I.I.S.S. “Francesco De Sanctis”
Sant’Angelo dei Lombardi - Avellino
Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate -
-
La macchina
Carlo Luciani
A.S. 2014/2015
Classe VA SA
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Indice
Introduzione……………………………………
………………………….... pag. 4
Italiano – Il Manifesto del futurismo e le sue influenze in
d’Annunzio…………..pag. 5
Storia - La seconda rivoluzione
industriale……………………………………….pag. 7
Chimica - Gli
idrocarburi…………………………………………………………
……...pag. 9
Fisica - Il motore
elettrico………………………………………………………………
pag.13
Filosofia: Max Weber, il «disincantamento del
mondo»…………………………pag.14
Inglese - Man becomes machine - 1984 - George Orwell
…………………………………..pag.16
Informatica - Dal linguaggio di programmazione al linguaggio
macchina: compilazione e
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interpretazione……………………………………….
………..pag. 17
Matematica - Un’applicazione reale delle equazioni differenziali: il
processo di scarica di un condensatore
elettrico………………………………….pag. 20
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Introduzione
La scelta di questo particolare tipo di percorso è influenzata sicuramente da
una profonda passione che mi lega al mondo dell’automobilismo, nata da
bambino, quando durante le domeniche pomeriggio rimanevo incantato nel
vedere sfrecciare la “rossa di Maranello” portata costantemente alla vittoria da
un certo Michael Schumacher, praticamente un folle appassionato della
velocità, che oggi, per ironia della sorte, si ritrova a lottare contro la morte a
causa di un incidente avuto sugli sci. Un pazzo come chi, d’altronde, è riuscito
a comprendere e diffondere questo “mito della macchina” che continua ancora
ad affascinare l’uomo attraverso il suo significato di rinnovamento e di
progresso: la macchina infatti non solo modifica il modo di vivere, ma anche di
vedere e sentire la realtà. 5
Italiano – Il Manifesto del futurismo e le sue influenze in d’Annunzio
Questo presupposto è infatti alla base del pensiero di Filippo Tommaso
Marinetti, il quale agli inizi del ‘900 si rende promotore di un movimento
culturale rivoluzionario: il Futurismo. Personaggio controverso e stravagante,
Marinetti studia in Francia, laureandosi alla Sorbona di Parigi, dove si fa strada
come scrittore di opere di ispirazione liberty, andando quindi contro l’utilizzo
della metrica e della rima, proponendo anche punteggiatura e sintassi
completamente nuove, suscitando non poche critiche. Ed è proprio nella
capitale francese che, influenzato dal modo di pensare più aperto rispetto a
quello conservatore italiano, Marinetti elabora il Primo Manifesto del Futurismo,
pubblicato il 20 febbraio 1909 sul quotidiano “Le Figaro”, criticando duramente
la letteratura, ma più in generale la cultura italiana tutta, ed esaltando non solo
i valori del coraggio, del pericolo e della ribellione, ma anche la guerra, a
dimostrazione di una irrazionalità che contraddistingue la poetica futurista. Tra i
punti salienti del Manifesto, inoltre, merita una menzione il disprezzo della
donna, inteso non come un ripudio verso il genere femminile, ma alla sua
immagine nella letteratura, quasi sempre associata al piacere fisico. Altro
particolare che si può notare nel quarto punto è l’uso della parola automobile al
maschile, in quanto strumento “feroce”, destinato a stravolgere lo stile di vita
del mondo, frutto del più alto ingegno umano che unisce una funzione d’uso ed
una estetica. In realtà il termine fu portato al genere femminile da Gabriele
d’Annunzio, il quale lo scrisse esplicitamente in una lettera indirizzata al
“L’Automobile è femminile.
fondatore della FIAT Giovanni Agnelli, precisando:
Questa ha la grazia, la snellezza, la vivacità d’una seduttrice; ha inoltre, una
virtù ignota alle donne: la perfetta obbedienza. Ma per conto, delle donne ha la
disinvolta levità nel superare ogni scabrezza”.
Qui il testo completo del Manifesto del Futurismo:
1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla
temerità.
2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della
nostra poesia.
3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il
sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile,
il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una
bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo
cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un
automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della
Vittoria di Samotracia.
5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale
attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua
orbita.
6. Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per
aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
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7. Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un
carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere
concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a
prostrarsi davanti all'uomo.
8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo
guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte
dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già
nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo,
il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si
muore e il disprezzo della donna.
10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie
d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro
ogni viltà opportunistica e utilitaria.
11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla
sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni
nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli
arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni
ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per
i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i
fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi
che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano
sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo
scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una
bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.
È dall'Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza
travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché
vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori,
d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari. Già per troppo tempo l'Italia è stata un
mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la
coprono tutta di cimiteri.
In qualche modo, infatti, d’Annunzio può essere considerato un precursore del
futurismo, in quanto promotore anch’egli della guerra e di idee innovatrici,
pubblicizzate dai mass media dell’epoca, sfruttati non solo dall’esteta, ma
anche dai principali esponenti futuristi per promuovere le loro serate futuriste,
spesso caratterizzate da caos e risse. Una delle opere che risente infatti di
“Forse che sì, forse che no”,
questa influenza futurista è romanzo pubblicato
nel 1910, nel quale l’autore estende il suo interesse ai moderni mezzi della
scienza e della tecnica, passando all'esaltazione di nuovi valori come la velocità
e la competizione sportiva.
La vicenda verte sulla nascita di una violenta passione amorosa tra Paolo Tarsis
e Isabella Inghirami. Nel retroscena si intrecciano le vicende di Vanina e
Lunetta, sorelle di Isabella, e di Aldo, fratello delle tre. La dolorosa scoperta
della storia d'amore tra Paolo e Isabella da parte di Aldo e Vanina causa una
precipitosa caduta verso tendenze suicide: Aldo e Vanina tentano insieme il
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suicidio sporgendosi da una muraglia diroccata. Vanina è infatti innamorata di
Paolo, ma Isabella, pur consapevole di questo amore, continua la sua storia con
Paolo. In un primo momento non si colgono le motivazioni di Aldo, emerge poi
verso la fine del romanzo che egli intrattiene relazioni sessuali con la sorella
Isabella. Vanina si reca da Paolo per svelare la relazione sussistente tra il
fratello e la sorella maggiore. Paolo, furente, aspetta l'arrivo di Isabella sulla
quale sfoga la sua ira, percuotendola e insultandola mentre la sorella Vanina
rientra in casa e si suicida. Inizia da questo momento la progressiva crisi di
Isabella, personaggio finora molto sicuro e determinato, che sfocia in una follia
inarrestabile, al punto che il padre e la matrigna di Isabella sono costretti a
ricoverarla in un istituto senza che Paolo riesca a trovare una soluzione
alternativa. Le vicende amorose si intrecciano con due gare aeree, nella prima
delle quali Giulio, amico di Paolo, perde la vita mentre il protagonista esce
vittorioso. Il romanzo si chiude con l'atterraggio di Paolo in Sardegna.
In questa opera trova un perfetto posizionamento il superuomo dannunziano,
estraneo però dagli influssi decadenti, ispirato comunque all’oltreuomo
nietzschiano, con il quale presenta analogie e differenze. Per il filosofo
l’oltreuomo è colui che accetta la “morte di Dio”, inteso non nel senso religioso
del termine, ma come figura ideale alla quale attribuire tutte le certezze di
questo mondo, che automaticamente decadono anche per d’Annunzio con il
superuomo, che però rappresenta un tentativo di applicare praticamente
quanto teorizzato da Nietzsche. L’aspetto più importante però è che,
d’Annunzio assume stili futuristi anche per via del progresso tecnologico e della
crescente industrializzazione in corso nel suo periodo.
Storia – La seconda rivoluzione industriale
Fra XIX e XX secolo, l'industrializzazione si impone come via necessaria e
imprescindibile per lo sviluppo economico degli Stati. Il sistema di fabbrica
continua a espandersi in Europa e fuori d'Europa, cambiando radicalmente
volto. L'economia dei paesi industrializzati, uscita dalla crisi degli anni della
Grande depressione, conosce una stagione di forte crescita produttiva su nuove
basi energetiche e tecnologiche, in un quadro che vede completarsi la
spartizione coloniale del globo e l'Inghilterra cedere progressivamente il suo
primato – fino ad allora indiscusso – a favore di nuove potenze economiche in
Europa (Germania) e fuori d'Europa (USA). L'industrializzazione, fra gli anni
Settanta del XIX secolo e la Prima guerra mondiale, si trasforma
profondamente. S’instaura uno strettissimo rapporto tra scienza, tecnologia e
industria; si rivoluziona la tecnologia produttiva, delle comunicazioni e dei
trasporti; cambiano i settori trainanti lo sviluppo; si utilizzano nuove fonti
energetiche; si intensificano i processi di concentrazione e ristrutturazione
industriale; crescono le dimensioni delle aziende; mutano i rapporti tra
l'industria e gli istituti bancari e finanziari.
Lo sviluppo avviene anche sul piano demografico, ed infatti la popolazione
mondiale si raddoppia nel giro di mezzo secolo. Gli storici definiscono questo
periodo ‘seconda rivoluzione industriale’ (dagli anni Settanta dell'Ottocento fino
agli anni Settanta del Novecento).
Scienza, tecnologia, industria 8
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Introduzione macchina tesina
La scelta di questo particolare tipo di tesina è influenzata sicuramente da una profonda passione che mi lega al mondo dell’automobilismo, nata da bambino, quando durante le domeniche pomeriggio rimanevo incantato nel vedere sfrecciare la “rossa di Maranello” portata costantemente alla vittoria da un certo Michael Schumacher, praticamente un folle appassionato della velocità, che oggi, per ironia della sorte, si ritrova a lottare contro la morte a causa di un incidente avuto sugli sci. Un pazzo come chi, d’altronde, è riuscito a comprendere e diffondere questo “mito della macchina” che continua ancora ad affascinare l’uomo attraverso il suo significato di rinnovamento e di progresso: la macchina infatti non solo modifica il modo di vivere, ma anche di vedere e sentire la realtà. La seguente tesina di maturità permette anche i collegamenti alle altre materie scolastiche.
Collegamenti
Macchina tesina
- Italiano - Manifesto del futurismo e le sue influenze in d'Annunzio
- Storia - La seconda rivoluzione industriale
- Scienze - Gli idrocarburi
- Fisica - Il motore elettrico
- Filosofia - Max Weber, il disincantamento del mondo
- Inglese - 1984, George Orwell
- Informatica - Dal linguaggio di programmazione al linguaggio macchina: compilazione e interpretazione
- Matematica - Un'applicazione reale delle equazioni differenziali: il processo di scarica di un condensatore elettrico