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Istituto tecnico commerciale
Gobetti & De Gasperi
Indirizzo programmatori “Mercurio”
*Tesina di
Enrico Rossi
Classe 5D*
Percorso tematico
Seconda guerra mondiale
- Primo Levi
- Leggi razziali fasciste
- The Battle of Britain
- Risanamento economico nel secondo dopoguerra
- (Conferenza di Bretton Woods)
Ricerca Operativa
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La seconda guerra mondiale è il conflitto che tra il 1939 e il 1945 ha visto confrontarsi da un lato le potenze dell'Asse e dall'altro i paesi alleati. È «mondiale» definita in quanto, così come già accaduto per la Grande Guerra, vi parteciparono nazioni di tutti i continenti e le operazioni belliche interessarono gran parte del pianeta. È considerato il più grande conflitto armato della storia, e costò all'umanità sei anni di sofferenze, distruzioni e massacri per un totale di 55 milioni di morti. Le popolazioni civili si trovarono, infatti, direttamente coinvolte nel conflitto a causa dell'utilizzo di armi sempre più potenti e distruttive, spesso indirizzate contro obiettivi non militari. Nel corso della guerra si consumò anche la tragedia dell'Olocausto perpetrata dai nazisti nei confronti degli ebrei.
Inizio della guerra: 1939-1941
Benito Mussolini e Adolf Hitler
La Germania, guidata da Hitler, nello spazio di due anni riuscì a unire un forte esercito e nel 1938 egli ritenne di essere pronto per passare alla conquista dei suoi obiettivi. Prima annetté l’Austria senza incontrare resistenza, (Anschluss), in seguito conquistò la regione dei Sudeti abitata prevalentemente da tedeschi che chiedevano l’annessione, infine pochi mesi dopo invase anche la Cecoslovacchia. Hitler riteneva di poter impadronirsi di Danzica e del cosiddetto “corridoio polacco”, credendo che la guerra non si sarebbe estesa al di là del confine polacco. Così il 1° settembre del 1939, l’esercito tedesco diede inizio all’invasione della Polonia. La risposta dei paesi occidentali questa volta non si fece attendere, e 2 giorni dopo Francia e Gran Bretagna entrarono in guerra affianco alla Polonia. L’Italia, guidata da Mussolini, rimase per il momento neutrale. 3
La guerra-lampo praticata dalla Germania nei confronti della Polonia fu efficace e in soli 17 giorni cedette al dominio tedesco. Dopo un inverno privo di combattimenti, improvvisamente nell’aprile del 1940 le truppe tedesche invasero Danimarca e Norvegia, conquistandole.
La Francia si aspettava un attacco sulla sua linea militare più forte, la linea Maginot, ma la Germania penetrò in Olanda e in Belgio (che si erano dichiarati neutrali) riuscendo così a colpire i francesi alle spalle evitando un attacco frontale. La strategia ebbe successo e la Francia, sconfitta, chiese l’armistizio il 17 giugno 1940.
Nel frattempo era entrata nel conflitto anche l’Italia. Mussolini, infatti, riteneva che fosse giunto il momento di realizzare i suoi obiettivi di espansione: la conquista di Nizza, della Corsica, della Tunisia, di Malta, convinto che la guerra combattuta al fianco della Germania sarebbe stata non solo breve, ma anche facile. La caduta dei francesi non demoralizzò la Gran Bretagna la quale, guidata da Winston Churchill e aiutata da nuove invenzioni tra cui il radar, realizzò una grande resistenza che fece capire chiaramente la durata e la difficoltà della guerra che stavano affrontando. Parallelamente alla battaglia d’Inghilterra, l’Italia il 28 ottobre 1940 iniziò l’attacco alla Grecia, ma lo fece in maniera molto superficiale e con un esercito poco preparato. Mentre il malcontento del popolo aumentava, la Germania accorse in aiuto dell’esercito italiano e in poco tempo riuscì a conquistare sia la Grecia sia la Jugoslavia.
Il 1941 fu l’anno in cui la guerra divenne a tutti gli effetti mondiale, coinvolgendo Russia e USA.
Wehrmacht
Il 22 giugno 1941 la invase l’URSS distruggendo gran parte dell’esercito sovietico, ma non riuscì a conquistare la capitale prima dell’inverno segnando così la prima sconfitta psicologica per la Germania, che vide vacillare il mito della sua invincibilità per la prima volta. Intanto i rapporti tra Stati Uniti e Giappone diventavano sempre più tesi. L’ammiraglio Yamamoto guidò le sue flotte aeree verso le Hawaii e il 7 dicembre 1941 bombardarono a sorpresa la base navale americana di Pearl Harbor, distruggendo gran parte delle navi lì presenti e catapultando, di fatto, gli USA nella seconda guerra mondiale.
La svolta della guerra: 1942-1945
Nel giugno del 1942 i giapponesi furono gravemente sconfitti dagli americani nella battaglia di Midway. Hitler puntava alla conquista di Stalingrado per sferrare un attacco decisivo alla Russia, ma proprio qui iniziò il ripiegamento della Germania. L’Armata Rossa vinse sui tedeschi in una battaglia che costò più di 2 milioni di morti alle due nazioni coinvolte. Intanto ebbe un ruolo decisivo nella guerra anche il discorso delle armi: in quel momento le ricerche statunitensi in campo nucleare erano più avanzate di quelle tedesche. Nel giugno 1942 Franklin Delano Roosevelt, presidente degli USA, autorizzò la realizzazione del progetto Manhattan per la costruzione di una bomba atomica.
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In Italia in seguito ai ripetuti bombardamenti nemici il mito di Mussolini crollò e il malcontento del popolo crebbe considerevolmente, anche a causa di un esercito che ormai faceva vedere tutte le sue lacune. Il 10 luglio 1943 gli americani sbarcarono in Sicilia, e rapidamente raggiunsero Roma. Tra il 24 e il 25 luglio Vittorio Emanuele III fece arrestare Mussolini e incaricò Pietro Badoglio di formare un nuovo governo. La Wehrmacht però rafforzò la sua permanenza in Italia e reagì liberando il duce, che fondò a nord la Repubblica Sociale Italiana (RSI), spaccando, di fatto, la penisola in due parti, mentre nella parte meridionale invece si formò il Regno del Sud anglo-americano. Il re scappò a Brindisi mettendo in salvo la sua famiglia. L’11 ottobre 1943 Badoglio dichiarò guerra alla Germania, diventando così “cobelligerante”.
Lo sbarco in Italia rappresentava il preludio dell’attacco dell’Europa tedesca; alla conferenza di Teheran Roosevelt, Churchill e Stalin si riunirono decidendo l’apertura di un secondo fronte in Francia. Nella notte tra il 6 e il 7 giugno 1944 ebbe inizio così l’operazione Overlord, meglio noto come sbarco in Normandia. Il 24 agosto fu liberata Parigi; nel febbraio del 1945 si tenne la conferenza di Yalta nella quale fu deciso il futuro dell’Europa. L’ultimo atto della guerra iniziò a marzo, quando gli anglo-americani varcarono il Reno e attaccarono insieme ai sovietici Berlino. Hitler, rinchiuso nel suo rifugio, si tolse la vita insieme alla famiglia. Il 7 maggio la Germania firmò la resa incondizionata. Gli anglo-americani nel frattempo erano passati all’offensiva anche in Italia, dove il 24 aprile 1945 sfondarono la linea gotica, sull’Appennino tosco-emiliano. Il giorno dopo i partigiani liberarono gran parte delle città dell’Italia settentrionale, nel giorno che poi diventerà la festa della Liberazione dal Fascismo. Mussolini, fuggito in Svizzera, fu catturato dai partigiani e fucilato. Il 29 aprile le truppe tedesche in Italia si arresero.
La conclusione della guerra
Il cosiddetto “Fungo Atomico” provocato dall’esplosione 5
della bomba atomica lanciata su Hiroshima
Restava ancora da vincere la guerra contro il Giappone, che aveva una tenacia ai livelli di quella tedesca, e che spinse alcuni piloti, chiamati kamikaze, a precipitarsi con i loro aerei sugli obiettivi.
Gli americani intensificarono i bombardamenti contro le città giapponesi, e in particolare contro Tokyo, nella quale morirono in 2 giorni 80mila abitanti. Il 19 febbraio 1945 sbarcarono a Iwo Jima e a Okinawa, dove incontrarono una fortissima resistenza dei giapponesi che causarono perdite altissime ai soldati americani. Era chiaro il fatto che, se essi fossero sbarcati in Giappone, avrebbero incontrato una ancor più forte resistenza, quindi decisero di impiegare la bomba atomica, che però non avevano ancora sperimentato.
Nella conferenza di Potsdam del luglio 1945 i grandi capi dei paesi alleati si riunirono nuovamente, per decidere le zone di occupazione nelle quali sarebbe stata divisa la Germania. Intanto gli USA sperimentarono la bomba atomica con successo ad Alamogordo, nel Nuovo Messico.
Il 6 agosto un aeroplano statunitense sganciò una bomba atomica su Hiroshima, provocando 80mila morti, in parte uccisi dallo scoppio e dall’incendio che ne era seguito e in parte dalle radiazioni. Il 9 agosto fu sganciata una seconda bomba su Nagasaki, dove i morti furono 40mila. Il 14 agosto il Giappone annunciò la resa: la seconda guerra mondiale era finita.
Le conseguenze della guerra
Il lancio delle bombe atomiche lasciò una questione di legittimità aperta, tutti si interrogavano infatti se ci fosse stato il reale bisogno di impiegare un’arma di una potenza così inaudita.
I danni più gravi, comunque, li subì la razza ebraica, vittima di un genocidio programmato da parte della Germania. A Hitler e al Nazismo, infatti, va attribuita interamente la responsabilità dell’Olocausto, ovvero dello sterminio degli ebrei. Lo sterminio di massa avvenne in alcuni lager che furono così definiti campi di sterminio, dove oltre a ebrei vennero anche uccisi zingari e prigionieri di guerra. Si può ipotizzare che nei campi di concentramento costruiti dai tedeschi, soprattutto in quelli di Auschwitz e di Treblinka, siano morti dai 4 ai 6 milioni di prigionieri, in parte per gli stenti e per la fame, in parte uccisi nelle camere a gas.
Un’altra pagina dolorosa della guerra furono le stragi di civili che rivelano tutto l’orrore di una guerra combattuta anche contro intere popolazioni. In Italia le più atroci furono compiute nelle Fosse Ardeatine, dove il 24 marzo 1944 furono trucidati 335 civili, e a Marzabotto, dove furono trucidati 1800 civili.
Foibe
Nelle dell’Istria furono gettati e uccisi migliaia di italiani, incolpati di essere fascisti. 6
Primo Levi nacque a Torino il 31 luglio 1919 da una famiglia ebrea. Interessato fin da piccolo alla chimica, nel 1937 s’iscrisse al corso di chimica presso l’università di Torino. Ottenuta la laurea, fu assunto da una fabbrica di medicinali svizzera. Nel 1942 entrò nel partito d’azione clandestino e, dopo la caduta del governo l’8 settembre 1943, Levi si unì a un gruppo partigiano valdostano. Ma il 13 dicembre fu arrestato e rinchiuso nel campo di concentramento di Fossoli. 7
Da qui, nel 1944, fu inviato ad Auschwitz, dove visse fino al gennaio del 1945, quando il campo fu liberato dall’Armata Rossa. Levi riuscì a sopravvivere perché si ammalò di scarlattina e fu quindi trasferito in un campo sovietico dove lavorò come infermiere.
Nel giugno 1945 iniziò il suo viaggio di rimpatrio in Italia, che durò ben 4 mesi. L’esperienza nel campo di concentramento lo sconvolse fisicamente e psicologicamente, tanto che segnò la sua vita fino alla morte. Rientrato in Italia, lavorò presso una fabbrica di vernici e intanto scrisse quello che poi diventerà un classico della letteratura, Se questo è un uomo, che però ebbe scarso successo di vendita. Nel 1956 propose il suo libro all’editore Einaudi, che decise di pubblicarlo. Da quel giorno ebbe un enorme successo, con numerose ristampe e traduzioni nelle lingue più importanti. Nel 1962 iniziò la composizione del romanzo diario del viaggio di ritorno dal lager, La Tregua.
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Storia: la Seconda guerra mondiale
Italiano: Primo Levi
Matematica: la ricerca operativa
Economia: il risanamento economico nel dopoguerra
Inglese: Battle of Britain
Diritto: le leggi razziali fasciste