Estratto del documento

Indice

Introduzione

Dove l'umanità si perde

Poveri per:

Francese

Fuga “Ma bohème”

-Arthur Rimbaud, ............................................... pag. 6

Obbligo “Il sole dei morenti”

-Jean-Claude Izzo, .................................... pag. 10

Rappresentazione

Arte “Il vecchio chitarrista cieco”

-Pablo Picasso, ......................... pag. 12

Dove l'umanità si perde

Storia

Persecuzione nazista e campi di concentramento.......... pag. 16

Vedere e capire

Italiano “I mendicanti”

-Cesare Pavese, .................................................... pag. 21

Dove l'umanità si ritrova

Tedesco “Fahrend in einem bequemen Wagen”

-Bertolt Brecht, ... pag. 24

Sperare

Inglese “Down and out in Paris and London”

-George Orwell, pag. 26

Demichelis Giorgia

Bibliografia/Sitografia 1

Classe 5^ A ERICA

Economia “Clochard alla riscossa”................................... pag. 32

-Associazione

Al Bonelli, che mi ha fornito gli strumenti per affrontare questo difficile e strano percorso che è la vita.

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

3

4

Introduzione

In questa breve tesina ho cercato di analizzare il fenomeno del vagabondaggio in tutte le sue parti, seguendo il filo conduttore dell’umanità intesa come sentimento benevolo che ci predispone in modo positivo verso gli altri.

Partendo dalle cause che spingono i vagabondi a vivere lontano dalla materialità e dalla corsa al profitto, ho analizzato la perdita di umanità che si verifica nei loro confronti quando si ritrovano a vivere per strada.

Che sia per fuga dai valori della borghesia (Arthur Rimbaud) o per obbligo (Jean-Claude Izzo), numerosi sono gli artisti che si sono interessati a loro e li hanno rappresentati nelle loro opere (Pablo Picasso), anche per la loro condizione di vittime del disprezzo e dell’odio popolare, che durante la seconda guerra mondiale portò al loro sterminio nei campi di concentramento per opera dei nazisti (Storia).

Dopo il primo rifiuto nei loro confronti che i genitori ci trasmettono quando siamo bambini (Cesare Pavese), c’è qualcuno tra di noi che si accorge della loro presenza e si rende conto che sono esseri umani anche loro, degni di rispetto e di aiuto (Bertolt Brecht).

Provare pietà per i miserabili però non è sufficiente per considerarli nostri pari, ecco perché i più curiosi decidono coraggiosamente di trascorrere un periodo di vita con loro, nelle condizioni più deplorevoli e disumane (George Orwell).

È questa profonda conoscenza dei diseredati che ci rende più consapevoli del loro valore nella società e ci spinge a voler essere d’aiuto per un loro recupero, sia psicologico che materiale (Economia).

I mendicanti e tutti coloro che abbandonano l’idea di una meta fissa sono considerati dei fannulloni delinquenti: questi pregiudizi provocano in chi li incontra sentimenti negativi quali il disprezzo, il disgusto, la paura, l’odio e la diffidenza, emozioni che conducono l’uomo a considerare bestia un altro uomo semplicemente perché la sua situazione di estrema povertà non gli permette di condurre una vita dignitosa.

Un’esistenza di stenti non significa per forza perdere ogni valore, la mancanza di impiego fisso non è obbligatoriamente voler vivere a spese degli altri e l’indigenza, per quanto essa provochi infelicità e amarezza, non implica sempre delinquenza e malavita.

Troverete all’inizio di ogni argomento una mia introduzione in italiano, utile per dare continuità al discorso presentato.

Buona lettura.

Dove l’umanità si perde

“Quaggiù la povertà è vergogna che nessun merito lava; è delitto non punito dalle leggi, ma perseguitato più crudelmente dal mondo”.

Ugo Foscolo

Francese

La fuga

L’uomo smette di essere considerato tale quando mancano i presupposti che lo rendono parte della società: la casa, il lavoro, la famiglia.

Questi, che da sempre sono i valori che consentono una convivenza civile tra nuclei di persone con culture abitudini diverse, erano particolarmente radicati nella borghesia ottocentesca, che ipocritamente li professava e nell’intimità della vita quotidiana li tradiva.

Il culto della famiglia era un obbligo, eppure infinite schiere di prostitute e amanti attendevano i padri di famiglia nei bordelli, dove gli uomini si ubriacavano e tornando a casa picchiavano le mogli e i figli; il lavoro era una forma di schiavitù per le classi più povere, costrette ad un rapido logoramento fisico e psicologico, poiché non godevano di alcun diritto. Insomma, questa ipocrisia comunitaria (che in parte persiste ancora oggi) era accettata dalla maggioranza della popolazione come indiscutibile, fatta eccezione per tutti quegli artisti che, a partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento, scelsero di abbandonare le convenzioni per affrontare meglio quel viaggio allo scoperta della verità, fatto di povertà, assenzio e droga: era il periodo dei bohémien.

Arthur Rimbaud (1854-1891)

Né à Charleville (Est de la France) dans un milieu bourgeois, Rimbaud manifeste dès l’adolescence un sentiment de violente révolte contre la société, la religion, la misère et la guerre.

Au début du 1870 Izambard, un de ses professeurs, lui fait découvrir et connaître les poètes célèbres parisiens, parmi les quels Verlaine aussi, son futur amant.

À l’âge de seize ans Arthur Rimbaud accomplit sa première fugue vers la capitale française mais il s’échappe sans argent et il est arrêté sur un train, sur le quel il voyageait sans billet. Grâce à l’aide de son professeur Izambard il est libéré, mais il s’enfuit de nouveau à pied le 25 septembre 1870, depuis un seul mois passé chez soi. Retrouvé par la police, Rimbaud est emmené forcément chez sa mère, où il vit jusqu’au début de l’année suivante.

En 1871 il s’échappe encore une fois vers Paris, où Verlaine le rend célèbre dans les milieux littéraires du temps; la relation amoureuse entre les deux hommes fait scandale mais ils vivent au dehors des conventions de la société, aussi pour ce qui concerne la dépendance des drogues et de l’absinthe.

Depuis la rupture dramatique avec Verlaine en 1873, Rimbaud s’en fuit une dernière fois de Paris et il voyage beaucoup autour de l’Europe et, plus tard, en Afrique aussi. Il devient trafiquant d’armes et il conduit beaucoup des travaux différents, jusqu’au 1891, année de sa mort à Marseille.

Poétique

Arthur Rimbaud a été un écrivain très précoce, en effet toutes ses œuvres ont été écrites entre le 1870 et le 1875. Dans cette période-là Rimbaud était dans le milieu de son adolescence, caractéristique qui explique le sens puissant de révolte contre la société et ses conventions qui domine ses poèmes.

On rappelle quarante-quatre poèmes rimbaldiens, parmi lesquels j’en présente un ci-dessus.

Ma bohème

Je m'en allais, les poings dans mes poches crevées;
Mon paletot aussi devenait idéal,
J'allais sous le ciel, Muse! et j'étais ton féal;
Oh! là là! que d'amours splendides j'ai rêvées!

Mon unique culotte avait un large trou.
-Petit-Poucet rêveur, j'égrenais dans ma course
des rimes. Mon auberge était à la Grande-Ourse.
-Mes étoiles au ciel avaient un doux frou-frou.

Et je les écoutais, assis au bord des routes,
Ces bons soirs de septembre où je sentais des gouttes
De rosée à mon front, comme un vin de vigueur;
Où, rimant au milieu des ombres fantastiques,
Comme des lyres, je tirais les élastiques
De mes souliers blessés, un pied près de mon cœur!

La mia bohème

Me ne andavo, i pugni nelle tasche sfondate; E anche il mio cappotto diventava ideale; Andavo sotto il cielo, Musa! ed ero il tuo fedele; Oh! quanti amori splendidi ho sognato! I miei unici pantaloni avevano un largo squarcio. -Pollicino sognante, nella mia corsa sgranavo rime. La mia locanda era sull'Orsa Maggiore. -Nel cielo le mie stelle facevano un dolce fru-fru. Le ascoltavo, seduto sul ciglio delle strade, In quelle belle sere di settembre in cui sentivo gocce Di rugiada sulla fronte, come un vino di vigore; Oppure, rimando in mezzo a fantastiche ombre, Come lire tiravo gli elastici Delle mie scarpe rotte, un piede vicino al cuore!

Commentaire

Rimbaud s’en fuit très jeune de l’environnement bourgeois dans lequel il était né et il conduit une existence insouciante et très pauvre, toujours à la recherche de la vraie vie dans toutes ses formes (l’amour, la folie, la drogue, la poésie).

Son désir d’absolu l’emmène à se révolter contre l’hypocrisie de la société et avec l’errance et la fantaisie il peut quitter la réalité qui lui ressemble vide, pour se réfugier dans le rêve d’un ailleurs différent.

Ce poème nous montre exactement les sentiments du petit voyageur que Rimbaud était en 1870, soit pour les thèmes dont il parle, soit pour la forme très libre de verses.

Mais la condition de pauvreté dans laquelle le poète se retrouve n’est pas négative, elle est au contraire vécue comme une fantaisie de la jeunesse, pleine des espoirs et d’amusement.

La rupture avec le monde bourgeois est évidente dans l’image des « poings dans mes poches crevées » : bien sans richesses, le poète s’en fuit avec orgueil et satisfaction vers une destination pas précisée, condition que l’emmène à rêver beaucoup.

Le protagoniste n’a pas domicile fixe mais il trouve de la joie à se promener sous le ciel nocturne, tandis qu’il lui semble de pouvoir posséder les étoiles : « mes étoiles au ciel avaient un doux fru-fru ».

Le poète vagabond n’a aucun lien, mais le voyage lui cause plaisir grâce à la protection de la nature, que paraît au poète comme le lieu idéal dans lequel les maux physiques viennent oubliés parce que l’amour les vainc. Les « gouttes de rosée » sont pour lui une façon de se renforcer et même dans les moments les plus obscures (« au milieu des ombres fantastiques ») la poésie et la musique viennent le sauver (« comme des lyres je tirais le élastiques de mes soulier blessés »).

Ce vagabondage heureux et insouciant domine le poème, avec lequel Rimbaud veut décrire la joie de la fugue matérielle et spirituelle, en rupture avec la société du profit et la morale.

On ne sait pas dans quelle mesure ce poème est autobiographique mais c’est probable qu’il ait le but d’ironiser sur les aventures de Rimbaud-même. La musicalité du poème est blessée du mélange de la langue écrite et de celle familière, une dernière rupture avec la société qui oblige le poète à errer sans cesse à travers le monde et son esprit.

L’obbligo

Diversa sorte tocca a chi non sceglie di abbandonare la società, ma è costretto a farlo per volere stesso di quest’ultima: parlo dei disoccupati senza famiglia, dei disabili, dei tossicodipendenti e dei malati mentali in genere, individui che avrebbero bisogno di cure particolari ma che sono lasciati a loro stessi, nella cruda legge della sopravvivenza della strada.

Il sole dei morenti

Su di loro Jean-Claude Izzo ha scritto un romanzo,

In questo libro l’autore racconta la struggente storia di Rico, un senzatetto che decide di fare il suo ultimo viaggio verso Marsiglia per morire in una città calda e soleggiata, totalmente diversa dalla Parigi in cui aveva vissuto per molto tempo e nella quale aveva visto morire il suo migliore amico Titì a causa del freddo e degli stenti.

Durante questo ultimo viaggio fisico verso il mare, Rico ripercorre a ritroso la sua esistenza, descrivendo la caduta in povertà in conseguenza al fallimento del suo matrimonio e all’abbandono da parte della moglie adultera, raccontando anche dell’indifferenza dei suoi amici borghesi ed egoisti, che lo tradiscono un’ultima volta lasciandolo solo nella disperazione più totale.

Ne riporto alcuni estratti qui di seguito:

“É l’amore che sparisce. Ovunque. Proprio così. Fra marito e moglie. Fra padre e figlio. Fratello e sorella. Fra due amici... Porte che si chiudono. Fino all’ultima, un giorno. L’ultima porta prima dell’inferno. L’inferno, la strada. La miseria.

In quanti erano, come lui, a vivere per strada? Sulle strade di Francia? Nessuno li contava più. Centinaia, si diceva. Migliaia. Si contavano solo i morti, e solo d’inverno.”

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 42
Tesina sulla Povertà Pag. 1 Tesina sulla Povertà Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tesina sulla Povertà Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tesina sulla Povertà Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tesina sulla Povertà Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tesina sulla Povertà Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tesina sulla Povertà Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tesina sulla Povertà Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tesina sulla Povertà Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tesina sulla Povertà Pag. 41
1 su 42
Sintesi

Francese

"Ma bohème" di Arthur Rimbaud + "Il sole dei morenti" di Jean-Claude Izzo;

Storia dell'arte

"Il vecchio chitarrista cieco" di Pablo Picasso

Storia

Persecuzione nazista e campi di concentramento

Italiano

Novella "I mendicanti" di Cesare Pavese

Tedesco

"Fahrend in einem bequemen Wagen" di Bertolt Brecht

Inglese

"Down and out in Paris and London" di George Orwell

Economia

Associazione "Clochard alla riscossa"

D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi