future attività.
- Nessun altro paese aveva i mezzi e l’autorità per contestare la veridicità della missione ad eccezione dell’Unione Sovietica che, diffusa attraverso la stampa comunista, non godeva di credito presso il grande pubblico occidentale.
A contribuire ulteriormente alla diffusione popolare della teoria fu un film del 1978 per la regia di Peter Hyams.
Capricorn One
La trama tratta, in maniera analoga, di una missione su Marte. Nel film la NASA scopre di non essere in grado di partire per la missione; onde evitare che i finanziamenti per missioni successive vengano cancellati, decide di inscenare il tutto in uno studio televisivo. Poco prima del lancio, gli astronauti vengono portati in una base militare nel deserto. Così il razzo viene lanciato nello spazio vuoto e all’umanità vengono presentate le immagini registrate in un apposito studio televisivo. Mentre il mondo si prepara a festeggiare gli astronauti al rientro dalla missione, accade però che la capsula (vuota) esploda durante il rientro in atmosfera. Così la NASA si trova costretta ad “eliminare” gli astronauti, per evitare il rischio che l’inganno possa venire scoperto. Gli astronauti, scoperto tale progetto, riescono tuttavia a fuggire dalla base militare. Vengono dunque inseguiti attraverso il deserto per essere eliminati. Contemporaneamente un giornalista inizia la sua ricerca su diversi fatti anomali della missione, scoprendo man mano l’imbroglio messo in scena dalla NASA.
La Luna
La Luna è l’unico satellite naturale della Terra.
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