Esame di maturità
Cinema e neorealismo
Introduzione: storia del cinema
La cinematografia, nella sua storia, ha attraversato diverse fasi e periodi, che l'hanno portato dai primi rudimentali "esperimenti" dei fratelli Lumière ai moderni film digitali, ricchi di effetti speciali realizzati principalmente con la grafica computerizzata.
- 1 Precinema
- 2 I fratelli Lumière e Thomas Edison
- 3 Il cinema narrativo
- 4 Il cinema muto hollywoodiano
- 5 Le avanguardie europee
- 6 Introduzione del sonoro
- 7 Il cinema classico
- 8 Il cinema e Hollywood
- 9 Il cinema e l'Europa
- 1 Il cinema digitale
-
- 0
Precinema
La cinematografia intesa come proiezione di immagini in movimento ha numerosi antenati, che risalgono fino al mondo antico. In oriente esisteva la rappresentazione delle ombre cinesi, mentre in Europa abbiamo studi ottici sulle proiezioni tramite lenti fin dal 1490, con la camera oscura leonardiana.
Fu però dal XVII secolo che nacque l'antenato più prossimo allo spettacolo cinematografico, la lanterna magica, che proiettava su una parete di una stanza buia immagini dipinte su vetro e illuminate da una candela dentro una scatola chiusa, tramite un foro con una lente.
Dopo la nascita della fotografia si iniziò a studiare la riproduzione del movimento in scatti consecutivi. Sfruttando i principi dei dispositivi ottici del passato, cercarono modi di proiettare fotografie in successione, in modo da ricreare un'illusione di movimento estremamente realistica: tra le centinaia di esperimenti in tutto il mondo, ebbero buon fine il Kinetoscopio di Thomas Edison, ispirato al "mondo nuovo", e il Cinematografo dei Fratelli Lumière, ispirato alla lanterna magica.
I fratelli Lumière e Thomas Edison
L'invenzione della pellicola cinematografica risale al 1885 ad opera di George Eastman, mentre la prima ripresa cinematografica è ritenuta essere Roundhay Garden Scene, cortometraggio di 2 secondi, realizzato il 14 ottobre 1888 da Louis Aimé Augustin Le Prince.
La cinematografia intesa come la proiezione in sala di una pellicola stampata, di fronte ad un pubblico pagante, è nata invece il 28 dicembre 1895, grazie ad un'invenzione dei fratelli Louis e Auguste Lumière, i quali mostrarono per la prima volta, al pubblico del Gran Café del Boulevard des Capucines a Parigi, un apparecchio da loro brevettato, chiamato cinématographe.
Tale apparecchio era in grado di proiettare su uno schermo bianco una sequenza di immagini distinte, impresse su una pellicola stampata con un processo fotografico, in modo da creare l'effetto del movimento.
Thomas Edison nel 1889 realizzò una cinepresa, detta Kinetograph, ed una macchina da visione, Kinetoscopio. Ai fratelli Lumière si deve comunque l'idea di proiettare la pellicola, così da consentire la visione dello spettacolo ad una moltitudine di spettatori.
Dopo circa 500 cause in tribunale, il mercato cinematografico sarà comunque liberalizzato. Nel 1900 i fratelli Lumière cedettero i diritti di sfruttamento della loro invenzione a Charles Pathé. Il cinematografo si diffuse così immediatamente in Europa e poi nel resto del mondo.
Il cinema narrativo
Il cinema delle origini, detto "delle attrazioni mostrative", serviva per mostrare una storia che veniva necessariamente spiegata da un narratore o imbonitore presente in sala. Inoltre le storie erano spesso disorganizzate, anarchiche, più interessate a mostrare il movimento e gli effetti speciali che a narrare qualcosa.
Solo il cinema inglese, legato alla tradizione del romanzo vittoriano, era più accurato nelle storie narrate, prive di salti temporali e di grosse incongruenze.
La nascita di un cinema che raccontasse storie da solo è strettamente legata ai cambiamenti sociali dei primi anni del Novecento: verso il 1906 il cinema viveva la sua prima crisi, per il calo di interesse del pubblico.
La riscossa però fu possibile grazie alla creazione di grandi sale di proiezione a prezzi molto contenuti rivolte alla classe operaia, come svago economico e divertente: nacquero i "nickelodeon", dove era impensabile usare una persona per spiegare le vicende del film, per questo i film ad avere contenuti più semplici ed espliciti e le prime didascalie.
Nascita di una nazione (1915) dell'americano David W. Griffith è da molti considerato il primo vero film in senso moderno in quanto tenta di codificare una nuova "grammatica".
Secondo altri critici, soprattutto europei, è Cabiria, Colossal italiano del 1914 diretto da Giovanni Pastrone, ad essere considerato il punto più alto di quegli anni e un modello di narrazione, nonostante le aspre critiche, anche fondate, alle didascalie di Gabriele D'Annunzio, fotografia, scenografia, effetti speciali e durata.
Il cinema muto hollywoodiano
Con i primi grandi successi del cinema muto, fu presto chiaro che la produzione di film poteva essere un affare favoloso, tale da giustificare anche l'investimento di forti somme di denaro, quando fu chiaro ai produttori che la gente si affezionava agli attori che vedeva sullo schermo.
Da una parte essi favorirono questo attaccamento promuovendo pubblicamente gli artisti che avevano dimostrato di piacere agli spettatori, per renderli ancora più popolari.
Gli editori radiofonici e giornalistici, dal canto loro, furono ben felici di poter attingere ad argomenti nuovi e di sicuro interesse per i loro lettori: il processo si alimentò da solo e diede inizio all'insieme di attività di promozione detto star system, che non veicolò soltanto i singoli artisti ma anche il loro elevato tenore di vita.
Ciò rese il mestiere di attore del cinema un sogno, un miraggio che catturò la fantasia delle masse: tutti volevano diventare attori per conseguire fama e ricchezze.
Le avanguardie europee
Mentre negli Stati Uniti si sviluppava un cinema narrativo classico, destinato a un pubblico vasto, in Europa le avanguardie artistiche svilupparono tutta una serie di film sperimentali che furono molto importanti per il cinema successivo.
Tra gli autori più importanti ci furono l'italiano Anton Giulio Bragaglia, gli spagnoli Luis Buñuel e Salvador Dalí, i russi Dziga Vertov e lo stesso Ejzenstein, i francesi René Clair e Fernand Léger, il danese Carl Theodor Dreyer.
Un discorso a parte merita la Germania, dove la presenza di alcuni tra i migliori registi, attori, sceneggiatori e fotografi dell'epoca permise la creazione di opere innovative ma anche apprezzate dal pubblico, oltre che capisaldi del cinema mondiale.
Tra i registi più famosi vanno segnalati almeno Friedrich Wilhelm Murnau, Nosferatu il vampiro (1922), Georg Wilhelm Pabst e Fritz Lang, Metropolis (1927).
Introduzione del sonoro
Già Thomas Edison aveva brevettato una maniera per aggiungere il sonoro alle sue brevi pellicole, Dickson Experimental Sound Film (1895). Ma quando i vari esperimenti raggiunsero un livello qualitativo accettabile, ormai gli studios e la distribuzione nelle sale erano organizzati al meglio per la produzione muta, per cui l'avvento del sonoro venne giudicato non necessario e a lungo rimandato.
Lo stato delle cose cambiò di colpo quando la Warner, sull'orlo della bancarotta, giudicò di non avere ormai niente da perdere e rischiò, lanciando il primo film sonoro. Fu Il cantante di jazz nel 1927, e fu un successo ben oltre le aspettative: nel giro di un paio di anni la nuova tecnologia si impose prima a tutte le altre case di produzione americane, e poi a quelle del resto del mondo.
La tecnica venne perfezionata ulteriormente nel 1930, creando due nuove attività, il doppiaggio e la sonorizzazione.
Questa novità provocò un terremoto nel mondo del cinema: nacquero nuovi contenuti adatti a valorizzare il sonoro, come i film musicali, e nuove tecniche, mancando ormai il sipario della didascalia.
Con il sonoro e la musica, la recitazione teatrale a cui si affidavano gli attori del cinema muto risultava esagerata e ridicola: così, dopo alcuni fiaschi, le stelle del cinema muto scomparvero in massa dalle scene, e salì alla ribalta una intera nuova generazione di interpreti, dotati di voci più gradevoli e di una tecnica di recitazione più adatta al nuovo cinema.
Il cinema classico
Dal 1917 in poi, si impone il concetto di film come racconto, come romanzo visivo, e come nella narrativa, iniziano a emergere anche nel cinema dei generi ben precisi: l'avventura, il giallo, la commedia, etc.
Questo salto qualitativo è reso possibile dall'evolversi delle tecniche del montaggio, le quali, con il montaggio alternato, il montaggio analitico ed il montaggio contiguo, permettono di saltare da una scena all'altra e da un punto di vista all'altro, senza che il pubblico resti.
Tutte queste Regole del Buon montaggio verranno prescritte nel Codice Hays, codici necessari per l'accettazione delle pellicole da parte degli studios.
Intanto il cinema affermava sempre più la sua importanza come mezzo di comunicazione di massa. Persino papa Pio XI volle intervenire nel dibattito sull'utilità del cinema con l'enciclica Vigilanti cura del 29 giugno 1936, sostenendo che gli spettacoli cinematografici non devono «servire soltanto a passare il tempo», ma «possono e debbono illuminare gli spettatori e positivamente indirizzarli al bene».
Il cinema e Hollywood
Nella calda e assolata Los Angeles, in California, verso la fine del 1910 si riuniscono affaristi desiderosi di investire nel cinema e registi che preferiscono il clima mite della cittadina californiana per girare pellicole.
Nei primi anni venti Los Angeles continua a svilupparsi nel campo industriale e agricolo, e in breve tempo nella zona si riuniscono una serie di case di produzioni cinematografiche, dalla Universal alla MGM, e così nasce Hollywood.
In breve tempo il cinema diventa un vero e proprio prodotto commerciale: attori e vengono visti dal pubblico quasi come fossero delle divinità, si pensi a Mary Pickford, Rodolfo Valentino e Douglas Fairbanks; registi come David W. Griffith e Cecil B. DeMille alternano prodotti artistici ad altri comandati dagli Studios.
E Charlie Chaplin, indipendente sia come artista che come produttore, realizza le sue comiche prendendosi gioco della società.
Negli anni trenta nasce lo studio system: gli Studios comandano a bacchetta le star, e pur esaltandone l'immagine, si pensi a Greta Garbo e Clark Gable, tendono ad intrappolarli in personaggi stereotipati.
Si parlerà del "periodo d'oro del cinema". Intanto generi come la commedia e il dramma romantico impazzano, ma in seguito si faranno strada generi più realistici e socialmente critici, come il "gangster-movie" e il noir, genere quest'ultimo sviluppatosi maggiormente durante la Seconda guerra mondiale.
Ma in questo decennio è il musical scacciapensieri a far da padrone, con Fred Astaire e Ginger Rogers che allietano spettatori desiderosi di evasione.
Parte verso la fine del decennio inoltre la rivoluzione del technicolor, ovvero dei film a colori, come il celeberrimo Via col vento di Victor Fleming.
Negli anni quaranta lo studio system finisce a causa delle leggi federali che privano gli Studios della proprietà delle sale cinematografiche, ma durante la Seconda guerra mondiale essi non smettono di far faville continuando a produrre film di grande valore.
Attori come Cary Grant, James Stewart, Gary Cooper e Henry Fonda diventano in questo periodo veri divi e beniamini del pubblico, o registi come Frank Capra, e attori sciovinisti come John Wayne, indimenticabile nei suoi western.
Nel 1942 viene girato da Michael Curtiz Casablanca, uno dei film più importanti e celebri della storia del cinema, che pur essendo un film romantico, ha saputo affrontare dignitosamente il problema della guerra, della resistenza partigiana e dell'avanzata nazista e che ha lanciato nello star system Humphrey Bogart e Ingrid Bergman.
Nel frattempo però nuovi artisti come Orson Welles stravolgono il normale modo di fare cinema, e negli anni cinquanta anche la concezione del "divismo" cambia, come nel caso di Marlon Brando e James Dean, che portano sullo schermo un modo più verisimile di rappresentare la realtà.
Contemporaneamente esplode, soprattutto grazie a registi quali Billy Wilder e George Cukor, la «commedia all'americana», che ha i suoi capisaldi in capolavori come A qualcuno piace caldo, Scandalo a Filadelfia e L'appartamento.
Negli anni sessanta e settanta ormai la vecchia Hollywood non è che un ricordo, e il "New Cinema" si fa strada, per opera di registi audaci come Francis Ford Coppola, Woody Allen, Stanley Kubrick e Martin Scorsese e di attori come Dustin Hoffman, Jack Nicholson, Robert De Niro e Meryl Streep.
È una vera e propria rivoluzione all'interno della "vecchia" Hollywood. Film come Easy Rider e Il laureato, girati con budget bassi, fecero registrare incassi inimmaginabili.
Negli anni seguenti il cinema come contestazione sarà più una prerogativa del cinema europeo e dopo gli anni '70 a Hollywood si fa strada il cinema come puro intrattenimento, fino all'esaltazione della fantascienza di Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg e Guerre stellari di George Lucas.
Seppur con un modo diverso di intendere il cinema e le star, Hollywood continua comunque a regalare sogni ed emozioni.
Negli anni ottanta e novanta scende in campo una nuova generazione di talentuosi registi, come Quentin Tarantino, Tim Burton e David Lynch, che hanno saputo creare film interessanti e innovativi, senza mai dimenticare il passato.
Il cinema e l'Europa
Se in America Hollywood era la capitale del cinema, in Europa, in seguito alla Seconda Guerra Mondiale nacquero in molte nazioni diverse scuole di cinema, ma tutte accomunate dalla voglia di rappresentare la realtà.
Diviene quindi importantissimo il neorealismo italiano e i suoi registi principali: Luchino Visconti, Pietro Germi, Alessandro Blasetti, Roberto Rossellini e Vittorio De Sica.
Film come Roma città aperta, Sciuscià e Ladri di biciclette ispirano e affascinano diversi registi nel mondo, come il giapponese Akira Kurosawa.
Anche dopo il periodo prettamente neorealista, l'Italia ha potuto vantare una nuova generazione di registi, ugualmente realisti, ma in maniera diversa, come Federico Fellini, Mario Monicelli, Ettore Scola, Dino Risi, Luigi Comencini.
Il cinema digitale
Sino ad alcuni anni fa, cinema e televisione erano due media ben distinti: il cinema fondava la sua forza sulla qualità della pellicola e sulla visione dei film in apposite sale dove la proiezione avveniva al buio, favorendo l'attenzione degli spettatori; la televisione risultava imbattibile per la sua capacità di rappresentare l'evento contestualmente al suo verificarsi, pur se la qualità e la definizione delle immagini erano appena sufficienti per una visione su uno schermo domestico.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Introduzione cinema e neorealismo, tesina
Tesina che tratta del cinema e del neorealismo.
Collegamenti
- Italiano - neorealismo, Vittorini
- Latino - Petronio
- Filosofia - Marx
- Storia - la Resistenza
- Inglese - Orwell