Estratto del documento

1984

E i totalitarismi del ’900

Teana Soldati

Istituto professionale “Blaise Pascal” 2010/2011 1

1984

Ho scelto di esporre come tesina 1984, perché è uno dei miei libri preferiti e soprattutto perché è estremamente contemporaneo. Cambiano i nomi delle dittature, il “Grande Fratello” muta forma, ma la sostanza è sempre la stessa. I mass media, la classe politica, oggi non cercano di fare la stessa cosa del Grande Fratello? Di omologarci, conformarci, coprendo le nostre teste con “un velo d’ignoranza”? Mi ha colpito tanto la frase “L’ignoranza è forza”, Orwell è stato profetico anche in questo: basta provare a chiedere a 10 persone qualsiasi chi sia il Grande Fratello, e il 90% vi risponderà che è una trasmissione televisiva. Credo che 1984 debba essere letto e studiato obbligatoriamente nelle scuole, così da far aprire gli occhi ai ragazzi, così da fargli capire che non è oro tutto quello che luccica, e di trasmettergli l’importanza dell’individualità, di non conformarsi alla massa, ma di cercare di essere se stessi, senza seguire i prototipi che la società t’impone. Questo libro lascia un senso di angoscia, un’angoscia così grande che pare quasi di non poter respirare; ma non considero questa sensazione d’oppressione negativa per il libro, sono convinta che Orwell lo abbia scritto con l’esatto intento di trasmettere tale emozione al lettore. L’autore sottolinea come l’arte sofista sia la vera arma di distruzione, ed insieme ad essa la “violenza” applicata alla lingua, dove viene man mano smantellata dal regime a fronte di un controllo totale delle menti; basti pensare ai cellulari, alle chat, a come oggi molti ragazzi non sanno pronunciare una frase di senso compiuto, troppo abituati a utilizzare abbreviazioni ogni qual volta che scrivono. Seguendo la logica del bipensiero, lo definirei un capolavoro orrendo.

Mai abbassare la guardia, il Grande Fratello ti guarda. 2

Indice

  • Trama del libro — pag. 4
  • Definizione totalitarismo — pag. 5
  • Inglese — pag. 7
  • Storia — pag. 9
  • Psicologia — pag. 12
  • Italiano — pag. 14
  • Pedagogia — pag. 16
  • Diritto — pag. 18
  • Ed. fisica — pag. 20
  • Igiene — pag. 22 3

1984: trama del libro

1984” è un romanzo di fantascienza scritto da George Orwell nel 1948 con l’intenzione di lanciare un forte messaggio contro gli abusi del potere e l’annullamento dell’uomo attuato dai governi totalitari.

L’azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati perennemente in guerra fra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia.

Londra è la città principale di Oceania, la cui società è amministrata secondo i principi del Socing e governata da un onnipotente partito unico con a capo il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona. Sotto di lui c’è il Partito interno, quello esterno e la gran massa dei sudditi. Ovunque sono visibili grandi manifesti con il volto del Grande Fratello. Gli slogan politici ricorrenti sono: “La pace è guerra, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”.

Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Winston Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza ispirata a principi opposti a quelli proclamati dal regime: tiene un diario segreto, ricostruisce il passato, si innamora di una collega di lavoro, Julia, e dà sempre più spazio a sentimenti individuali.

Insieme con un compagno di lavoro, O’Brien, Smith e Julia iniziano a collaborare con un’organizzazione clandestina, detta Lega della Fratellanza. Non sanno tuttavia che O’Brien è un membro della psicopolizia, governata dal Ministero dell’Amore (la cui funzione è di torturare i dissidenti fino a piegare le loro volontà a quella del Partito), che riesce ad intrappolarli. Smith viene arrestato, sottoposto a torture e a un indicibile processo di degradazione. Alla fine di questo trattamento è costretto a denunciare Julia, rinunciando così all’amore e di conseguenza all’ultimo segno di umanità rimastogli.

Infine O’Brien rivela a Smith che non è sufficiente confessare e sottomettersi: il Grande Fratello vuole avere per sé l’anima e il cuore di ogni suddito prima di metterlo a morte. 4

Definizione di totalitarismo

Il termine “totalitarismo” pare sia stato introdotto nel 1923 dal liberale antifascista Giovanni Amendola che, sul quotidiano “Il Mondo”, attaccava il metodo e il “sistema totalitario” usato dai fascisti per costringere i cittadini italiani a votare nelle elezioni amministrative di quell’anno. La parola fu poi adottata dallo stesso Mussolini, quando, in un discorso del 1925, definì in positivo il fascismo come “una feroce volontà totalitaria”, intendendo evidenziarne, rispetto al liberalismo dell’inizio del secolo, la capacità di gestire in modo onnicomprensivo gli aspetti sociali, economici e culturali. Da questo momento il termine conobbe un’enorme fortuna e fu esteso, già negli anni Trenta, prima al regime nazista, poi a quello staliniano.

Analizzando i vari tipi di totalitarismo (opposto alla democrazia) si può dire che i caratteri generali di questo regime sono:

  1. La dittatura di un partito unico, solitamente identificato con il suo capo.
  2. La completa soppressione di ogni libertà di opposizione e dissenso.
  3. La presenza di un’ideologia ufficiale, che pretende di imporsi come assoluta e indiscutibile.
  4. L’uso del terrore poliziesco.
  5. La tendenza ad organizzare il consenso trovando sempre nuovi nemici contro cui incanalare l’odio del popolo.
  6. Il monopolio, da parte del partito, dei mezzi di comunicazione di massa, utilizzati in un’opera assidua di propaganda.
  7. La penetrazione dello stato-partito in ogni settore della società e della vita quotidiana.

Soprattutto questi ultimi due aspetti sembrano distinguere il totalitarismo da molte altre forme di regimi autoritari, dittatoriali, assoluti esistiti nella storia, tanto che alcuni studiosi lo considerano un fenomeno assolutamente nuovo e comprensibile solo all’interno della società di massa. Nel totalitarismo lo stato tende a penetrare nel sistema sociale, togliendogli ogni aspetto di autonomia (per esempio organizzando i sindacati, la scuola, il tempo libero, la cultura) e proponendosi di combattere la vita politica, ma anche di manipolare e trasformare la stessa coscienza degli individui: un regime totalitario tende perciò a mobilitare e a “politicizzare” le masse, attribuendo ad ogni fenomeno ed evento (anche a quelli più lontani dalla politica, come lo sport) un carattere politico. Con l’espressione “totalitario” si intendono solitamente i regimi dittatoriali instauratisi in Germania, Unione Sovietica e Italia con la fine della Grande Guerra. Tuttavia, secondo Hanna Arendt, scrittrice del libro “Le origini del totalitarismo” (1951) e studiosa del fenomeno, forme “storiche” di totalitarismo sono state nazismo e stalinismo, mentre il fascismo è considerato un “totalitarismo imperfetto” perché non riuscì mai ad esercitare un totale controllo sulle masse e sulla società italiana, poiché il suo potere era fortemente limitato da due forti istituzioni: la Corona e la Chiesa. Per quanto riguarda il re, egli non si dimostrò mai un effettivo pericolo per Mussolini, anche perché non intervenne mai contro di lui. Per quanto riguarda la Chiesa, un’entità molto forte in Italia, Mussolini cercò di prendere subito accordi (“Patti Lateranensi”) con il Papa, per evitare che questi intervenisse a suo svantaggio. In ogni caso, il fascismo si è dimostrato più debole degli altri regimi anche perché, mentre nazismo e stalinismo hanno sempre cercato di subordinare lo Stato al partito, in Italia è avvenuto il contrario: al centro del regime c’era lo Stato. Inoltre il fascismo ha “riciclato” l’amministrazione del periodo precedente che ha potuto “fascistizzare” solo superficialmente. 5

George Orwell

Razionalizzazione del controllo

Cibo delle menti

1984

Esercizio bipensiero

Fisico

Repressione di ogni libertà

Partito unico

Associazioni giovanili

6

George Orwell

The name George Orwell is just a pseudonym, which Eric Blair chose before publishing his books. He chose “George” because it sounded very English, while “Orwell” was the name of a river he liked.

George Orwell was born in India into a middle-class family in 1903, but he studied in England. After having passed the exam to enter the Imperial Police, he went to Burma, however he didn’t accept the institutions he worked for; what is more, as the British weren’t accepted by the local population because they wanted to impose their ideas, Orwell went back to England where he developed an anti-imperialistic attitude.

He felt he had to write about social problems and injustice, but he knew he had to experience a poor life in order to do that; so, when he was in London and later in Paris, he lived with tramps and outcasts, he begged food, he slept under bridges and did any kind of job in order to get money.

Later he was also commissioned by a left-wing publisher to investigate conditions among the miners and the workers in the industrialized North of England, so once again he could understand how poor people had to live.

Another very important experience was in the year 1936, when Orwell went to Spain, where, during the civil war against Franco, Orwell joined the POUM, a left wing party. He thought that all the left wing groups had to be united to defeat Franco, however the Communist party prevailed over the POUM; there was even a fight in which Orwell was wounded, so he went back to England where he changed his political ideas: he was against totalitarianism.

Orwell is a political committed intellectual, who considers his art an instrument of communication; according to him, language must be clear and direct (he said that “good prose is like a window pane”) in order to be an instrument of information and communication. 7

However there was a conflict he could never solve: Orwell, in fact, sided with the poor and the workers, but he didn’t belong to the working class, and this conflict can be felt in all his works.

Anyway, he is a very important writer because he had the courage to write about injustice.

We can say that George Orwell is a socialist, but his socialism is very particular because he is against any kind of injustice and exploitation, from the right but also from the left. He is against totalitarianism since a totalitarian state denies the fundamental individual rights of freedom of expression and of thought: if a state cannot guarantee these freedoms it is totalitarian and it is unfair.

Opere

  • Down and Out in Paris and London (1933)
  • Burmese Days (1934)
  • A Clergyman’s Daughter (1935)
  • Keep the Aspidistra Flying (1936)
  • The Road to Wigan Pier (1937)
  • Homage to Catalonia (1938)
  • Coming up for Air (1939)
  • Inside the Whale, and Other Essays (1940)
  • Animal Farm (1945)
  • Nineteen Eighty-four (1949)
  • Shooting an Elephant and Other Essays (1950)
  • Such, Such Were the Joys (1953) 8

Controllo delle menti

Orwell ci descrive una società inquinata dall’ideologia del Big Brother, il cui volto infesta la città di Londra con manifesti e teleschermi giganti. La vita di ciascun uomo è totalmente dipendente dalla volontà del Partito, che attraverso la psicopolizia, la neolingua, la propaganda e il controllo dell’informazione, riesce ad imporre il proprio dominio, esattamente come Hitler riuscì a diffondere il terrore fra gli oppositori con le SA e le SS, la propaganda curata da Goebbels e il rogo di tutti i libri che affermavano valori di libertà, democrazia e giustizia. Le SS - abbreviazione del tedesco Schutzstaffeln («reparti di difesa») - erano un’unità paramilitare d’élite del Partito Nazista. Vennero formate reclutando appartenenti delle SA (squadra paramilitare), nel 1925, per essere la guardia personale di Adolf Hitler e per sorvegliare i raduni del partito.

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Sintesi
  • Storia: il controllo della mente nei totalitarismi
  • Psicologia: il bipensiero (Sigmund Freud)
  • Italiano: la repressione di ogni libertà (Primo Levi)
  • Pedagogia: le associazioni giovanili (Giovanni Gentile)
  • Diritto: il partito unico
  • Ed. fisica: l'esercizio fisico (gioventù hitleriana, olimpiadi del '36)
  • Igiene: la razionalizzazione del cibo (metabolismo basale)
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