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Istituto Statale Istruzione Secondaria Superiore

―Marco Casagrande‖

Viaggio tra sogno e surrealismo

Federica Bortoluzzi

5 D Liceo Scientifico

a

Tesina interdisciplinare

Esame di Maturità

Anno Scolastico 2010/2011

Alice nel Paese delle Meraviglie: viaggio tra sogno e surrealismo – tesina interdisciplinare – Federica Bortoluzzi – VI D Liceo Scientifico – Esame di Maturità – Anno Scolastico 2010/2011

Indice

  • 1. Presentazione pag. 3
  • 2. Introduzione pag. 4
  • 3. Lewis Carroll
  • 3.1 Vita e opere pag. 5
  • 3.2 Accuse di pedofilia pag. 7
  • 4. La storia di Alice nel paese delle meraviglie pag. 8
  • 5. L’età vittoriana della ―Regina di Cuori‖ pag. 11
  • 6. Il mondo dei sogni
  • 6.1 Il sogno nell’antichità greca e romana pag. 13
  • 6.2 L’interpretazione dei sogni pag. 15
  • 6.3 L’analisi di un sogno pag. 17
  • 7. Il sogno nell’arte
  • 7.1 Il surrealismo pag. 18
  • 7.2 Salvador Dalì pag. 18
  • 8. Note pag. 21
  • 9. Apparati pag. 24
  • 10. Bibliografia e Sitografia pag. 26 2

Alice nel Paese delle Meraviglie: viaggio tra sogno e surrealismo – tesina interdisciplinare – Federica Bortoluzzi – VI D Liceo Scientifico – Esame di Maturità – Anno Scolastico 2010/2011

1. Presentazione

“Un buon libro fa apparire quello che senza quel libro forse non sarebbe mai stato visto” (Robert Bresson )

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Ho sviluppato questo elaborato interdisciplinare partendo dal famosissimo racconto Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll poiché questa storia non si tratta solo di una semplice favola per bambini conosciuta da tutti, ma di un romanzo dietro cui sono nascosti aspetti storici, letterari, artistici e scientifici che sono ignoti a molti.

Il mondo incantato in cui capita Alice è il mondo dell’inconscio: quel regno in cui tutti gli esseri, viventi e inanimati, sono messi sullo stesso piano.

Acquistano un’anima nuova, un nuovo intelletto gli animali, e vita, anima ed intelletto le cose; sorgono rapporti nuovi fra di loro, che non seguono la logica della vita degli adulti, ma leggi tutte particolari dettate dal sentimento e dell’irrazionalità.

Ma il mondo di Alice non è solo questo, perché come disse Lewis Carroll: ―Tutto ha una morale, se solo riesci a trovarla”. 3

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2. Introduzione

Nell’assolato pomeriggio di venerdì 4 luglio 1862

Nella calda mattinata

Una bimba addormentata

due reverendi, Charles Dodgson, conosciuto con lo pseudonimo di Lewis Carroll, e Robinson Duckworth , portarono tre sorelle, Lorina, Alice ed Edith Liddell, a fare una gita in barca sul Tamigi, cominciata a Folly Bridge, vicino Oxford, e terminato cinque miglia più in là in un villaggio di Godstow.

Sogna lieta un sogno d’oro

Che rallegra un dolce coro.

Non appena ha chiuso gli occhi,

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Vede un mondo di balocchi.

Non era la prima volta, ma fu diversa da tutte. Le sorelline erano particolarmente irrequiete, e pretesero che venisse loro raccontata una storia. Dodgson improvvisò, come era solito fare, e la favola fu tanto attraente che Alice gli chiese di metterla per iscritto. Il reverendo accondiscese e dopo qualche mese le presentò un manoscritto illustrato, Le avventure di Alice sottoterra, che si sviluppava in soli quattro capitoli, illustrati da Dodgson stesso.

Son balocchi un poco strani,

Sconosciuti fra gli umani,

Sono esseri parlanti,

Ma non certo benpensanti;

Pochi mesi dopo la gita in barca, la madre costrinse di colpo Alice a distruggere tutte le lettere che Dodgson le aveva scritto, e impedì a lui di rivederla: i due si rincontrarono soltanto trent’anni dopo, nel 1891.

Son conigli laureati

E ramarri decorati.

Dodgson non dimenticò comunque la sua giovane musa, e nel 1865 pubblicò una versione riveduta e corretta della storia, con il nuovo titolo Alice nel paese delle meraviglie, e sotto lo pseudonimo di Lewis Carroll. Vide così la luce uno dei più singolari libri della letteratura, a cui si aggiunse nel 1871 un seguito: Attraverso lo specchio e ciò che Alice vi trovò.

Son ranocchi canterini

E topini un po’ sciocchini

Che si lasciano ingannare

Da un micetto e divorare;

In realtà, le Alici di quest’ultimo sono due: Alice Liddell, alla quale Dodgson aveva raccontato storie ispirate agli scacchi mentre imparava a

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giocare, e una sua lontana cugina.

E poi c’è la tartaruga

Che vien fuori dalla buca;

Essa piange, poverina,

Dalla sera alla mattina;

Tante lacrime versate

A noi sembrano sciupate;

solo lei lo sa il perché

di quel pianto e quegli ahimè.

Poi c’è un Re, naturalmente,

Che somiglia enormemente,

Con i baffi e le Basette,

Proprio al re per il tressette.

La Regina, si capisce,

Sta al suo fianco e inviperisce.

E poi c’è, sapete, ALICE:

Quel che fa non lo si dice.

Sono cose sorprendenti

In fatidici momenti,

Che dal libro rivelate

Saran sempre ricordare.

Nonostante l’apparente caos del racconto, i due libri di Alice sono profondamente strutturati. Anzitutto, si articolano entrambi in una serie di 12 capitoli ciascuno. Alice nel paese delle meraviglie è ambientato all’esterno in estate, il 4 maggio 1859, giorno del settimo compleanno della bimba: e, infatti, sulla copertina della versione manoscritta che Dodgson le regalò, era incollata una fotografia di lei a sette anni, scattata da lui stesso.

Il secondo dei due romanzi è ambientato all’interno in inverno, a sei mesi esatti di distanza, il 4 novembre 1859: Alice ha dunque esattamente sette anni e mezzo, e Humpty Dumpty le fa notare che se qualcuno non le avesse dato

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una mano, cioè se il seguito della storia non fosse stato scritto, si sarebbe fermata a sette anni. In ciascuno dei due libri hanno un ruolo preminente i giochi: le carte e il croquet in Alice, e gli scacchi nello Specchio. Gli eventi di quest’ultimo costituiscono le mosse di una partita descritta nella prefazione, e Alice è un pedone bianco che attraversa l’intera scacchiera, interagendo sempre soltanto con pezzi che stanno in caselle adiacenti alla sua. Ruscelli e siepi separano fisicamente tra loro le caselle in orizzontale e in verticale, e il passaggio di Alice da una casella all’altra viene indicato nel testo da tre righe di puntini. Alla fine Alice raggiunge la sponda opposta della scacchiera, diventa regina, cattura la Regina Rossa e dà scacco matto al Re Rosso.

3. Lewis Carroll

3.1 Vita e opere

Lewis Carroll è in realtà lo pseudonimo di Charles Lutwindge Dodgson, nato a Daresbury (Cheshire, Inghilterra) il 27 gennaio 1832, e morto a Guldford il 14 gennaio 1898. È stato uno scrittore, un matematico, un fotografo e un logico britannico. È famoso per i due romanzi Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò. Tra coloro che hanno apertamente dichiarato di trovare ispirazione nei suoi romanzi si possono ricordare James Joyce , Jorge Luis Borges e John Lennon .

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Nel 1861 viene ordinato diacono, ma non prenderà mai gli ordini superiori. Dodgson studiò a Rugby fino al 1580, iscrivendosi nel gennaio successivo alla

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vecchia scuola di suo padre, il Christ Church College di Oxford. Vi era entrato da appena due giorni quando ricevette la notizia che sua madre era morta di "infiammazione al cervello‖ (forse meningite o ictus). Era eccezionalmente dotato e ricevette numerosi riconoscimenti formali per i suoi notevoli risultati. Gli fu conferita la cattedra in matematica, che tenne per quasi tutta la vita (26 anni); ma è noto che trovasse l’insegnamento privo di stimoli, e che nelle sue lezioni regnasse l’apatia.

Nel 1856 iniziò ad interessarsi alla nuova arte della fotografia, alla quale fu indirizzato dallo zio e più tardi da Reginald Southey . Risulta che oltre la metà dei suoi lavori erano ritratti di bambine; la maggior parte di coloro che furono ritratte scrivevano il proprio nome in un angolo della stampa, per cui i loro nomi sono quasi tutti noti, tra i quali troviamo anche quello di Alice Liddell. Il fatto che Dodgson fotografasse o disegnasse ragazzine, talvolta nude (sono state trovate sei stampe di nudo) ha fatto sì che si diffondesse la tesi che fosse un pedofilo.

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Tra il 1854 e il 1856 inizia a pubblicare poesie e racconti su riviste nazionali, come il The Comics Times, e su giornali locali, come la Whitby Gazet.

Nel 1865, con lo pseudonimo di Lewis Carroll, pubblicò per la prima volta il romanzo Alice nel Paese delle Meraviglie (Alice in Wonderland), il libro ebbe un successo immediato e travolgente, e l’autore divenne presto un amatissimo e famosissimo personaggio pubblico, quasi un alter ego che conduceva una vita propria, parallela a quella di Dodgson. Nel 1871 pubblicò il seguito a questo primo romanzo, intitolandolo Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò (Through the looking-glass and what Alice foud there); nel 1876 si occupò dell’edizione di Caccia allo Snark (The Hunting of the Snark), apparentemente un breve poema epico ―nonsense‖ dedicato a un’altra bambina, Gertrude Chataway , che in realtà nasconde un’interpretazione simbolica che affascina

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la critica moderna; assai meno popolari sono i due volumi del suo ultimo romanzo, Sylvie e Bruno (1889), il quale ricevette molte critiche a causa del taglio moralistico con cui è stato scritto. Prima di queste opere di fantasia Carroll aveva fatto uscire con il suo vero nome alcune opere di matematica, passione mai trascurata sin dai primi anni di studi. Tra queste opere troviamo Euclide e i suoi rivali moderni (1879), Il gioco della logica (1887), Che cosa disse

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la tartaruga ad Achille (1894), e Logica simbolica (1896). L’intelligenza di Dodgeson è dimostrata anche da alcune sue invenzioni: nel 1891 creò un sistema di scrittura chiamato nyctografia, il quale consentiva di scrivere al buio con un codice di segni su una griglia rettangolare. Inventò anche un gioco di carte e matita, il word ladder (la ―scatola delle parole‖), piuttosto diffuso in

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tutto il mondo, sebbene pochi conoscano l’inventore e l’origine di questo gioco.

Morì il 14 gennaio 1898 a Guildford, nel Surrey, cinque anni dopo la pubblicazione di Sylvie e Bruno, di bronchite.

3.2 Accuse di pedofilia

La passione di Dodgson per le ragazze e le bambine, la sua collezione di foto di bambine, alcune scattate lui stesso, e altri elementi della sua biografia hanno dato vita ad alcune teorie sulla sua presunta pedofilia, sebbene pochissimi suggeriscano che lo scrittore abbia oltrepassato il limite dell’amore platonico nei confronti delle sue giovani amiche. A questo ―mito‖ si aggiunse l’idea che Dodgson non avesse una reale vita adulta e che si trovasse a suo agio solo in un mondo mentale infantile. Questo aspetto della vita di Carroll venne in seguito dato quasi per scontato, e il dibattito si incentrò sul fatto se l’ossessione che aveva nei confronti di ragazze e bambine fosse innocente o morbosa. Morton Cohen , autore di Lewis Carroll, a Biography (1995),

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scrisse:

―Non possiamo sapere fino a che punto la preferenza di Charles per i bambini nei disegni e nelle fotografie nasconda un desiderio sessuale. Lui stesso sostenne che tale preferenza aveva motivi strettamente estetici. Ma dato il suo attaccamento emotivo ai bambini e il suo apprezzamento estetico per le loro forme, l'affermazione che il suo interesse fosse strettamente estetico è ingenua. Probabilmente sentiva più di quanto volesse ammettere, anche a se stesso.‖

Secondo Cohen, Dodgson chiedeva sempre alle madri di essere presenti quando ritraeva le loro figlie. Cohen è anche certo che lo scrittore ispirava fiducia alle famiglie, l’unico episodio critico avvenne nel 1879, dove si verificò

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una ―improvvisa rottura dell’amicizia‖ tra Dodgson e la famiglia Mayhew, dopo che questa non gli concesse di ritrarre nude le loro tre figlie maggiori (6, 11 e 13 anni). Recentemente questo dibattito si è arricchito di un contributo diverso. Karoline Leach , nel suo libro In the Shadow of the Dreamchild

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(1999), sostiene che il sospetto di pedofilia nei confronti di Dodgson sia la conseguenza di un’errata interpretazione della morale del periodo e dei rapporti dell’autore con gli adulti. Inoltre Karoline Leach porta numerose prove che Dodgson abbia avuto delle relazioni con donne adulte, sia sposate che nubili. Il libro della Leach fu criticato da molti; tuttavia altri autori lo considerano un importante contributo all’interpretazione della vita dello scrittore britannico.

4. La storia di Alice nel paese delle meraviglie

Accanto ad Alice, stanca di stare in giardino di fianco alla sorella che legge un libro "senza figure e senza dialoghi", passa un coniglio bianco dagli occhi rosa vestito con giacca e panciotto. Alice senza riflettere lo segue precipitando in una sorta di pozzo, che la porta in un mondo immaginario popolato da bizzarri personaggi. Alice atterra morbidamente su ramoscelli e foglie secche e procede lungo un cunicolo in fondo al quale vede il Coniglio Bianco correre, la bambina lo segue e raggiunge una stanza bianca dove su di un tavolo vede una chiave d’oro, che apre una piccola porta, troppo piccola per passare. Alice trova una bottiglietta e, bevendola, diventa così piccola da poter passare dalla porticina, ma da non poter più prendere la chiave dal tavolo.

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Sintesi

Inglese: Lewis Carroll (Alice nel paese delle meraviglie)

Storia: l'età vittoriana

Latino: il sogno nella cultura greca e romana

Filosofia: Sigmund Freud (l'interpretazione dei sogni)

Arte: Salvator Dalì (il surrealismo)

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