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Le grandi invenzioni della Seconda Rivoluzione industriale

Nella seconda metà del 1800 il mondo visse una seconda crisi economica che coinvolse l’Europa centro-settentrionale e gli Stati Uniti. Il settore siderurgico meccanico fu quello che si sviluppò maggiormente: si produceva soprattutto materiale ferroviario che inizialmente era relaizzato con il ferro e ghisa, i quali successivamente furono sostituiti dall’acciaio, un lega di ferro e carbonio molto resistente, malleabile e leggera.
Iniziava così l’età dell’acciaio che dava il via alla Seconda Rivoluzione industriale. Fino ad allora tutti i macchinari erano alimentati dal vapore, nella seconda metà dell’Ottocento importanti invenzioni aprirono la strada a due potenti fonti di energia: petrolio ed elettricità, già da tempo noti, ma non utilizzati a causa delle problematiche legate all’estrazione. Il primo pozzo petrolifero fu aperto nel 1859 negli Stati Uniti; il petrolio fu usato per l’illuminazione e per il riscaldamento. Importante fu l’invenzione della lampadina elettrica da parte di Thomas Edison, il quale contriuì alla diffusione dell'elettricità; in seguito fu costruita la prima centrale elettrica a Londra e la seconda a New York. Nel 1891 presso le Cascate del Niagara fu costruita la prima centrale idroelettrica. Le industrie crescevano e di conseguenza aumentò il ruolo delle banche che divennero casse di risparmio, ovvero utilizzavano i soldi dei risparmiatori in cambio di interesse per finanziare le attività industriali.

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